Il 2025 segna per il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (SASP) un anno di intensa attività, con un netto incremento degli interventi rispetto al 2024. I dati emersi dal consuntivo annuale delineano un quadro di forte impegno per i soccorritori, con 2.070 chiamate di soccorso gestite dalla Centrale Operativa di Grugliasco, a fronte delle 1.916 dell’anno precedente. Questo aumento si è tradotto in 1.471 missioni effettive sul territorio, che hanno permesso di recuperare 1.548 persone.

Una crescita operativa che arriva dopo un 2024 caratterizzato da condizioni meteorologiche spesso avverse, che avevano limitato le attività in montagna e, di conseguenza, il numero di richieste di intervento. Il nuovo bilancio conferma quanto la frequentazione delle montagne piemontesi sia tornata a livelli elevati, richiedendo una presenza costante e specializzata per garantire la sicurezza.

Analisi degli interventi: elisoccorso e squadre a terra, una sinergia fondamentale

L’analisi delle modalità di soccorso evidenzia il ruolo preponderante dell’elisoccorso. L’elicottero del Servizio regionale è infatti intervenuto nel 70% delle missioni, trasportando a bordo un tecnico del Soccorso Alpino per garantire la massima efficacia. Tuttavia, il lavoro delle squadre a terra si conferma insostituibile: ben il 49% delle persone è stato recuperato esclusivamente via terra, a dimostrazione di come la capillarità sul territorio e la capacità di operare in condizioni meteo o ambientali proibitive per il volo siano un pilastro della sicurezza in montagna. Dei 1.548 individui soccorsi, 792 sono stati recuperati con l’elicottero e 756 dalle squadre terrestri.

Le cause degli incidenti e l’identikit del soccorso

Le statistiche sulle cause degli interventi offrono uno spaccato preciso dei rischi maggiori in ambiente montano. La caduta si conferma la causa principale, rappresentando il 36% degli incidenti, seguita a breve distanza dai malori (32%). Questi dati sottolineano l’importanza della preparazione fisica e della prudenza nell’affrontare i sentieri e le pareti.

Il profilo prevalente della persona soccorsa è di sesso maschile (75%). La stragrande maggioranza degli incidenti (84%) ha coinvolto persone impegnate in attività del tempo libero, come escursionismo e alpinismo. Una percentuale minore riguarda i residenti in montagna (11%) e gli infortuni sul lavoro in ambiente impervio (5%).

  • Persone soccorse: 1.548
  • Feriti: 949
  • Illesi: 520
  • Deceduti: 79

È interessante notare come il numero di persone illese (520) rimanga significativo, indicando spesso situazioni di difficoltà tecnica o perdita di orientamento che, grazie al tempestivo intervento, non hanno avuto conseguenze fisiche.

Una nuova metodologia di conteggio

A partire dal 2025, il Soccorso Alpino ha adottato un nuovo criterio per il conteggio delle persone soccorse. Vengono incluse esclusivamente le operazioni che vedono un’attivazione diretta della componente territoriale del SASP. Questa modifica esclude gli interventi gestiti primariamente dal Servizio regionale di elisoccorso nei comprensori sciistici, in collaborazione con i servizi di soccorso piste. Per questo motivo, il dato di 1.548 persone soccorse potrebbe apparire inferiore rispetto ad anni passati. Tuttavia, se si includessero anche i 187 infortunati sulle piste da sci, il totale salirebbe a 1.735 persone, configurandosi come il secondo dato più alto di sempre, superato solo dal picco del 2023.

Il ruolo crescente della tecnologia

L’aumento delle chiamate è influenzato anche da un fattore tecnologico. Il miglioramento della copertura della rete di telefonia mobile, unito alla diffusione di app dedicate come GeoResq (sviluppata dallo stesso Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e di dispositivi indossabili come gli smartwatch, permette di lanciare l’allarme con maggiore facilità e precisione, anche da aree remote. Questi strumenti si rivelano sempre più decisivi per la tempestività e l’efficacia delle operazioni di soccorso.

Un impegno costante per la sicurezza

Il bilancio 2025 del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese non è solo un elenco di numeri, ma la testimonianza di un impegno quotidiano e capillare. Dietro ogni intervento ci sono tecnici volontari altamente specializzati che, in convenzione con l’Azienda Zero della Regione Piemonte, garantiscono un servizio pubblico essenziale. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che tutela la vita di chi vive, lavora o semplicemente ama la montagna.

Di veritas

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