Città del Messico – Venti di crisi soffiano sul panorama mediatico messicano. TV Azteca, il secondo gruppo televisivo più importante del paese e parte del conglomerato Grupo Salinas guidato dal controverso imprenditore Ricardo Salinas Pliego, ha ufficialmente annunciato di aver avviato le procedure per un “concurso mercantil” volontario. Questa mossa, equivalente a un’amministrazione controllata secondo la legge messicana, rappresenta un passo drastico ma necessario per tentare di ristrutturare un debito imponente e garantire la continuità operativa, scongiurando lo spettro del fallimento.

La decisione, approvata dall’assemblea generale straordinaria degli azionisti, è stata definita dal direttore generale di TV Azteca, Rafael Rodríguez, come uno “strumento di ultima istanza” volto a preservare il valore dell’azienda e a facilitare il compimento ordinato degli obblighi finanziari senza interrompere le trasmissioni. La procedura consente infatti di sospendere temporaneamente i pagamenti ai creditori per negoziare un piano di rientro sostenibile sotto la supervisione di un giudice.

Le radici di una crisi multifattoriale

La situazione finanziaria di TV Azteca è il risultato di una tempesta perfetta che ha combinato sfide strutturali del settore con pressioni finanziarie specifiche. La società ha attribuito la crisi a una serie di fattori concatenati:

  • Trasformazioni del mercato pubblicitario: L’ascesa inarrestabile delle piattaforme digitali e dei servizi di streaming ha eroso progressivamente i ricavi pubblicitari della televisione tradizionale, un modello di business su cui TV Azteca ha costruito il suo impero.
  • L’impatto della pandemia: La crisi sanitaria globale ha inferto un duro colpo agli investimenti pubblicitari, accelerando le difficoltà economiche dell’emittente.
  • Oneri fiscali e costi di licenza: La società ha citato l’impatto significativo del pagamento di oltre 3.800 milioni di pesos per le licenze governative nel 2018 e, più di recente, la liquidazione di un debito fiscale di lunga data con il Servicio de Administración Tributaria (SAT). Quest’ultimo, parte di un accordo più ampio di Grupo Salinas per saldare un contenzioso ventennale, ha comportato un esborso di circa 32 miliardi di pesos.
  • Debiti con creditori internazionali: Una delle spine nel fianco più dolorose per TV Azteca è la battaglia legale con un gruppo di creditori statunitensi. Il contenzioso nasce dal mancato pagamento degli interessi su un’obbligazione da 400 milioni di dollari emessa nel 2017. A causa degli interessi accumulati, il debito ha ormai superato i 580 milioni di dollari, portando i creditori a richiedere la bancarotta involontaria della società negli Stati Uniti.

Un percorso a ostacoli: tra negoziazioni e continuità operativa

Il “concurso mercantil” si articola in due fasi principali secondo la legge messicana: una prima fase di conciliazione, durante la quale l’azienda e i suoi creditori cercano di raggiungere un accordo per la ristrutturazione del debito, e, in caso di mancato accordo, una seconda fase che porterebbe alla liquidazione dei beni per soddisfare i creditori. TV Azteca punta chiaramente a un esito positivo della prima fase per poter proseguire le proprie attività.

Nonostante la gravità della situazione, i vertici aziendali hanno rassicurato sulla normale operatività del gruppo. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’efficienza finanziaria e operativa per mantenere la capacità di produrre e generare contenuti in un panorama mediatico in continua evoluzione. Tuttavia, la strada si preannuncia in salita. Le azioni della società sono sospese dalla Borsa messicana dal 2023 a causa della mancata presentazione dei risultati finanziari, un segnale inequivocabile delle difficoltà in corso.

Il contesto più ampio: Grupo Salinas e le sfide del magnate Pliego

La crisi di TV Azteca non può essere disgiunta dalle vicende che coinvolgono l’intero Grupo Salinas e il suo fondatore, Ricardo Salinas Pliego. Il magnate è stato protagonista di accesi scontri con il governo messicano riguardo ai debiti fiscali delle sue aziende, accusando le autorità di estorsione. Il recente pagamento al fisco, sebbene necessario, ha ulteriormente appesantito la situazione finanziaria del gruppo, come dimostra la perdita registrata da un’altra delle sue società, Grupo Elektra.

La vicenda di TV Azteca si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro dei media tradizionali e sulla sostenibilità dei modelli di business basati sulla pubblicità televisiva. Mentre il suo principale competitor, Televisa, pur affrontando sfide simili, sembra godere di una maggiore fiducia da parte degli investitori, TV Azteca si trova a combattere una battaglia per la sopravvivenza che avrà implicazioni significative per l’intero ecosistema mediatico messicano.

Di atlante

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