Una giornata da dimenticare per Novo Nordisk alla Borsa di Copenaghen. Il colosso farmaceutico danese ha visto le sue azioni crollare in modo significativo dopo la pubblicazione dei risultati di uno studio clinico chiave per il suo nuovo farmaco anti-obesità, Cagrisema. I dati, attesi con grande interesse dal mercato, hanno mostrato un’efficacia inferiore rispetto al farmaco concorrente Zepbound, prodotto dalla rivale statunitense Eli Lilly, innescando un’ondata di vendite sul titolo.

La delusione dei dati clinici

Nel dettaglio, il titolo di Novo Nordisk ha registrato un crollo di oltre il 16%, chiudendo la seduta a 251,40 corone danesi. Questo brusco calo è una reazione diretta ai risultati dello studio di Fase III, denominato REDEFINE 4, che ha messo a confronto diretto Cagrisema e Zepbound. Lo studio, condotto su 809 pazienti con obesità e almeno una comorbilità, non ha raggiunto il suo obiettivo primario: dimostrare la “non inferiorità” di Cagrisema rispetto a Zepbound nella perdita di peso dopo 84 settimane di trattamento.

I risultati parlano chiaro: i pazienti trattati con Cagrisema hanno ottenuto una perdita di peso media del 20,2% (23% per coloro che hanno aderito pienamente al trattamento), a fronte del 23,6% (25,5% in aderenza) registrato dal gruppo trattato con Zepbound. Sebbene la perdita di peso ottenuta con Cagrisema sia clinicamente significativa, il mancato superamento del diretto concorrente ha pesato come un macigno sulle aspettative degli investitori.

Nonostante la delusione, Martin Holst Lange, vicepresidente esecutivo per la ricerca e sviluppo di Novo Nordisk, ha cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno, dichiarandosi “soddisfatto della perdita di peso del 23% per Cagrisema” e sottolineando il potenziale del farmaco come prima combinazione GLP-1/amilina sul mercato.

La guerra dei farmaci per l’obesità si infiamma

Questo episodio si inserisce in un contesto di accesa competizione nel mercato dei trattamenti per l’obesità, un settore che si stima possa raggiungere i 133,16 miliardi di dollari entro il 2031. Novo Nordisk, pioniera con farmaci come Ozempic e Wegovy (entrambi a base di semaglutide), ha visto la sua posizione di leadership erosa dall’incredibile successo di Eli Lilly, il cui farmaco Zepbound (tirzepatide) ha mostrato risultati eccezionali. La sfida tra i due giganti farmaceutici è diventata il principale campo di battaglia per gli investitori del settore.

Cagrisema, che combina la semaglutide con la cagrilintide (un analogo dell’amilina), rappresentava per Novo Nordisk la carta per riconquistare terreno. L’azienda aveva già presentato la domanda di approvazione alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel dicembre 2025, con una decisione attesa per la fine del 2026. Tuttavia, i risultati del confronto diretto con Zepbound potrebbero ora limitarne il potenziale di vendita.

Un quadro finanziario sotto pressione

Il crollo in borsa non è un fulmine a ciel sereno per Novo Nordisk. Già all’inizio del mese, il titolo aveva subito una flessione a seguito della previsione di un calo dei ricavi per l’anno in corso, stimato tra il 5% e il 13%. Questa contrazione, la prima dopo anni di crescita ininterrotta, è attribuita a una duplice pressione: la crescente concorrenza di Eli Lilly e gli accordi per la riduzione dei prezzi dei farmaci sul mercato statunitense.

Nonostante un 2024 chiuso con risultati solidi, con una crescita dei ricavi del 26% spinta proprio dai farmaci GLP-1, le prospettive per il futuro appaiono più incerte. La performance “sorprendentemente buona” di Zepbound nello studio REDEFINE 4, come definita dallo stesso Chief Scientific Officer di Novo, ha ulteriormente complicato lo scenario.

Prospettive future e strategie di mercato

Nonostante la battuta d’arresto, Novo Nordisk non si dà per vinta. L’azienda punta ancora su Cagrisema, evidenziando che il farmaco ha un profilo di sicurezza e tollerabilità buono, con effetti collaterali gastrointestinali prevalentemente lievi e transitori, in linea con la classe dei farmaci GLP-1. Inoltre, sono in corso ulteriori studi, come il REDEFINE 11, per esplorare il potenziale di dosi più elevate del farmaco.

Il CEO Maziar Mike Doustdar ha difeso vigorosamente il farmaco, respingendo l’idea che sia “obsoleto” e affermando che, una volta sul mercato, “avrà la migliore etichetta per la perdita di peso di qualsiasi prodotto commercializzato in quel momento”. La strategia di Novo Nordisk sembra ora concentrarsi sulla differenziazione e sul consolidamento della propria pipeline di ricerca e sviluppo, in un mercato dove anche altri attori, come Pfizer, stanno cercando di entrare con soluzioni innovative.

La partita è tutt’altro che chiusa. La domanda globale di trattamenti efficaci per l’obesità è in continua crescita e la capacità di innovare e di espandere la produzione sarà cruciale per determinare i vincitori di questa avvincente sfida farmaceutica.

Di atlante

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