Il palazzo della Borsa in piazza Affari a Milano, 24 gennaio 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Giornata di ottimismo sui mercati azionari del Vecchio Continente, che hanno chiuso le contrattazioni in netto rialzo, sostenuti da una partenza positiva di Wall Street e da alcuni dati macroeconomici incoraggianti. Le piazze finanziarie di Milano (Ftse Mib +1,30% a 46.361 punti), Londra (+1,23%) e Madrid (+1,2%) si sono distinte come le migliori, seguite a ruota da Amsterdam che ha registrato un incremento di quasi un punto percentuale. Più contenuti i guadagni per Francoforte (+1,09%) e Parigi (+0,11%).

L’avvio in territorio positivo di Wall Street, con il Nasdaq che ha trainato i rialzi (+1,01%), ha contribuito a infondere fiducia negli investitori europei. A sostenere il sentiment del mercato americano sono stati in particolare i titoli tecnologici, con Nvidia e Amazon in evidenza. Gli operatori, tuttavia, rimangono cauti in attesa della pubblicazione, prevista in serata, dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, da cui si attendono indicazioni più precise sulle future mosse di politica monetaria.

Attesa per le mosse della Fed, produzione USA in crescita

Le minute della riunione del FOMC (Federal Open Market Committee) di fine gennaio sono al centro dell’attenzione. Dalle anticipazioni emerge un board diviso: se da un lato si prevede la necessità di futuri tagli ai tassi di interesse qualora l’inflazione continuasse il suo percorso di rallentamento, dall’altro diversi membri esprimono preoccupazione per un’inflazione ancora elevata e non escludono la possibilità di un ulteriore rialzo se i prezzi non dovessero scendere come previsto. Questa incertezza si riflette sull’andamento del cambio euro/dollaro, che si mostra debole, scendendo dello 0,3% a quota 1,18.

Sul fronte macroeconomico, un segnale positivo è arrivato dalla produzione industriale degli Stati Uniti. A gennaio 2026, si è registrato un aumento dello 0,7% su base mensile, superando le attese degli analisti che si fermavano a un +0,4%. Anche la produzione manifatturiera ha mostrato una solida crescita dello 0,6%. Questi dati, che seguono un dicembre rivisto al rialzo, indicano una buona tenuta del settore industriale statunitense.

Materie prime in fermento: petrolio e gas in forte rialzo

Grande protagonista della giornata è stato il settore delle materie prime. Il petrolio ha registrato un’impennata, con il WTI che ha guadagnato oltre il 4,5% superando i 65 dollari al barile, spinto dalle crescenti tensioni geopolitiche, in particolare tra Stati Uniti e Iran. Anche il Brent ha visto un rialzo significativo. In forte crescita anche il prezzo del gas naturale in Europa, che ad Amsterdam ha segnato un +1,7%, raggiungendo quota 30,3 euro al Megawattora.

Stabile invece lo spread BTP-Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi, che si è mantenuto calmo attorno ai 60 punti base, segnalando una relativa tranquillità sul mercato del debito sovrano europeo.

Piazza Affari in evidenza: vola Mediobanca, bene Leonardo e Stm

A Milano, a catalizzare l’attenzione degli investitori è stata Mediobanca, che ha chiuso la seduta con un balzo del 5,7%, dopo aver toccato anche un +7% in giornata. A spingere il titolo è stata la notizia del via libera da parte del consiglio di amministrazione di Mps (+1,5%) al progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca nel gruppo, con conseguente delisting di Piazzetta Cuccia. Questa operazione porterà alla creazione di un gruppo integrato, con Mps focalizzata sul retail e una nuova Mediobanca non quotata specializzata nel corporate & investment banking.

Ottima performance anche per i titoli del settore della difesa e tecnologico. Leonardo ha messo a segno un rialzo del 4,7%, beneficiando delle crescenti tensioni geopolitiche e della firma di un memorandum con la spagnola Indra nel settore della difesa informatica. In forte crescita anche Stm (+3,9%), in linea con il trend positivo del settore tecnologico a livello globale e sostenuta dai risultati incoraggianti di Analog Devices.

Tra i titoli in ribasso, invece, si segnalano Ferrari, che ha ceduto il 2,6% in una giornata di prese di beneficio, Campari (-1,99%) e Tim. Piatta la seduta per Generali, che risente delle dinamiche legate alla fusione Mediobanca-Mps, dato che la partecipazione del 13,2% nel Leone di Trieste rimarrà in pancia alla nuova Mediobanca non quotata.

Di atlante

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