Il sipario si è alzato sui vincitori della prima edizione del Fondazione Prada Film Fund, l’ambiziosa iniziativa lanciata nel 2025 per insufflare nuova linfa vitale nel panorama del cinema indipendente internazionale. Sono 14 i progetti che hanno conquistato il comitato di selezione, emergendo da un bacino di oltre 1.200 candidature provenienti da ogni angolo del globo. Un segnale inequivocabile, questo, non solo del prestigio rapidamente acquisito dal fondo, ma anche dell’urgenza sentita da autori e produttori di trovare un sostegno concreto per le loro visioni più audaci.

Con un budget complessivo di 1,5 milioni di euro, il fondo si propone come un faro per quel cinema d’autore che, pur vibrando di vitalità artistica, si scontra spesso con una forte fragilità strutturale. I progetti selezionati, che coinvolgono società di produzione di 26 paesi distribuiti su 5 continenti, rappresentano un mosaico di culture, generi e linguaggi cinematografici, confermando la vocazione globale e inclusiva dell’iniziativa. La selezione finale comprende opere di 6 registe e 8 registi, tra cui figurano anche due promettenti opere prime.

Un Sostegno Concreto alla Visione d’Autore

Come sottolineato da Miuccia Prada, Presidente e Direttrice della Fondazione, “La qualità e il grado di sperimentazione dei progetti selezionati sono una testimonianza del dinamismo e della varietà che caratterizzano il cinema d’autore contemporaneo”. L’obiettivo primario del Film Fund è infatti quello di “valorizzare, in particolare, il lavoro degli autori che più richiedono un supporto concreto per tradurre le proprie visioni in realtà”. Un impegno che non si esaurisce in un mero contributo economico, ma che ambisce a costruire un dialogo sempre più stretto con chi concepisce, sviluppa e produce film, promuovendo un’idea di cinema “libera, esigente e visionaria”.

Le fa eco Paolo Moretti, Head of Fondazione Prada Film Fund, che identifica la genesi del fondo nella constatazione di una duplice realtà: da un lato una grande vitalità artistica, dall’altro una “forte fragilità strutturale” del cinema indipendente. Moretti evidenzia come “molte delle opere più impegnate sul piano della ricerca e dell’innovazione formale incontrano difficoltà crescenti nel trovare un adeguato sostegno produttivo”. Il fondo è stato quindi concepito per intervenire in maniera capillare nelle diverse fasi del processo creativo: sviluppo, produzione e post-produzione. Dei 14 progetti finanziati, infatti, 4 sono in fase di sviluppo, 9 in produzione e 1 in post-produzione.

I Progetti Selezionati: un Viaggio nel Cinema Globale

La selezione riflette un’ampia gamma di sensibilità e approcci, privilegiando opere capaci di coniugare rigore artistico, rischio formale e urgenza tematica. Tra i nomi di spicco troviamo il celebre regista thailandese Apichatpong Weerasethakul con Jenjira’s Magnificent Dream, un’opera che esplora il tema della memoria. L’Italia è ben rappresentata con tre produzioni o co-produzioni, tutte in fase di sviluppo. Tra queste, il nuovo atteso film di Yuri Ancarani, videoartista e regista già acclamato nel panorama nazionale, intitolato Amarcord ’90, un’immersione nella club culture degli anni Novanta. Figurano inoltre Las Italians dell’acclamata documentarista argentina Laura Citarella e The Allucinations del giovane Andrea Gatopoulos.

Un altro nome di rilievo è quello della documentarista internazionale Tatiana Huezo, presente con il progetto Galerna, che riflette sui dilemmi etici del documentarista nel rapporto con i suoi soggetti. Questa diversità di voci e sguardi testimonia l’impegno della Fondazione a non imporre vincoli territoriali o di genere, lasciando completa libertà artistica agli autori.

Il Futuro del Fondo e l’Impegno Continuo

Il successo di questa prima edizione pone le basi per un impegno a lungo termine. Fondazione Prada ha già annunciato che la nuova call for entries sarà lanciata a giugno 2026, confermando la natura annuale dell’iniziativa. Il processo di selezione si avvale di un comitato di alto profilo composto, oltre che da Miuccia Prada e Paolo Moretti, da Chiara Costa (Head of Programs di Fondazione Prada), Rebecca De Pas (Project Manager del Film Fund), Giuliana Bruno (docente ad Harvard e membro del Comitato di indirizzo della Fondazione) e Violeta Bava (programmatrice e produttrice).

Il Fondazione Prada Film Fund si inserisce in un percorso ventennale che ha visto la Fondazione esplorare le pratiche cinematografiche attraverso rassegne e progetti espositivi. Con questa nuova iniziativa, l’istituzione compie un passo ulteriore, diventando un attore protagonista nel sostenere le condizioni materiali che permettono alle opere cinematografiche di esistere e di raggiungere il pubblico. Un investimento non solo economico, ma culturale, per un cinema che sappia interrogare il presente e immaginare il futuro.

Di euterpe

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