Roma – La Calabria si trova ancora una volta a fare i conti con la furia del maltempo. Un’ondata di eccezionale intensità, con nubifragi, venti impetuosi e violente mareggiate, ha messo in ginocchio vaste aree della regione nelle ultime ore, provocando smottamenti, esondazioni e danni significativi alle infrastrutture e al tessuto economico locale. Di fronte a questo scenario critico, la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: il Governo Meloni ha assicurato un intervento rapido e concreto, accogliendo la richiesta del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
A farsi portavoce dell’esecutivo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che ha confermato l’impegno di Palazzo Chigi. “Il governo Meloni interverrà anche questa volta con tempestività per sostenere le amministrazioni locali e il sistema produttivo che stanno affrontando le pesanti conseguenze dell’ondata di maltempo”, ha dichiarato Sbarra in una nota. Ha poi aggiunto che l’esecutivo è pronto a “mettere in campo ogni misura utile per garantire risposte rapide ed efficaci ai territori interessati, sostenere famiglie e imprese danneggiate, accompagnare la fase della ripartenza e programmare al contempo gli interventi strutturali di prevenzione e difesa del territorio”.
Una Regione in Ginocchio: la Mappa dei Danni
L’ondata di maltempo, aggravata dal passaggio dei cicloni “Harry” e “Ulrike”, ha lasciato un segno profondo su tutto il territorio calabrese. La situazione più grave si registra nella Piana di Sibari, nel Cosentino, dove l’esondazione del fiume Crati ha sommerso ampie superfici agricole, distruggendo coltivazioni e rendendo i terreni impraticabili. Danni ingenti si contano anche nella Piana di Gioia Tauro e lungo la costa tirrenica, come a Tortora, dove le mareggiate hanno causato allagamenti e la chiusura del lungomare. Si segnalano criticità diffuse, da frane che hanno interrotto la viabilità provinciale, come sulla SP 19 tra Marcellinara e Tiriolo, a interruzioni delle linee ferroviarie.
Fortunatamente, nonostante la violenza degli eventi, al momento non si registrano vittime né dispersi. Un risultato, ha sottolineato il presidente Occhiuto, frutto dell’efficace catena istituzionale che ha visto collaborare Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, sindaci e cittadini, i quali hanno seguito con responsabilità le indicazioni delle autorità.
La Risposta Istituzionale: Stato di Emergenza e Calamità Naturale
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha convocato una giunta straordinaria per deliberare la richiesta formale al governo. Oltre allo stato di emergenza nazionale, è stato richiesto anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i comparti agricolo, zootecnico e della pesca, messi a dura prova dall’evento. “Abbiamo approvato una delibera specifica per chiedere anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il comparto agricolo, zootecnico e della pesca, messo in ginocchio dall’ondata di eccezionale intensità che ha devastato campagne, colture e infrastrutture rurali”, ha spiegato Occhiuto.
La dichiarazione dello stato di emergenza, che dovrebbe essere deliberata a breve dal Consiglio dei Ministri, permetterà di attivare una serie di strumenti straordinari. Tra questi, uno stanziamento iniziale di risorse per fronteggiare la fase più critica, mettere in sicurezza i territori e attivare i primi ristori per le famiglie e le imprese danneggiate. Successivamente, a seguito di una stima complessiva dei danni, che la Regione ha già preliminarmente quantificato in circa 300 milioni di euro, verranno definiti ulteriori finanziamenti.
Cosa Significa in Pratica lo Stato di Emergenza?
Dal punto di vista operativo, lo stato di emergenza consente al Governo di agire con procedure più rapide e semplificate. Vengono mobilitate tutte le componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile e, solitamente, il Presidente della Regione viene nominato commissario delegato, con ampi poteri di deroga per accelerare gli interventi. Questo strumento è fondamentale per superare gli ostacoli burocratici e fornire un aiuto concreto e immediato alle popolazioni colpite. Il piano del governo, come anticipato da Sbarra, si articolerà su due livelli: un sostegno immediato per la gestione dell’emergenza e, in una fase successiva, la programmazione di interventi strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico, una problematica storica per la Calabria.
