Una folla commossa, raccolta sotto una pioggia sottile, ha tributato l’ultimo, sentito saluto a Maria Franca Fissolo Ferrero, spentasi a 87 anni nella sua casa di Alba. Piazza Risorgimento, cuore pulsante della città piemontese indissolubilmente legata alla storia della famiglia, si è trasformata in un abbraccio collettivo. Un lungo applauso ha accolto l’arrivo del feretro nella Cattedrale di San Lorenzo, poco prima delle 15, per i funerali solenni. La città intera si è fermata, proclamando il lutto cittadino, con negozi chiusi e bandiere a mezz’asta, a testimonianza di un legame profondo che va oltre l’aspetto puramente industriale.

Accanto alla bara, in un dolore composto, si è raccolta la famiglia: il figlio Giovanni Ferrero, Executive Chairman del Gruppo, con la moglie Paola e i figli Michele e Bernardo; e Luisa, vedova del primogenito Pietro, tragicamente scomparso nel 2011, con i figli Michael, Maria Eder e John. Una dinastia che ha affrontato il dolore più volte in quel medesimo luogo sacro: la cattedrale albese aveva infatti già ospitato le esequie del marito Michele nel 2015, morto proprio il 14 febbraio, e quelle del figlio Pietro, rendendo il rito ancora più carico di significato e memoria.

Una figura discreta ma fondamentale

Nata a Savigliano nel 1939, Maria Franca Fissolo entrò in Ferrero nel 1961 come interprete e traduttrice, in un momento cruciale per l’internazionalizzazione dell’azienda. Fu lì che conobbe Michele Ferrero, l’uomo che avrebbe trasformato la “Supercrema” del padre Pietro nella Nutella, un’icona globale. Il loro fu, come lei stessa raccontò, un “colpo di fulmine” che portò al matrimonio nel 1962. Da quel momento, Maria Franca è stata una presenza costante ma incredibilmente riservata al fianco del marito, accompagnando la crescita esponenziale del gruppo con intelligenza e visione. Non amava i riflettori, ma il suo ruolo è stato centrale nella custodia dei valori aziendali e nella stabilità di un capitalismo familiare che ha saputo farsi multinazionale senza mai tradire le proprie radici. Come ha sottolineato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata “una donna discreta e determinata che ha accompagnato, con intelligenza e visione, una delle storie imprenditoriali più straordinarie d’Italia”.

Il cordoglio delle istituzioni e della città

La partecipazione alle esequie ha riflesso l’importanza della famiglia Ferrero per il tessuto economico e sociale, non solo locale ma nazionale. A rappresentare il governo era presente il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, mentre per la Regione Piemonte ha partecipato il Presidente Alberto Cirio. Per permettere a tutta la cittadinanza di partecipare, è stato allestito un maxischermo nella piazza antistante il Duomo. L’associazione commercianti, inoltre, ha distribuito 500 fotografie della “Signora”, come era affettuosamente chiamata da tutti, da esporre nelle vetrine dei negozi, un gesto che simboleggia l’affetto e il rispetto di un’intera comunità.

L’eredità di Maria Franca e il futuro di Ferrero

Con la scomparsa di Maria Franca Ferrero si chiude un capitolo fondamentale nella storia della dinastia che ha creato prodotti iconici come i Ferrero Rocher, i Kinder e il Tic Tac. Il suo impegno è stato cruciale anche nella Fondazione Ferrero, di cui era Presidente, un ente che promuove iniziative sociali, culturali e umanitarie per il territorio e per gli ex dipendenti. L’eredità morale e imprenditoriale è ora saldamente nelle mani del figlio Giovanni, che da anni guida il gruppo con una visione strategica globale, portando avanti una massiccia campagna di acquisizioni che ha ulteriormente rafforzato la posizione dell’azienda sui mercati internazionali. L’impero della Nutella, che oggi conta decine di stabilimenti e decine di migliaia di dipendenti in tutto il mondo, continua il suo percorso di crescita, fondato su quel motto che ha sempre ispirato Maria Franca e il marito Michele: “Lavorare, Creare, Donare”.

Di atlante

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