L’Italia si è svegliata, nel primo giorno ufficiale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, con la rete ferroviaria in tilt. Non un guasto tecnico, ma un’azione coordinata e dolosa che ha colpito il cuore pulsante del traffico su rotaia del Paese: il nodo di Bologna. Un sabotaggio che ha causato ritardi a cascata, cancellazioni e disagi per migliaia di viaggiatori, gettando un’ombra inquietante sull’evento sportivo internazionale. La risposta delle istituzioni è stata immediata e ferma: la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La pista privilegiata dagli investigatori è quella della matrice anarchica.
La cronaca di un attacco sincronizzato
I fatti si sono svolti all’alba di sabato, con una tempistica che appare tutt’altro che casuale. A Castel Maggiore, nel Bolognese, sono stati piazzati due ordigni incendiari rudimentali all’interno di un pozzetto contenente cavi essenziali per la circolazione dei treni dell’Alta Velocità. Uno dei dispositivi, descritto come una bottiglia di plastica con liquido infiammabile collegata a un timer a batteria, è esploso danneggiando i cavi della linea in direzione Venezia e bloccando di fatto la circolazione. Il secondo ordigno, progettato per colpire la linea in direzione Ancona, non ha funzionato come previsto. È proprio su questo dispositivo inesploso che si concentrano ora le analisi della Polizia Scientifica e della Digos, alla ricerca di tracce biologiche o elementi utili a identificare i responsabili.
In concomitanza con l’azione a Bologna, un incendio doloso ha interessato una cabina elettrica nei pressi della stazione di Pesaro, sulla linea Adriatica, causando un ulteriore stop temporaneo alla circolazione. La sincronia e le modalità operative dei due eventi hanno immediatamente portato gli inquirenti a ipotizzare una regia comune.
Le indagini: l’ombra degli anarchici e il precedente di Parigi
L’inchiesta è stata affidata al pool specializzato in ‘Terrorismo’ della Procura di Bologna, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e con il co-coordinamento del procuratore capo Paolo Guido. Sebbene al momento non sia pervenuta alcuna rivendicazione ufficiale, la pista più accreditata è quella che conduce agli ambienti anarco-insurrezionalisti. A rafforzare questa ipotesi è un messaggio apparso su un sito internet di area anarchica, che ha esultato per le azioni definendole un ottimo inizio per i “Giochi della Vergogna”.
Il modus operandi richiama alla memoria quanto accaduto in Francia nel 2024, alla vigilia delle Olimpiadi di Parigi, quando sabotaggi simili mandarono in tilt la rete dei treni ad alta velocità TGV. Anche in quel caso, l’obiettivo era quello di massimizzare l’impatto mediatico colpendo un’infrastruttura strategica durante un evento di risonanza globale.
Le indagini si preannunciano complesse. Gli attentatori avrebbero agito intorno alle 6 del mattino, approfittando del buio quasi totale, fattore che rende difficile l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area. Anche la Procura distrettuale di Ancona ha aperto un fascicolo per terrorismo riguardo all’incendio di Pesaro, lavorando in stretto coordinamento con i colleghi bolognesi.
La reazione delle Istituzioni e i danni milionari
La risposta del governo non si è fatta attendere. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito l’accaduto un “attentato premeditato”, un “atto di delinquenza” contro l’Italia. Il MIT ha annunciato che, una volta individuati i colpevoli, si costituirà parte civile e presenterà una “richiesta di risarcimento per i danni milionari” causati non solo all’infrastruttura, ma anche alle migliaia di cittadini che hanno subito i disagi. “È pronta un’azione decisa per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità”, ha dichiarato il ministero in una nota.
Dati recenti del Viminale, inoltre, mostrano un preoccupante aumento di questi episodi: nel 2025 si sono registrati 49 casi di sabotaggio alle linee delle Ferrovie dello Stato, in netto aumento rispetto ai 9 del 2024 e all’assenza di episodi nel 2023. Un’escalation che evidenzia la vulnerabilità di un settore nevralgico per la mobilità e l’economia del Paese.
