IMOLA (Bologna) – Una storia di manipolazione digitale e violenza fisica che evidenzia ancora una volta i pericoli nascosti nel mondo dei social network. Un giovane di 24 anni, residente a Imola e già gravato da precedenti specifici, è stato arrestato in flagranza differita dai Carabinieri della stazione di Corticella (Bologna). Le accuse a suo carico sono gravissime: atti persecutori su minore, violenza sessuale, sequestro di persona ed estorsione a sfondo sessuale, comunemente nota come “revenge porn”. La vittima è una ragazza di soli 16 anni, residente a Bologna, caduta in una trappola ben orchestrata che ha trasformato una banale richiesta di aiuto online in un vero e proprio incubo.

L’ADESCAMENTO SUI SOCIAL: LA PROMESSA DI UN AIUTO

Tutto ha avuto inizio con un pretesto apparentemente innocuo. Il 24enne ha contattato la giovane sedicenne attraverso i social media, probabilmente TikTok, offrendole il suo aiuto per recuperare un vecchio account a cui lei non riusciva più ad accedere. Facendo leva su una problematica comune tra gli adolescenti, l’uomo è riuscito a guadagnare la sua fiducia, convincendola a incontrarlo di persona. Con questa scusa, l’ha attirata nella sua abitazione a Imola, dove il piano ha preso una piega drammatica e violenta.

LA VIOLENZA E IL RICATTO

Una volta giunta a casa dell’uomo, la ragazza sarebbe stata vittima di abusi sessuali. L’aggressore, inoltre, avrebbe filmato i rapporti all’insaputa della giovane, procurandosi così un’arma di ricatto devastante. Da quel momento, per la 16enne è iniziato un calvario: il 24enne ha cominciato a minacciarla di pubblicare online i video intimi se non avesse acconsentito a ulteriori incontri e a subire altre violenze. Sotto questa costante pressione psicologica, la vittima si è vista costretta a cedere, intrappolata in un ciclo di abusi e paura.

LA CORAGGIOSA RICHIESTA D’AIUTO

Durante uno di questi incontri forzati, in un momento di lucidità e coraggio, la sedicenne è riuscita a trovare una via di fuga. Chiusa a chiave in una stanza, ha utilizzato il suo telefono per contattare la stazione dei Carabinieri di Corticella. Temendo di essere scoperta, ha simulato una telefonata scolastica, pronunciando una frase in codice: “cerco la professoressa di matematica”. L’operatore dall’altra parte del telefono ha intuito immediatamente che qualcosa non andava, ma la conversazione è stata interrotta bruscamente quando l’aggressore ha fatto irruzione nella stanza, strappandole il cellulare di mano.

Nonostante l’interruzione, quel grido d’aiuto disperato ha messo in moto la macchina dei soccorsi. Poco dopo, con un’altra scusa, la ragazza è riuscita a lasciare l’abitazione e a tornare dalla madre, alla quale ha finalmente trovato la forza di raccontare tutto l’orrore subito. La decisione di sporgere denuncia è stata immediata.

L’ARRESTO E I PRECEDENTI DELL’UOMO

Le indagini dei Carabinieri sono scattate rapidamente. Mentre la vittima formalizzava la denuncia, il 24enne continuava a perseguitarla con messaggi e minacce, estendendole anche alle persone a lei care, nel tentativo di mantenere il suo controllo. Questo comportamento ha permesso ai militari di procedere con un arresto in flagranza differita per atti persecutori. L’uomo, al momento dei fatti, non era un volto nuovo per la giustizia: era già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale e indossava un braccialetto elettronico per un divieto di avvicinamento nei confronti di un’altra ragazza. Inoltre, era già gravato da accuse di violenza sessuale su minorenni.

Le prime indagini suggeriscono che la 16enne bolognese potrebbe non essere l’unica vittima. Sembra che l’uomo utilizzasse un modus operandi consolidato, adescando altre ragazzine, quasi una decina, con lo stesso sistema basato su false promesse di aiuto tecnologico.

LE ACCUSE E IL QUADRO INVESTIGATIVO

Il quadro accusatorio nei confronti del 24enne è estremamente grave. Le imputazioni formulate dalla Procura includono:

  • Atti persecutori su minore (stalking)
  • Violenza sessuale
  • Sequestro di persona
  • Estorsione a sfondo sessuale (revenge porn)

L’arresto è stato convalidato e l’uomo si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per identificare le altre possibili vittime e per ricostruire compiutamente la rete di adescamenti messa in atto dal giovane.

Di veritas

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