Le sabbie del tempo, in Egitto, non cessano di narrare storie dimenticate. Dal cuore pulsante della necropoli di Saqqara, uno dei siti archeologici più significativi del paese, emerge una scoperta che getta nuova luce su un periodo cruciale della storia faraonica. Una missione congiunta, composta da eminenti egittologi del Consiglio Supremo delle Antichità e della Fondazione Zahi Hawass per l’Archeologia e il Patrimonio, sta meticolosamente studiando la tomba del principe Userferre (noto anche come Userefra o Woser-ib-R), figlio del re Userkaf, il sovrano che diede inizio alla V dinastia (circa 2500-2490 a.C.). La scoperta, annunciata lo scorso aprile, si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi dettagli, svelando un complesso palinsesto di storia, arte e mistero.
La Porta per l’Eternità e i Titoli di un Principe
Il fulcro della scoperta è senza dubbio una monumentale falsa porta in granito rosa, un elemento architettonico dal profondo significato simbolico nella cultura funeraria egizia. Con i suoi imponenti 4,5 metri di altezza e 1,15 di larghezza, questa struttura non era un semplice accesso, ma un varco spirituale tra il mondo dei vivi e quello dei morti, attraverso il quale il defunto poteva idealmente ricevere le offerte necessarie per la sua vita nell’aldilà. Le iscrizioni geroglifiche, incise con maestria sulla superficie levigata della pietra, hanno permesso di identificare senza ombra di dubbio il proprietario della tomba e il suo elevato lignaggio. Userferre non era solo un principe di sangue reale, ma deteneva cariche di straordinario potere e prestigio, come testimoniano i titoli di ‘Vice-Ministro’, ‘Giudice’ e ‘Scriba Reale’. La magnificenza di questo manufatto testimonia non solo la ricchezza della corte della V dinastia, ma anche la sofisticata abilità degli artigiani dell’epoca.
Un Enigma Archeologico: le Statue del Re Djoser
All’interno della tomba, gli archeologi si sono trovati di fronte a un vero e proprio enigma che intreccia le dinastie e solleva interrogativi affascinanti. È stato rinvenuto un gruppo di statue raffiguranti il re Djoser, il celebre sovrano della III dinastia noto per aver commissionato la prima piramide a gradoni della storia, proprio a Saqqara. Accanto a lui, le effigi di sua moglie e delle loro dieci figlie. Questa scoperta è eccezionale per due motivi principali: in primo luogo, è la prima volta che viene trovato un gruppo scultoreo raffigurante Djoser con la sua famiglia; in secondo luogo, e più sorprendentemente, queste statue sono state spostate dalla loro collocazione originale, presumibilmente vicino al complesso funerario di Djoser, per essere ricollocate nella tomba di un principe vissuto circa due secoli dopo.
Questo spostamento, avvenuto durante il Periodo Tardo (circa 664-332 a.C.), rimane un mistero che la missione sta cercando di decifrare. Quali furono le ragioni di un simile atto? Si trattò di un gesto di venerazione, di un tentativo di appropriazione del prestigio di un grande faraone del passato, o di una necessità pratica legata al riutilizzo delle aree funerarie? Le risposte a queste domande potrebbero riscrivere parte della storia di Saqqara e delle pratiche cultuali delle epoche successive.
Tracce di un Passato Stratificato
La tomba di Userferre non è una semplice capsula del tempo della V dinastia, ma un luogo che ha continuato a vivere e a essere modificato nel corso dei millenni. A conferma di ciò, gli scavi hanno portato alla luce altri reperti significativi che testimoniano il riutilizzo della sepoltura in epoche successive.
- Un tavolo per le offerte in granito rosso, finemente inciso con le liste delle offerte rituali, testimonia le pratiche funerarie dedicate al principe.
- Una grande statua in granito nero, alta 1,17 metri e risalente alla XXVI dinastia, conferma in modo inequivocabile che la tomba fu riutilizzata secoli dopo la sua costruzione.
- Una collezione unica di 13 statue in granito rosa e le teste di statue raffiguranti le mogli del proprietario della tomba, un ritrovamento senza precedenti nella regione di Saqqara.
Questi elementi, insieme, dipingono il quadro di un sito funerario di eccezionale importanza, la cui sacralità è stata riconosciuta e rispettata, ma anche reinterpretata, dalle generazioni successive.
Saqqara, un Tesoro Ancora da Svelare
Come sottolineato dall’archeologo di fama mondiale Zahi Hawass, “Saqqara custodisce ancora oltre il 70% dei suoi tesori sepolti sotto la sabbia”. Ogni nuova scoperta, come quella della tomba del principe Userferre, non solo aggiunge un tassello fondamentale alla nostra conoscenza dell’Antico Egitto, ma apre anche innumerevoli nuove vie di ricerca. “La missione sta continuando il suo lavoro,” ha dichiarato Hawass, “per portare alla luce gli elementi rimanenti di questa tomba unica, che dimostra giorno dopo giorno che la terra sotto l’Egitto nasconde ancora meraviglie”.
Il lavoro instancabile degli archeologi egiziani a Saqqara è una testimonianza della continua vitalità della ricerca sul campo e dell’importanza di preservare e studiare un patrimonio che appartiene all’intera umanità. La tomba di Userferre, con i suoi splendori e i suoi misteri, è l’ultimo capitolo di una storia millenaria che attende ancora di essere completamente scritta.
