ROMA – Un messaggio diretto, senza mezzi termini, per scuotere le coscienze europee e mettere in luce quelle che definisce le “contraddizioni” di una parte politica. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un colloquio con il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, traccia una linea netta sulla questione della difesa e della sicurezza, chiamando l’Europa a un’assunzione di responsabilità non più procrastinabile e puntando il dito contro l’atteggiamento della sinistra italiana ed europea.
Il Paradosso della Sinistra: Polemiche e Dipendenza dagli USA
Il cuore dell’intervento della premier ruota attorno a un paradosso che, a suo dire, caratterizza il dibattito politico italiano. “Non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti, che si stracciano le vesti per una presenza di esponenti delle forze di sicurezza statunitensi durante le Olimpiadi, come accade sempre in questi eventi con i diversi Paesi alleati, poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa?”. Questa domanda retorica, riportata da diverse testate, sintetizza l’accusa di “confusione” che Meloni muove ai suoi oppositori.
Il riferimento è alle recenti polemiche sollevate da alcuni settori politici riguardo alla collaborazione con agenzie federali statunitensi, come l’ICE (Immigration and Customs Enforcement), in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Una polemica che, secondo la premier, stride con la contemporanea richiesta, spesso implicita, che sia Washington a garantire la sicurezza del continente europeo.
L’Europa e l’Illusione di un Mondo Senza Pericoli
L’analisi di Giorgia Meloni si allarga poi a una critica più ampia, rivolta a una visione politica che ha dominato per decenni in Europa. “Per lungo tempo l’Europa ha rinunciato ad occuparsi della propria sicurezza e, nel tempo, si è arrivati addirittura a pensare che non esistesse alcun pericolo esterno dal quale doversi difendere”. Questa, secondo la Presidente del Consiglio, è la radice del problema: una sorta di “vacanza strategica” che ha portato a sottovalutare le minacce emergenti.
In questo contesto, la premier sostiene che gran parte della sinistra italiana ed europea perseveri nel considerare le spese per la sicurezza e la difesa come “inutili”. Una tesi che Meloni definisce anacronistica e pericolosa. “Purtroppo – afferma – la realtà è molto diversa da ciò che vorrebbe la sinistra. Viviamo in un’epoca nella quale l’instabilità e l’incertezza sono diventate la normalità, ed è nostro dovere agire di conseguenza”. Nascondere la testa sotto la sabbia, prosegue, sarebbe “esiziale” per i popoli e le democrazie europee.
Il Contesto Geopolitico e la Necessità di un Riarmo
Le parole della premier si inseriscono in un dibattito sempre più acceso a livello continentale sull’autonomia strategica dell’Unione Europea. La guerra in Ucraina, le tensioni internazionali e la possibilità di un mutato approccio da parte degli Stati Uniti, specialmente in relazione al ritorno di Donald Trump, hanno reso evidente la necessità per l’Europa di dotarsi di una capacità di difesa più robusta e coordinata. Non si tratta, come sottolineato da Meloni e da altri leader europei, di creare un’alternativa alla NATO, ma di “rafforzare il pilastro europeo della Nato”.
L’Italia, in questo scenario, si trova di fronte a una sfida complessa: conciliare gli impegni presi in sede NATO, che prevedono di raggiungere una spesa militare pari al 2% del PIL, con le rigidità di bilancio e le resistenze politiche interne. Il governo Meloni ha mostrato l’intenzione di aumentare gradualmente gli investimenti nel settore, pur muovendosi con cautela per mantenere la stabilità fiscale.
Il dibattito su una difesa comune europea è tutt’altro che nuovo, ma gli eventi recenti gli hanno conferito una nuova urgenza. Proposte come l’utilizzo di strumenti finanziari europei, come il MES, per prestiti destinati alla difesa, iniziano a farsi strada, segnalando un cambiamento di paradigma.
Difendere la Libertà: dall’Ucraina all’Interesse Nazionale
Nell’intervista, la premier ribadisce con forza il concetto che “difendere la libertà di Kiev è difendere la nostra libertà”. Il sostegno all’Ucraina non è visto come un atto puramente ideologico, ma come una scelta strategica fondamentale per preservare l’ordine europeo e respingere la logica della forza. Questo si lega indissolubilmente alla necessità di un’Europa più forte e autonoma, capace di far sentire la propria voce e di proteggere i propri interessi in un mondo multipolare e caotico.
In conclusione, l’intervento di Giorgia Meloni a Il Foglio non è solo una replica alle opposizioni, ma un manifesto politico che delinea la sua visione per il futuro della sicurezza italiana ed europea: un futuro in cui l’Europa, superate le “confusioni” e le “illusioni” del passato, diventi finalmente adulta e protagonista del proprio destino.
