PETRELLA LIRI (L’AQUILA) – Una nuova, drammatica pagina si aggiunge al tragico bollettino delle morti sul lavoro in Italia. Un operaio specializzato di 59 anni, Florin Mircea Croitoru, di nazionalità romena ma da tempo residente a Civitavecchia, è deceduto nella notte tra giovedì e venerdì all’ospedale di Avezzano. L’uomo era rimasto vittima di un gravissimo incidente nel pomeriggio precedente, all’interno del cantiere per la costruzione di una nuova centrale idroelettrica a Petrella Liri, una frazione montana del comune di Cappadocia, in provincia dell’Aquila.
La dinamica dell’incidente: diverse le ipotesi al vaglio
Le circostanze esatte che hanno portato alla tragedia sono ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti. Secondo una prima e frammentaria ricostruzione, l’incidente si sarebbe verificato durante una fase di scavo. L’operaio si trovava alla guida di un piccolo escavatore quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe perso il controllo del mezzo, che si è ribaltato. Un’altra ipotesi, emersa nelle ore successive, suggerisce che l’uomo potrebbe essere stato colpito dal braccio mobile di un escavatore in movimento, venendo poi scaraventato violentemente all’interno di uno scavo profondo diversi metri, forse una vasca di circa dieci metri. Quest’ultima ricostruzione sembra al momento la più accreditata dagli inquirenti.
L’uomo lavorava per una ditta impegnata in subappalto per conto del Cam (Consorzio Acquedottistico Marsicano) in un importante progetto per la realizzazione di un grande serbatoio idrico, un’opera da circa 9 milioni di euro destinata a servire una vasta area del territorio.
I soccorsi e il disperato tentativo di salvarlo
L’allarme è stato lanciato immediatamente dai colleghi di lavoro, che hanno assistito alla scena e compreso la gravità della situazione. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area del cantiere e collaborato alle complesse operazioni di recupero del ferito. Vista la criticità delle sue condizioni, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso del 118. L’équipe medica, una volta atterrata, ha prestato le prime cure sul posto per stabilizzare l’operaio, che presentava molteplici e gravissimi traumi.
Trasportato d’urgenza all’ospedale di Avezzano, il 59enne è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico. Nonostante gli sforzi incessanti dell’équipe sanitaria per tentare di arginare le forti emorragie interne e stabilizzarlo, le lesioni riportate si sono rivelate troppo gravi. Poco dopo la mezzanotte, il suo cuore ha cessato di battere.
L’inchiesta della Procura e la piaga delle morti sul lavoro
La Procura della Repubblica di Avezzano ha immediatamente aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per fare piena luce sulla vicenda. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro dell’area del cantiere e del mezzo meccanico coinvolto nell’incidente per consentire tutti i rilievi necessari. È stata inoltre disposta l’autopsia sul corpo della vittima, un atto dovuto per chiarire le cause esatte del decesso. Nel registro degli indagati è stato iscritto l’operatore 43enne dell’escavatore. Le indagini, condotte dai Carabinieri della stazione di Cappadocia in collaborazione con gli ispettori della Asl, si concentreranno sul rispetto di tutte le norme di sicurezza all’interno del cantiere.
Questa tragedia si inserisce in una giornata drammatica per la sicurezza sul lavoro in Italia, con altri due incidenti mortali registrati a Palermo e Livorno. Un dato allarmante che riaccende i riflettori su quella che i sindacati non esitano a definire un'”emergenza nazionale” e una vera e propria “strage silenziosa”. La morte dell’operaio a Petrella Liri è un monito severo sull’urgenza di rafforzare i controlli, la formazione e la cultura della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, per evitare che altre vite vengano spezzate.
