Roma, la città eterna che ha visto nascere e trionfare il suo genio creativo, oggi si stringe in un commosso addio a Valentino Garavani. I funerali del leggendario stilista, spentosi all’età di 91 anni, si sono svolti in una capitale velata di malinconia, che piange non solo un’icona della moda, ma un vero e proprio ambasciatore della bellezza italiana nel mondo. A suggellare il momento del commiato, un toccante e simbolico messaggio affidato ai social media da Giancarlo Giammetti, compagno di una vita, socio e amico fraterno, che ha racchiuso in un’immagine l’essenza di un’esistenza straordinaria.
Un addio social che è un manifesto d’amore e d’arte
Lontano dai riflettori ma vicino al cuore di milioni di persone, l’addio di Giammetti è stato un distillato di pura poesia visiva e sonora. Un post su Instagram che è diventato immediatamente virale, un trittico di elementi che parlano il linguaggio universale dell’arte, tanto caro a Valentino. Al centro, una fotografia che immortala una delle sue frasi più celebri, tradotta in inglese per il pubblico internazionale: “I love beauty, it’s not my fault” (“Amo la bellezza, non è colpa mia”). Una dichiarazione d’intenti, un manifesto che ha guidato ogni sua creazione, dalla più semplice alla più sfarzosa.
A fare da cornice a queste parole, un’opera d’arte che unisce due icone del XX secolo: un ritratto dello stilista realizzato dal maestro della Pop Art, Andy Warhol. I tratti di Valentino sono immersi nelle vibranti tonalità del suo inconfondibile “rosso Valentino”, un colore che non è solo una scelta cromatica, ma un simbolo di passione, audacia ed eleganza assoluta. Un dialogo tra due artisti che hanno saputo, in campi diversi, interpretare e definire lo spirito del loro tempo.
A completare questo quadro emotivo, un sottofondo musicale che eleva il commiato a un livello quasi lirico: un’aria struggente di Giacomo Puccini, interpretata dalla voce divina di Maria Callas. La scelta non è casuale. La Callas, “la Divina” per eccellenza, non era solo una delle più grandi cantanti liriche di tutti i tempi, ma anche un’amica personale e una musa ispiratrice per Valentino. La sua voce, carica di pathos e di bellezza, diventa così la colonna sonora perfetta per l’ultimo saluto a un uomo che ha vestito le dive e che ha fatto della sua vita un’opera d’arte.
Una vita per l’Alta Moda: l’eredità di un imperatore
Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani ha rappresentato per oltre mezzo secolo il vertice dell’Alta Moda. La sua carriera, iniziata a Parigi al fianco di Jean Dessès e Guy Laroche, è decollata a Roma, dove nel 1959 aprì il suo primo atelier in Via Condotti. Da quel momento, la sua ascesa è stata inarrestabile. Ha vestito le donne più famose e potenti del mondo, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, da Audrey Hepburn a Sophia Loren, trasformandole in icone di stile.
Il suo nome è indissolubilmente legato a un’idea di lusso, raffinatezza e perfezione sartoriale. Le sue creazioni, caratterizzate da linee impeccabili, tessuti preziosi e una cura maniacale per i dettagli, hanno definito un’estetica che trascende le mode passeggere. Il “rosso Valentino”, la “V” del suo logo, gli abiti da sposa da sogno sono entrati nell’immaginario collettivo, diventando sinonimo di un’eleganza senza tempo.
Fondamentale nella sua carriera e nella sua vita è stata la figura di Giancarlo Giammetti. Il loro incontro, avvenuto a Roma nel 1960, ha dato vita a un sodalizio professionale e personale che è durato tutta la vita. Giammetti, con il suo acume imprenditoriale, è stato il braccio destro che ha permesso al genio creativo di Valentino di trasformarsi in un impero globale, gestendo gli aspetti commerciali e strategici del marchio e permettendo allo stilista di dedicarsi interamente alla sua arte.
Il tributo del mondo della moda e della cultura
La notizia della scomparsa di Valentino ha scosso profondamente il mondo della moda e non solo. Messaggi di cordoglio sono giunti da stilisti, attori, musicisti e personalità della cultura di ogni parte del globo. Tutti hanno voluto ricordare non solo il grande couturier, ma anche l’uomo colto, ironico e generoso. Un uomo che, come ha ricordato Giammetti nel suo post, ha vissuto inseguendo un ideale di bellezza assoluta, senza mai scendere a compromessi.
Il funerale, tenutosi in forma privata per volere della famiglia, ha visto la partecipazione di amici e collaboratori di una vita, riuniti per un ultimo, silenzioso applauso. Roma, con la sua bellezza eterna e a tratti malinconica, ha offerto la scenografia ideale per questo ultimo atto, abbracciando uno dei suoi figli più illustri. L’eredità di Valentino, tuttavia, non si spegne. Continuerà a vivere nei suoi abiti, custoditi nei musei di tutto il mondo, nell’ispirazione che ha donato a generazioni di designer e, soprattutto, nell’idea che la bellezza, come l’arte, sia un valore eterno capace di rendere il mondo un posto migliore. E di questo, come amava dire lui, non possiamo fargliene una colpa.
