Roma, la Città Eterna che ha visto nascere e trionfare il suo genio creativo, ha avvolto in un abbraccio commosso Valentino Garavani per l’ultimo saluto. La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, maestosa creazione michelangiolesca in Piazza della Repubblica, è diventata il palcoscenico di un addio solenne, un tributo corale all’uomo e all’artista che ha definito per oltre mezzo secolo i canoni dell’eleganza mondiale. Il feretro dello stilista, scomparso lunedì 19 gennaio all’età di 93 anni nella sua residenza romana, è giunto tra gli applausi della folla, accolto dalle note struggenti della “Lacrimosa” di Mozart, un preludio toccante a una cerimonia che ha unito nel dolore e nel ricordo il jet-set internazionale e la gente comune.
Un Parterre di Stelle per l’Ultimo Imperatore
Il sagrato della basilica si è trasformato in una passerella di affetti e riconoscenza. Tra i primi ad arrivare, un’emozionata Anne Hathaway, legata a Valentino da un profondo rapporto di amicizia e stima, tanto da considerarlo un mentore e un amico prezioso. L’attrice, accompagnata dal marito Adam Shulman, non ha nascosto le lacrime, scambiando un intenso abbraccio con i familiari dello stilista. Un legame, il loro, nato sul set de “Il Diavolo Veste Prada” e suggellato da innumerevoli momenti, incluso il dono dell’abito da sposa disegnato su misura per lei, un gesto che l’attrice ricorda ancora con commozione.
Accanto a lei, una folla di volti noti ha testimoniato l’impatto di Valentino sul mondo della cultura e dello spettacolo. L’attrice e modella Elizabeth Hurley, insieme al figlio Damian, ha reso omaggio all’amico, così come l’icona di Vogue, Anna Wintour, inappuntabile nel suo rigore. Il mondo della moda si è stretto compatto: da Donatella Versace a Tom Ford, da Brunello Cucinelli ad Anna Fendi, fino ai direttori creativi che hanno raccolto la sua eredità, come Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri. Presente anche il compagno di una vita, non solo professionale, Giancarlo Giammetti, che con un discorso toccante ha ricordato il loro sodalizio indissolubile.
Ricordi e Aneddoti: Il Ritratto di un Uomo Straordinario
Le parole di chi lo ha conosciuto hanno dipinto il ritratto non solo del grande couturier, ma anche dell’uomo. “Era un uomo incredibile, eccezionale, sempre perfetto, sempre elegante, che amava le donne, amava la bellezza”, ha dichiarato Tiziana Rocca, sottolineando come Valentino sia stato il primo a esaltare la bellezza femminile a livello globale. Bianca Brandolini D’Adda ha condiviso un ricordo più intimo e personale: “Mi diceva sempre: per favore, non lasciare mai casa senza mettere un po’ di rossetto”. Un piccolo aneddoto che racchiude l’essenza della sua filosofia: la cura del dettaglio, l’amore per la grazia, un’eleganza mai ostentata ma sempre presente.
Questi tributi si uniscono a quelli espressi da figure di spicco come la premier italiana Giorgia Meloni, che lo ha definito un “indiscusso maestro di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana”, e l’attrice Sophia Loren, che ha ricordato la sua “anima gentile, ricca di umanità”. Ogni testimonianza ha contribuito a tessere la narrazione di una vita dedicata al bello, un’esistenza che ha lasciato un’impronta indelebile.
L’Eredità di Valentino: Oltre il Rosso Iconico
Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani ha fondato la sua maison a Roma nel 1960 insieme a Giancarlo Giammetti. Da quel momento, la sua ascesa è stata inarrestabile. Ha vestito le donne più famose e potenti del mondo, da Jacqueline Kennedy Onassis, per cui creò l’abito del suo secondo matrimonio, a Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn. Il suo nome è diventato sinonimo di lusso, raffinatezza e di un colore, il “Rosso Valentino”, una sfumatura di rosso vibrante e inconfondibile che è diventata la sua firma nel mondo.
Ma la sua eredità va oltre un colore. Valentino ha rappresentato l’eccellenza del Made in Italy, unendo la maestria artigianale a una visione romantica e potente della femminilità. Le sue creazioni, caratterizzate da fiocchi, pizzi e silhouette impeccabili, hanno dato alle donne una nuova forma di sicurezza, radicata nella precisione e nella grazia. Come “l’ultimo imperatore” della moda, ha saputo costruire un impero globale mantenendo sempre il suo atelier nel cuore di Roma, la città che lo ha ispirato e che ora lo piange.
Dopo la cerimonia, il feretro è stato trasportato al Cimitero Flaminio di Prima Porta per la sepoltura in una cappella di famiglia, un ultimo viaggio privato dopo il grande abbraccio pubblico. Mentre il mondo della moda volta pagina, l’eco della sua creatività e della sua visione della bellezza continuerà a risuonare, intramontabile come le sue creazioni.
