MILANO – Una serata iniziata come una favola e finita come un incubo. Il Pisa di Alberto Gilardino esce da San Siro con un passivo pesantissimo di 6-2 contro l’Inter capolista, un risultato che, come sottolineato dallo stesso tecnico nel post-partita, non rispecchia pienamente l’andamento di un match dalle emozioni forti e contrastanti. Per i toscani, protagonisti di un avvio da sogno, resta l’amaro in bocca per un’occasione sfumata e la consapevolezza di aver tenuto testa, almeno per un tempo, a una delle corazzate del campionato.

Un avvio da sogno per il Pisa: la doppietta di Moreo gela San Siro

Pronti, via e il Pisa, sospinto da cinquemila tifosi giunti a Milano, dimostra di non avere alcun timore reverenziale. All’11’ è Stefano Moreo a sbloccare il risultato, approfittando di un’incertezza di Sommer in uscita e beffandolo con un preciso pallonetto da fuori area. Lo stadio è gelato, ma non è un episodio isolato. La squadra di Gilardino gioca con coraggio e al 23′ raddoppia: calcio d’angolo battuto teso e Moreo, ancora lui, svetta più in alto di tutti sul primo palo e di testa firma una doppietta personale che fa sognare i tifosi ospiti. Sullo 0-2, l’Inter sembra in balia di un avversario organizzato e letale nelle ripartenze.

La rimonta dell’Inter in otto minuti: il rigore che cambia l’inerzia

Tuttavia, come spesso accade nel calcio, un singolo episodio può cambiare il corso di una partita. Gilardino lo individua chiaramente: “L’inerzia della partita è cambiata sul rigore”, ha dichiarato a DAZN. Al 37′, un tocco di mano in area di Tramoni viene sanzionato con il penalty per l’Inter. Dal dischetto, Piotr Zielinski è glaciale e accorcia le distanze. È la scintilla che riaccende i nerazzurri. Passano appena due minuti e arriva il pareggio: cross di Dimarco e incornata vincente di Lautaro Martinez. Il Pisa accusa il colpo e, prima dell’intervallo, subisce anche il sorpasso. Nel recupero del primo tempo, un altro cross dalla sinistra trova la deviazione aerea di Pio Esposito che fissa il punteggio sul 3-2 all’intervallo, completando una rimonta nerazzurra in soli otto minuti.

Il crollo nella ripresa e l’analisi di Gilardino

Nel secondo tempo, la musica cambia radicalmente. L’Inter prende il totale controllo del gioco, mentre il Pisa non riesce più a ritrovare le certezze e il coraggio della prima mezz’ora. “Nel secondo tempo troppo poco noi e tantissima Inter, che è una squadra fortissima”, ha ammesso con onestà Gilardino. Il tecnico non nasconde il rammarico anche per un’occasione mancata che avrebbe potuto scrivere un’altra storia: il colpo di testa di Canestrelli che avrebbe potuto valere il 3-3. Invece, l’Inter dilaga nel finale. All’82’ Dimarco trova la gloria personale, seguito quattro minuti dopo dal sigillo di Bonny. A chiudere i conti nel recupero è Mkhitaryan, che fissa il risultato sul definitivo 6-2.

Gilardino si assume le sue responsabilità, criticando anche l’apporto dei subentrati: “Chi è entrato, a parte Piccinini che lo ha fatto molto bene, non ci ha dato una grande mano. Dobbiamo archiviare questo risultato pesante e mantenere quel poco di buono che c’è stato”. Una critica lucida che evidenzia come, per competere a certi livelli, sia necessaria la profondità e la qualità dell’intera rosa.

Archiviare e ripartire: la strada per il Pisa

Nonostante la pesantezza del passivo, Gilardino cerca di guardare avanti, invitando la squadra a non dimenticare quanto di buono fatto, soprattutto in un primo tempo quasi perfetto. La delusione è palpabile, soprattutto per i tifosi che hanno sostenuto la squadra senza sosta. Ora per il Pisa sarà fondamentale trasformare questa “serata amara” in energia positiva per le prossime sfide, facendo tesoro degli errori ma ripartendo dalla consapevolezza di potersela giocare a viso aperto contro chiunque, come dimostrato nei primi 37 minuti di San Siro. La strada per la salvezza è ancora lunga e passerà dalla capacità di reagire a battute d’arresto come questa.

Di nike

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