Asunción, Paraguay – In una giornata che entra di diritto nei libri di storia delle relazioni internazionali, l’Unione Europea e il blocco del Mercosur hanno finalmente apposto la firma su un accordo commerciale di portata storica. L’intesa, raggiunta dopo un estenuante negoziato durato oltre 26 anni, è stata siglata il 17 gennaio nell’anfiteatro del Banco Central de Paraguay, lo stesso luogo simbolico dove nel 1991 nacque il mercato comune sudamericano con il “Trattato di Asunción”. Alla cerimonia hanno presenziato figure chiave come la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente di turno del Mercosur, il leader paraguayano Santiago Peña.

“Questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali,” ha dichiarato una raggiante von der Leyen, sottolineando la creazione della “più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale, con opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Un messaggio potente in un contesto geopolitico globale sempre più segnato da tensioni protezionistiche e incertezze.

Un Percorso a Ostacoli Lungo un Quarto di Secolo

Raggiungere questo traguardo non è stato affatto semplice. I negoziati, avviati formalmente nel 1999, hanno attraversato fasi di stallo, riaperture e accesi scontri politici. Le differenze strutturali tra le due economie, le pressioni delle rispettive lobby industriali e agricole e le mutevoli condizioni politiche interne ai paesi membri hanno reso il percorso tortuoso. Solo di recente, grazie a un rinnovato slancio politico e alla necessità strategica di diversificare i partner commerciali, si è riusciti a trovare un punto di equilibrio.

Cosa Prevede l’Accordo: Dazi, Standard e Sostenibilità

Il cuore dell’intesa è l’abbattimento progressivo delle barriere tariffarie, che aprirà nuovi scenari per le imprese di entrambi i continenti. Ecco i punti salienti:

  • Eliminazione dei Dazi: L’accordo prevede di eliminare i dazi sul 91% delle esportazioni europee verso il Sud America. Settori come l’automotive (con dazi attuali fino al 35%), i macchinari (fino al 20%), i prodotti chimici e farmaceutici, e l’agroalimentare di alta qualità (vini, liquori, cioccolato) beneficeranno enormemente di questa apertura. Per le imprese UE, si stima un risparmio di oltre 4 miliardi di euro all’anno in dazi.
  • Tutela delle Indicazioni Geografiche: Una vittoria significativa per l’Italia e l’Europa è la protezione di oltre 340 prodotti alimentari a Indicazione Geografica (DOP e IGP). Questo significa che denominazioni come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma saranno tutelate da imitazioni sul mercato sudamericano.
  • Accesso agli Appalti Pubblici: Le aziende europee avranno per la prima volta la possibilità di partecipare alle gare d’appalto pubbliche nei paesi del Mercosur, aprendo un mercato potenzialmente molto vasto.
  • Impegni sulla Sostenibilità: Punto cruciale e a lungo dibattuto, l’accordo include un capitolo specifico sul commercio e lo sviluppo sostenibile. Entrambe le parti si impegnano a rispettare l’Accordo di Parigi sul clima, che diventa un “elemento essenziale” del trattato, e a contrastare la deforestazione illegale.

Le Controversie: Agricoltura e Ambiente Sotto i Riflettori

Nonostante l’entusiasmo ufficiale, l’accordo non è esente da critiche e profonde divisioni. Il settore agricolo europeo è in stato di agitazione, temendo la concorrenza “sleale” di prodotti sudamericani come carne bovina, pollame, zucchero ed etanolo, ottenuti con standard ambientali, sanitari e del lavoro meno stringenti e a costi inferiori. Organizzazioni come la Coldiretti hanno espresso forte preoccupazione, chiedendo il rispetto del principio di reciprocità: chi esporta in UE deve rispettare le stesse regole dei produttori europei.

Per mitigare questi rischi, l’accordo prevede dei meccanismi di salvaguardia. Sono state introdotte quote di importazione per i prodotti più sensibili e una clausola che permette di reintrodurre i dazi qualora un aumento anomalo delle importazioni (superiore al 5%) dovesse destabilizzare il mercato interno. Tuttavia, molti agricoltori ritengono queste misure insufficienti.

Anche sul fronte ambientale, le ONG e gli attivisti nutrono seri dubbi. Sebbene il testo contenga impegni formali, mancano meccanismi sanzionatori automatici in caso di violazioni, ad esempio, degli impegni sulla deforestazione dell’Amazzonia. La vera sfida sarà garantire che le “clausole verdi” non restino solo sulla carta.

La Lunga Strada della Ratifica

La firma di Asunción è un passo fondamentale, ma non l’ultimo. Ora inizia un complesso processo di ratifica. L’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo, dove il voto non è affatto scontato a causa delle forti opposizioni di diversi gruppi politici. Successivamente, per le parti di competenza mista, dovrà essere ratificato anche dai parlamenti nazionali di tutti i 27 Stati membri dell’UE, un percorso che potrebbe richiedere anni e nascondere ulteriori insidie. Nel frattempo, un accordo commerciale interinale potrebbe anticipare l’applicazione delle sole disposizioni commerciali.

L’accordo UE-Mercosur rappresenta, in definitiva, una scommessa strategica. In un mondo che tende a frammentarsi, i due blocchi scelgono la via della cooperazione e dell’apertura. Il successo di questa scommessa dipenderà dalla capacità di massimizzare le immense opportunità economiche, vigilando attentamente affinché la crescita non avvenga a scapito dei diritti, dell’ambiente e dei settori più vulnerabili delle rispettive società.

Di atlante

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