Roma – Un forte messaggio di solidarietà si è levato oggi dalla capitale italiana, dove centinaia di persone si sono radunate sulla storica scalinata del Campidoglio per manifestare il proprio sostegno alla popolazione iraniana. L’iniziativa, promossa da Amnesty International Italia e dal movimento Women Life Freedom for Peace and Justice, ha visto una partecipazione trasversale che ha unito cittadini, attivisti, numerose associazioni e un ampio schieramento del mondo politico, tutti accomunati dalla richiesta di diritti, giustizia e libertà per l’Iran.
Un Appello per i Diritti Umani
Sotto lo slogan “Per la popolazione iraniana, scendiamo in piazza in tutta Italia”, la manifestazione ha voluto accendere i riflettori sulla brutale repressione che da mesi sta colpendo chiunque osi protestare contro il regime. Cartelli con scritte come “No alla pena di morte”, “Proteggere il diritto di protesta” e “In solidarietà con la popolazione iraniana” hanno colorato la piazza, testimoniando l’urgenza di un’azione internazionale per fermare le violenze. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha denunciato dal palco la brutalità della repressione, parlando di un governo che tenta di silenziare il dissenso con l’uso di armi letali contro manifestanti pacifici. Le sue parole hanno descritto una situazione drammatica, con “obitori stracolmi” e “un vero e proprio massacro”, sottolineando come la comunità internazionale non possa restare indifferente.
La Politica Scende in Piazza
La mobilitazione ha registrato un’adesione significativa da parte del mondo politico, in particolare del cosiddetto “campo largo” del centrosinistra, presentatosi in maniera compatta. Tra i presenti, figure di spicco come la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, i leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e il segretario di Più Europa Riccardo Magi. La loro presenza congiunta è stata interpretata come un segnale politico forte, volto a superare le recenti divisioni parlamentari sulla questione iraniana. Anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha confermato la sua partecipazione, ribadendo che “Roma è una città della pace e della giustizia” e che è un dovere sostenere chi lotta per i propri diritti.
Non sono mancate le assenze. Il leader di Azione, Carlo Calenda, non ha preso parte all’iniziativa, annunciando la sua partecipazione a un altro corteo previsto per sabato con i radicali. Assente anche Matteo Renzi, sebbene Italia Viva fosse rappresentata da una delegazione guidata da Luciano Nobili. Per il centrodestra, è stata registrata l’adesione del gruppo capitolino di Forza Italia, con la presenza della capogruppo Rachele Mussolini.
La Voce della Società Civile e dei Sindacati
Accanto ai partiti, un ruolo da protagonista è stato svolto dal fitto tessuto associativo che ha risposto all’appello. Tra le numerose sigle presenti si contano:
- Agedo Roma
- Anpi
- Casa Internazionale delle Donne
- Cgil Roma Lazio
- Famiglie Arcobaleno
- Fondazione Marisa Belisario
- Gay Center
- Rete Italiana Pace e Disarmo
- Un Ponte Per
e molte altre, a dimostrazione di una sensibilità diffusa e radicata sul tema. Anche il mondo sindacale ha fatto sentire la sua voce, con l’adesione della Uil e la presenza della segreteria del Lazio della Cgil, che in una nota ha ribadito il proprio sostegno alla lotta del popolo iraniano e dei sindacalisti perseguitati dal regime.
Un Futuro di Autodeterminazione
La manifestazione non è stata solo una condanna della violenza, ma anche un’affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo iraniano. Gli organizzatori e i partecipanti hanno sottolineato la contrarietà a qualsiasi forma di ingerenza esterna o intervento armato, ribadendo che il futuro dell’Iran deve essere deciso solo dal suo popolo. Durante l’evento si sono registrati anche momenti di tensione quando alcuni manifestanti con la bandiera monarchica hanno interagito con gli esponenti del movimento “Donna, Vita, Libertà”, a testimonianza della complessità del panorama dissidente iraniano. Tuttavia, il messaggio prevalente è stato quello di un sostegno unitario alla lotta nonviolenta per un profondo cambiamento basato sulla giustizia sociale e la democrazia.
Mentre a Roma si levava il coro “libertà per l’Iran”, iniziative simili si sono svolte o sono in programma in altre città italiane, da Ravenna a Lucca, a dimostrazione che l’attenzione e la solidarietà verso la popolazione iraniana attraversano l’intera penisola.
