ROMA – Un richiamo forte e inequivocabile al valore insostituibile della libertà di stampa come pilastro della democrazia. È quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha levato dal Quirinale incontrando i partecipanti al XXX Seminario di Venezia per la stampa britannica. In un discorso denso di significato, il Capo dello Stato ha definito il giornalismo libero “un antidoto contro abusi, manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne“, essenziale per consentire ai cittadini di formarsi un’opinione indipendente basata su una “rigorosa rappresentazione dei fatti“.
Il primo bersaglio dei regimi
Mattarella ha sottolineato una verità storica e drammaticamente attuale: “Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti“. Con parole incisive, ha evidenziato come i regimi più autoritari e brutali abbiano come primo obiettivo quello di “comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato“. Un meccanismo perverso che mira a occultare la verità e a soffocare il dissenso.
A sostegno della sua tesi, il Presidente ha citato l’esempio dell’Iran, dove “insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime“. Questo, ha proseguito, è solo l’ultimo di innumerevoli tentativi di nascondere la verità, oscurando i fatti che i giornalisti sono chiamati a testimoniare, specialmente in contesti drammatici come i teatri di conflitto, dai quali si cerca di escluderli, censurarli o proibirne l’accesso.
Un impegno pagato a caro prezzo
L’impegno per la verità e la libertà, ha ricordato con commozione il Capo dello Stato, è spesso “pagato a caro prezzo“. Ha fatto riferimento ai dati allarmanti forniti dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), secondo cui nel 2025 oltre 120 giornalisti e operatori dei media hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione, molti dei quali nel conflitto a Gaza. Un tributo di sangue che testimonia i rischi quotidiani corsi da chi lavora per garantire il diritto all’informazione.
Secondo il rapporto finale dell’IFJ per il 2025, il numero totale di operatori dei media uccisi è di 128, comprese dieci donne. Questi dati confermano un anno ancora una volta letale per la professione, evidenziando la pericolosità del lavoro giornalistico soprattutto nelle zone di conflitto.
Il ruolo dell’Europa e il Media Freedom Act
In questo scenario complesso, Mattarella ha voluto sottolineare l’importanza di un quadro normativo internazionale che tuteli l’informazione. Ha definito di “grande valore” il contributo dell’Unione Europea che, con l’adozione del Regolamento europeo sulla libertà dei media (European Media Freedom Act – EMFA), ha voluto definire un importante passo in questa direzione. Questa normativa, entrata in vigore pienamente dall’agosto 2025, mira a proteggere i giornalisti e gli organi di stampa da pressioni politiche ed economiche, salvaguardare l’indipendenza dei media pubblici e aumentare la trasparenza sulla proprietà delle testate.
L’EMFA introduce regole vincolanti per gli Stati membri, tra cui il divieto per le autorità di esercitare pressioni sui giornalisti per rivelare le loro fonti, anche attraverso detenzione o l’uso di software di sorveglianza. Un passo cruciale per difendere il pluralismo informativo, considerato condizione essenziale per la salute della democrazia.
Il Seminario di Venezia: un ponte tra culture giornalistiche
L’occasione per queste riflessioni è stata l’apertura del Seminario di Venezia per la stampa britannica, un appuntamento storico che da oltre trent’anni favorisce il dialogo tra il mondo dell’informazione italiano e quello britannico. Mattarella ha riconosciuto l’importanza di questo evento come “spazio di dialogo privilegiato” che mette a confronto due grandi scuole di giornalismo. Ha inoltre ricordato il ruolo fondamentale del Regno Unito nella nascita del giornalismo moderno, spesso preso a modello per professionalità, indipendenza e imparzialità.
Il Seminario, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Londra, rappresenta un importante esercizio di diplomazia pubblica, permettendo a esponenti del governo e del mondo economico-finanziario italiano di illustrare a una selezione qualificata di giornalisti britannici i principali sviluppi del Paese.
