Un silenzio surreale, rotto solo dai singhiozzi e dalle note struggenti di “Forever Young”, ha avvolto Pietracatella, piccolo comune in provincia di Campobasso, nel giorno dell’ultimo, doloroso saluto a Sara Di Vita, di soli 15 anni, e a sua madre Antonella Di Ielsi, di 50. Una folla immensa e commossa si è stretta attorno alla famiglia Di Vita, partecipando ai funerali celebrati nel Santuario della Madonna di Costantinopoli dall’arcivescovo del capoluogo molisano, monsignor Biagio Colaianni. Una tragedia che ha lasciato un’intera comunità attonita e in cerca di risposte, mentre le indagini sulla sospetta intossicazione alimentare, che ha strappato alla vita madre e figlia, proseguono nel più stretto riserbo.

Una Comunità in Lutto

Il freddo pungente e la pioggia battente hanno fatto da cornice a una giornata di lutto cittadino, proclamata dal sindaco Antonio Tomassone. La chiesa non è riuscita a contenere la marea di persone accorse per l’ultimo saluto; in molti hanno seguito la cerimonia dal piazzale esterno, grazie ad altoparlanti che diffondevano le parole di conforto dell’arcivescovo. “La morte non è mai giusta, è una ferita indelebile,” ha affermato monsignor Colaianni durante l’omelia, “Non c’è una risposta che possa spiegare o giustificare, ma Sara e Antonella continuano a vivere presso Dio”. Al primo banco, distrutti dal dolore, il marito e padre Gianni Di Vita e l’altra figlia, Alice. Presenti anche numerose istituzioni locali, sindaci del territorio e, soprattutto, i compagni di scuola di Sara del Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso, che hanno voluto ricordare l’amica con striscioni e manifesti colmi d’affetto: “Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi, non solo nei ricordi ma nel cuore”.

All’uscita dei feretri, il volo di palloncini bianchi e rossi ha accompagnato l’ultimo viaggio di madre e figlia, un momento di commozione straziante che ha visto i giovani amici di Sara stringersi in un lungo abbraccio alle bare.

Le Indagini: Caccia alla Verità

La tragedia si è consumata tra il 27 e il 28 dicembre scorsi, quando Sara e Antonella sono decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra presso l’ospedale “Cardarelli” di Campobasso. La causa è una sospetta tossinfezione alimentare, ma a distanza di settimane, il quadro non è ancora chiaro. La Procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta e le indagini, affidate alla Squadra Mobile, procedono a 360 gradi. L’autopsia, eseguita il 31 dicembre, ha rafforzato l’ipotesi dell’intossicazione alimentare, ma non ha fornito elementi risolutivi immediati. I medici legali si sono presi 90 giorni di tempo per depositare i risultati degli esami tossicologici e chimici, che saranno cruciali per identificare la tossina responsabile.

Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro 19 tipi di alimenti trovati nell’abitazione della famiglia Di Vita, tra cui funghi, polenta e conserve. Le prime analisi avrebbero escluso la responsabilità di funghi e veleno per topi. L’attenzione si concentra ora su altri cibi e sulla ricostruzione dettagliata dei pasti consumati dalla famiglia nei giorni precedenti la tragedia, in particolare quelli del 23 dicembre. Anche il padre, Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco di Pietracatella, era stato ricoverato in gravi condizioni, prima a Campobasso e poi trasferito all’Istituto Spallanzani di Roma, da cui è stato dimesso e ha potuto partecipare ai funerali. L’uomo è già stato ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti.

Un altro filone dell’inchiesta riguarda la gestione sanitaria del caso. Madre e figlia, infatti, si erano recate per due volte al pronto soccorso del “Cardarelli” prima del tragico epilogo, ma sarebbero state dimesse. L’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASReM) ha avviato un’indagine interna per verificare le procedure adottate. Nel registro degli indagati, per ipotesi di reato che includono l’omicidio colposo, sarebbero iscritti cinque medici.

Un Dolore Che Attende Giustizia

Mentre la comunità di Pietracatella cerca di elaborare un lutto così profondo, la famiglia Di Vita attende risposte. Una tragedia che solleva interrogativi importanti sulla sicurezza alimentare e sulle procedure sanitarie. Il ricordo di Antonella, descritta come una professionista e volontaria sempre attiva per la sua comunità, e di Sara, una ragazza “vivace e piena di energia”, resterà indelebile nel cuore di chi le ha conosciute. La speranza è che le indagini possano presto fare piena luce su quanto accaduto, per dare giustizia a due vite spezzate troppo presto e un senso, per quanto possibile, a un dolore incommensurabile.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *