Roma – Una doccia fredda per gli appassionati di innovazione e logistica avanzata: Amazon ha ufficialmente sospeso i suoi piani per l’introduzione del servizio di consegna con droni, noto come Prime Air, in Italia. La decisione, comunicata a seguito di una “revisione strategica”, pone un freno, almeno per il momento, a un progetto che prometteva di rivoluzionare l’ultimo miglio delle spedizioni nel nostro Paese. Nonostante il gigante di Seattle abbia sottolineato i “progressi compiuti” e il “coinvolgimento positivo” con le autorità aerospaziali italiane, il contesto operativo generale in Italia è stato giudicato, al momento, non idoneo a sostenere gli obiettivi a lungo termine del programma.

Il Progetto Prime Air in Italia: Ambizioni e Realtà

Il progetto Prime Air era stato accolto con grande interesse quando, nell’ottobre del 2023, Amazon aveva annunciato l’espansione del servizio al di fuori dei confini statunitensi, scegliendo l’Italia come uno dei primi Paesi europei per l’implementazione. Il centro nevralgico delle operazioni sarebbe stato il polo logistico di San Salvo, in Abruzzo, dove erano già stati effettuati con successo i primi voli di prova nel dicembre 2024. Il drone designato per il servizio, il modello MK-30, è un velivolo automatizzato capace di trasportare pacchi fino a circa 2,3 chilogrammi entro un raggio di 12 chilometri, operando in sicurezza anche in condizioni di pioggia leggera.

L’obiettivo era quello di avviare le consegne commerciali nel corso del 2025, previa approvazione definitiva da parte degli enti regolatori. La collaborazione con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e l’ENAV era stata proficua, tanto che Amazon aveva ottenuto il Light UAS Operator Certificate (LUC), un’autorizzazione che consente a un operatore di gestire in autonomia operazioni di volo complesse senza richiedere permessi specifici per ogni singola missione.

Le Ragioni dello Stop: Un Quadro Complesso

La motivazione ufficiale fornita da Amazon si concentra su un “più ampio contesto operativo” che in Italia non presenterebbe le condizioni necessarie. Tuttavia, la decisione ha colto di sorpresa la stessa ENAC, che in una nota ha definito la notizia “inattesa”. L’ente regolatore ha suggerito che la scelta potrebbe essere legata a “motivi di policy aziendale e come conseguenza delle recenti vicende finanziarie che hanno coinvolto il gruppo”, spingendo Amazon a una revisione globale dei propri investimenti e a spostare il lancio delle operazioni commerciali in un altro Stato membro dell’UE.

Secondo alcune interpretazioni giornalistiche, tra le “vicende finanziarie” potrebbe rientrare un recente contenzioso con il fisco italiano, risolto con un accordo tra Amazon e l’Agenzia delle Entrate. Questa ipotesi, sebbene non confermata ufficialmente, aggiunge un ulteriore livello di complessità a una decisione che sembra essere multifattoriale, intrecciando considerazioni strategiche, operative e forse anche fiscali.

Il Futuro delle Consegne con Droni e l’Impegno di Amazon in Italia

Nonostante la battuta d’arresto del progetto Prime Air, Amazon ha tenuto a ribadire il suo forte e continuativo impegno nel mercato italiano. L’azienda ha sottolineato gli oltre 25 miliardi di euro investiti nel Paese negli ultimi 15 anni, che hanno portato alla creazione di più di 19.000 posti di lavoro diretti in oltre 60 siti. Questo messaggio mira a rassicurare sul fatto che lo stop ai droni non rappresenta un disinvestimento generale dall’Italia.

I progetti di consegna con droni, nel frattempo, proseguono con successo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove i voli di prova e le consegne commerciali hanno ricevuto un’accoglienza positiva da parte dei clienti. Questo dimostra che la tecnologia è matura, ma la sua implementazione su larga scala dipende fortemente dai singoli contesti normativi e operativi.

Una magra consolazione per l’Italia è l’eredità tecnologica lasciata dal progetto. A San Salvo, infatti, nascerà dal 1° gennaio 2026 il primo “U-Space” d’Europa, uno spazio aereo gestito digitalmente per l’integrazione sicura di voli con e senza pilota. Un’infrastruttura all’avanguardia che, sebbene orfana del suo principale promotore, testimonia il progresso normativo e tecnologico raggiunto dal nostro Paese nel settore della mobilità aerea avanzata.

Di atlante

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