La seduta odierna di Piazza Affari si presenta all’insegna dell’incertezza, con l’indice principale FTSE MIB che oscilla intorno alla parità, mostrando un quadro variegato dove a performance eccezionali si contrappongono decise prese di beneficio. A catalizzare l’attenzione degli investitori sono soprattutto le vicende di singoli titoli, in particolare Saipem, che spicca il volo grazie a una commessa di straordinaria importanza, e TIM, protagonista di un’altalena di quotazioni nonostante notizie giudiziarie favorevoli. In controtendenza, il comparto delle utilities registra un diffuso segno meno.

Saipem in orbita: un contratto da 3,1 miliardi di dollari in Qatar

La vera protagonista della giornata è senza dubbio Saipem, le cui azioni hanno registrato un’impennata superiore al 3,5%. A innescare la corsa agli acquisti è stata la comunicazione ufficiale della società, che si è aggiudicata, in partnership con Offshore Oil Engineering Co. Ltd. (COOEC), un nuovo maxi-contratto EPCI (Engineering, Procurement, Construction and Installation) offshore in Qatar. La commessa, del valore complessivo di circa 4 miliardi di dollari, vede una quota di competenza per Saipem pari a circa 3,1 miliardi di dollari.

Il contratto riguarda il pacchetto COMP5 del progetto North Field Production Sustainability (NFPS) Offshore Compression Complexes, promosso da QatarEnergy LNG. Questo progetto è strategico per il Qatar, in quanto mira a sostenere e incrementare la capacità produttiva del North Field, il più grande giacimento di gas naturale non associato al mondo. L’incarico affidato a Saipem, della durata di circa cinque anni, prevede la progettazione, l’approvvigionamento, la fabbricazione e l’installazione di due imponenti complessi di compressione offshore. Questo successo consolida la leadership di Saipem nel settore e rafforza la sua già solida presenza in un’area geografica di vitale importanza per il mercato energetico globale.

Il caso TIM: la vittoria in Cassazione non basta a sostenere il titolo

Giornata complessa per Telecom Italia (TIM), che dopo un avvio promettente ha invertito la rotta, arrivando a cedere circa l’1%. La notizia, potenzialmente molto positiva, riguardava la sentenza definitiva della Corte di Cassazione. I giudici hanno confermato il diritto di TIM a ricevere un rimborso di circa 1 miliardo di euro dallo Stato, relativo al canone di concessione pagato nel 1998. Questa somma include la quota capitale originaria di oltre 500 milioni di euro, più la rivalutazione e gli interessi maturati in oltre vent’anni di contenzioso.

Nonostante l’iniezione di liquidità in arrivo, che rafforza la flessibilità finanziaria del gruppo in una fase delicata di riassetto, il mercato sembra aver reagito con freddezza. Sulle quotazioni pesano le incertezze legate al piano di conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, annunciato dal management proprio a seguito della sentenza. Le azioni di risparmio, infatti, hanno reagito con un forte rialzo, evidenziando le complesse dinamiche di arbitraggio in atto sul titolo.

Gli altri movimenti sul FTSE MIB: bene Nexi e Prysmian, deboli le utilities

Tra gli altri titoli del paniere principale, si mettono in luce Nexi e Prysmian, entrambe in territorio positivo con rialzi superiori all’1%. Anche Banco BPM si muove in terreno positivo, in una giornata importante che vede la riunione del suo consiglio di amministrazione.

Il lato debole del listino è invece presidiato dal comparto delle utilities. Si registrano infatti vendite su Italgas, che cede oltre l’1,3%, seguita da Snam e Terna, entrambe in calo di circa l’1%. Questi movimenti possono essere influenzati da diversi fattori, tra cui le aspettative sull’andamento dei tassi di interesse e le prese di beneficio dopo un periodo di buone performance.

Di atlante

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