Bruxelles, Belgio – La guerra fredda tra il gigante tecnologico di Elon Musk, X (precedentemente noto come Twitter), e le istituzioni dell’Unione Europea si è trasformata in uno scontro aperto e senza precedenti. L’ultimo atto di questa drammatica escalation è stata la decisione di X di chiudere l’account pubblicitario della Commissione Europea, una mossa che segue a stretto giro una sanzione da 120 milioni di euro inflitta alla piattaforma per violazioni del Digital Services Act (DSA) e le incendiarie dichiarazioni del suo proprietario. La replica di Bruxelles non si è fatta attendere, negando ogni addebito e sottolineando la propria condotta in “buona fede”.
Le Accuse di X e la Difesa della Commissione
La notizia della chiusura dell’account è stata data da Nikita Bier, responsabile di prodotto di X, il quale ha accusato la Commissione Europea di aver sfruttato una falla tecnica, un “exploit”, nel sistema ‘Ad Composer’ della piattaforma. Secondo Bier, l’istituzione europea avrebbe utilizzato un account pubblicitario inattivo per pubblicare un link “camuffato” da video, con l’intento di “gonfiarne artificialmente la portata”. “Sembra che voi riteniate che le regole non debbano applicarsi al vostro account. Il vostro account pubblicitario è stato chiuso”, ha dichiarato perentoriamente il dirigente di X.
La risposta della Commissione Europea è stata ferma e istituzionale. Un portavoce dell’esecutivo UE ha respinto categoricamente le accuse, affermando che la Commissione “utilizza sempre tutte le piattaforme di social media in buona fede” e si limita a “impiegare gli strumenti messi a disposizione” dalle stesse. Inoltre, Bruxelles ha tenuto a precisare un dettaglio non secondario: ogni forma di pubblicità o servizio a pagamento su X era già stata sospesa volontariamente dall’ottobre 2023, una decisione che “resta pienamente valida”. Questa sospensione era stata motivata dalle preoccupazioni relative alla diffusione di disinformazione sulla piattaforma. Di fatto, la chiusura dell’account da parte di X avrebbe quindi un impatto pratico nullo.
Il Contesto: una Multa Storica e le Provocazioni di Musk
Questa crisi si inserisce in un contesto di crescente tensione. Il 5 dicembre 2025, la Commissione Europea ha emesso la sua prima sanzione formale ai sensi del Digital Services Act, multando X per 120 milioni di euro. Le violazioni contestate sono tre: un design ingannevole del sistema di verifica a pagamento (la “spunta blu”), una scarsa trasparenza dell’archivio pubblicitario e l’aver ostacolato l’accesso ai dati pubblici per i ricercatori. Questa multa non è solo una sanzione economica, ma rappresenta un’affermazione di potere regolatorio da parte dell’Europa nel mercato digitale.
La reazione di Elon Musk è stata veemente e provocatoria. In una serie di post su X, ha definito l’Unione Europea “praticamente il Quarto Reich”, rilanciando un’immagine che associava la bandiera europea a una svastica. Ha inoltre affermato che l’UE andrebbe “abolita” per restituire la sovranità ai singoli Stati membri. Queste dichiarazioni hanno trasformato una disputa normativa in uno scontro ideologico sulla libertà di espressione e sul ruolo delle istituzioni democratiche nella regolamentazione del mondo digitale.
Le Implicazioni di uno Scontro Globale
Lo scontro tra Musk e l’UE va oltre la singola multa o la chiusura di un account. Rappresenta un momento cruciale nella definizione dei rapporti di forza tra le grandi piattaforme tecnologiche e gli stati sovrani. Da un lato, c’è un’istituzione sovranazionale che cerca di imporre regole a tutela dei cittadini e della trasparenza. Dall’altro, un imprenditore che, forte della sua influenza globale, contesta la legittimità stessa di tale regolamentazione, inquadrandola come un attacco alla libertà.
Le conseguenze di questa battaglia sono molteplici:
- Precedente legale: La multa a X stabilisce un importante precedente per l’applicazione del Digital Services Act, inviando un messaggio chiaro a tutte le grandi piattaforme online.
- Tensioni geopolitiche: Lo scontro assume una valenza geopolitica, contrapponendo una visione europea di un digitale regolamentato a una certa concezione americana di libero mercato, e potrebbe diventare un punto di frizione nelle relazioni tra USA e UE.
- Dibattito pubblico: La vicenda alimenta il dibattito pubblico sulla governance di internet, sulla disinformazione e sul potere degli algoritmi nel modellare l’opinione pubblica.
Mentre la Commissione Europea ribadisce che il suo obiettivo è garantire un ambiente online più sicuro e trasparente, non la censura, la strategia aggressiva di Musk e X solleva interrogativi sulla sostenibilità di un approccio conflittuale con i regolatori. Il futuro di questa relazione complessa rimane incerto, ma è chiaro che le sue ripercussioni si sentiranno ben oltre i confini di Bruxelles e della Silicon Valley.
