Hong Kong è sprofondata in un incubo di fiamme e disperazione. Un violento incendio, divampato nel pomeriggio di mercoledì, ha trasformato il complesso residenziale Wang Fuk Court, nel distretto di Tai Po, in una torcia infernale, causando una delle peggiori tragedie nella storia recente della metropoli. Il bilancio, ancora provvisorio, è drammatico: le fonti ufficiali dei vigili del fuoco parlano di un numero di vittime che ha superato le 55 unità, ma alcune agenzie di stampa riportano cifre ancora più alte, fino a 75 morti. A questi si aggiungono decine di feriti, tra cui diversi vigili del fuoco, e un numero impressionante di dispersi, stimato in circa 280 persone, per le quali l’angoscia cresce di ora in ora.
Le fiamme hanno aggredito sette delle otto torri che compongono il complesso, ciascuna di 31 piani, propagandosi con una rapidità terrificante e intrappolando centinaia di residenti nei loro appartamenti. Il Wang Fuk Court, un grande complesso di edilizia popolare costruito nel 1983, ospita quasi 2.000 appartamenti per un totale di circa 4.600 residenti. Al momento dell’incendio, gli edifici erano interessati da importanti lavori di ristrutturazione, un dettaglio che si è rivelato cruciale nella dinamica del disastro.
La dinamica dell’incendio: le impalcature di bambù sotto accusa
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe divampato intorno alle 14:50 locali (le 7:50 in Italia) dalle impalcature esterne di uno degli edifici. Le fiamme, probabilmente favorite dal vento, si sono rapidamente arrampicate lungo le facciate avvolte da ponteggi in bambù e teli protettivi in rete e plastica. Questi materiali, altamente infiammabili e non conformi agli standard antincendio secondo le prime verifiche della polizia, avrebbero agito da accelerante, permettendo al fuoco di diffondersi verticalmente e orizzontalmente con una velocità impressionante, coinvolgendo in poco tempo le altre torri.
L’uso del bambù per le impalcature è una pratica tradizionale e molto diffusa a Hong Kong, apprezzata per economicità, leggerezza e velocità di montaggio. Tuttavia, questa tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza di tale materiale, soprattutto in contesti ad altissima densità abitativa. Alcune fonti indicano anche che pannelli di polistirolo, anch’essi altamente infiammabili, apposti sulle finestre dei vani ascensore potrebbero aver contribuito alla rapida propagazione del rogo.
I soccorsi e le difficoltà nelle operazioni
La risposta dei servizi di emergenza è stata imponente. Oltre 750 vigili del fuoco, con più di 128 mezzi e 57 ambulanze, sono stati mobilitati per affrontare quello che è stato classificato come un incendio di livello 5, il massimo grado di allerta. Le operazioni di spegnimento e salvataggio si sono rivelate fin da subito estremamente complesse e pericolose. I soccorritori hanno dovuto lottare contro il buio, le temperature elevatissime all’interno degli edifici, il fumo denso che rendeva l’aria irrespirabile e il rischio costante di crolli delle impalcature.
Molti residenti sono rimasti intrappolati ai piani alti, con le vie di fuga bloccate dal fumo e dalle fiamme. Le testimonianze dei sopravvissuti sono agghiaccianti: alcuni hanno riferito che gli allarmi antincendio non sarebbero scattati, e che l’allerta sarebbe stata data solo dalle guardie di sicurezza che bussavano porta a porta. Fuori dal perimetro della tragedia, scene di disperazione con decine di familiari in attesa di notizie dei propri cari.
Le indagini: si ipotizzano negligenza e corruzione
Mentre le operazioni di soccorso continuano senza sosta, le autorità hanno già avviato un’inchiesta per fare luce sulle cause e sulle responsabilità. La polizia ha arrestato tre uomini legati all’impresa edile responsabile dei lavori di ristrutturazione: due dirigenti e un consulente tecnico. L’accusa è di omicidio colposo per grave negligenza, legata al presunto mancato rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere.
Ma l’ombra che si allunga sulla tragedia è ancora più cupa. La Commissione Indipendente contro la Corruzione di Hong Kong (ICAC) ha annunciato l’apertura di un’indagine penale sui lavori di ristrutturazione del Wang Fuk Court. È stata istituita una task force speciale per indagare su possibili episodi di corruzione legati all’appalto e all’esecuzione dei lavori, un’ipotesi che, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore, terribile capitolo a questa immane tragedia.
Il governatore di Hong Kong, John Lee, ha definito l’incendio una “catastrofe” e ha assicurato che il governo mobiliterà tutte le risorse per supportare le operazioni di soccorso e le famiglie colpite. Ha inoltre annunciato ispezioni straordinarie in tutti i complessi residenziali della città interessati da lavori di ristrutturazione per verificare la sicurezza dei materiali e delle impalcature.
