Nella notte, la città portuale di Taganrog, situata nella regione meridionale russa di Rostov, è stata teatro di un attacco con droni attribuito alle forze armate ucraine. L’offensiva ha avuto conseguenze tragiche, con un bilancio che si è aggravato nelle ore successive: tre persone hanno perso la vita e otto sono rimaste ferite. A confermare la notizia è stato il governatore della regione, Yuri Slyusar, attraverso il suo canale Telegram, precisando che due delle vittime sono decedute in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.
L’attacco ha colpito direttamente il tessuto urbano della città, danneggiando infrastrutture civili. Secondo le prime ricostruzioni, sono stati centrati due condomini e un’abitazione privata, scatenando il panico tra i residenti. Testimoni oculari hanno riferito di aver udito una sirena antiaerea seguita da una serie di esplosioni, tra 20 e 30, che hanno illuminato il cielo notturno e provocato incendi in diverse aree della città. Le autorità locali hanno inoltre segnalato danni a due stabilimenti industriali, all’edificio del Mechanical College e a un asilo.
Il Contesto dell’Attacco: una Notte di Tensione
L’episodio di Taganrog si inserisce in una più ampia cornice di ostilità reciproche avvenute nella stessa notte. Le forze russe, infatti, hanno contemporaneamente lanciato attacchi con droni e razzi su diverse città ucraine, inclusa la capitale Kiev, dove sono stati colpiti edifici residenziali nei quartieri di Pecherskyi e Dniprovskyi, causando vittime anche da quella parte del fronte. Il Ministero della Difesa russo ha comunicato di aver abbattuto un totale di 249 droni ucraini nel corso della notte, evidenziando l’intensità e la portata delle operazioni militari in corso.
Taganrog, per la sua posizione strategica sul Mar d’Azov, non è nuova a episodi bellici. La città ospita importanti infrastrutture, tra cui il Complesso Scientifico e Tecnico Aeronautico Beriev, che secondo alcune fonti potrebbe essere stato uno degli obiettivi. Immagini satellitari successive all’attacco mostrerebbero infatti danni e anomalie termiche proprio in quell’area. Questo attacco, tuttavia, colpisce per il suo impatto diretto sulla popolazione civile, un aspetto che acuisce la drammaticità del conflitto.
Le Reazioni e le Conseguenze sul Territorio
Immediatamente dopo l’attacco, i servizi di emergenza si sono mobilitati per prestare soccorso ai feriti e mettere in sicurezza le aree colpite. Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza a Taganrog per gestire le conseguenze dell’attacco e coordinare gli interventi. Si è proceduto all’evacuazione dei residenti dagli edifici danneggiati, che sono stati temporaneamente alloggiati in strutture di accoglienza, in attesa delle verifiche di agibilità da parte dei genieri.
Questo evento segna un’ulteriore escalation nella “guerra dei droni”, una tattica sempre più utilizzata da entrambe le parti per colpire in profondità il territorio nemico. L’uso di questi velivoli senza pilota contro aree densamente popolate solleva gravi preoccupazioni di carattere umanitario e mette in discussione il rispetto del diritto internazionale, che impone la protezione dei civili durante le ostilità. L’attacco su Taganrog, così come quelli su Kiev, dimostra come il conflitto stia progressivamente erodendo la distinzione tra obiettivi militari e aree residenziali, con un costo umano sempre più alto.
