Sarah Ferguson, ex Duchessa di York, si trova al centro di un vortice mediatico e politico. Da mesi lontana dalla scena pubblica, su di lei si intensificano le pressioni, in particolare dagli Stati Uniti, affinché fornisca una testimonianza giurata sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. La richiesta arriva con forza da membri del Congresso americano che indagano sulla gestione del caso Epstein, convinti che l’ex moglie del Principe Andrea possa detenere informazioni cruciali.

La richiesta del Congresso Americano

In prima linea in questa richiesta ci sono i membri del Comitato di vigilanza della Camera dei rappresentanti, l’organo che sta investigando sulla gestione del procedimento giudiziario a carico di Epstein. Tra i più insistenti, il deputato democratico Suhas Subramanyam, il quale ha dichiarato alla BBC di ritenere che la Ferguson possegga “informazioni rilevanti” per l’indagine. “Sarah Ferguson dovrebbe testimoniare sotto giuramento davanti alla nostra commissione”, ha affermato con decisione Subramanyam. A fargli eco è la collega deputata Melanie Stansbury, che ha sottolineato come sia una responsabilità “seguire i fatti ovunque conducano” e che chiunque, inclusa la Ferguson o la sua famiglia, abbia informazioni sugli illeciti di Epstein e dei suoi associati, dovrebbe cooperare per garantire giustizia alle vittime.

I legislatori statunitensi sono consapevoli dell’assenza di un meccanismo legale per obbligare un cittadino britannico a testimoniare negli USA. Tuttavia, hanno mostrato apertura a negoziare. “Siamo disposti a trovare condizioni adatte a lei”, ha spiegato Subramanyam, a patto che la testimonianza avvenga sotto giuramento, una formula che renderebbe penalmente perseguibile ogni falsa dichiarazione.

Le rivelazioni degli “Epstein Files” e i legami controversi

La pressione su Sarah Ferguson si è intensificata in seguito alla pubblicazione di nuove tranche degli “Epstein files”, documenti giudiziari che hanno gettato nuova luce sulla profondità del suo rapporto con il finanziere. Dalle email emerse, sembra che la loro amicizia sia continuata anche dopo la condanna di Epstein nel 2008 per aver adescato una minorenne a scopo di prostituzione. In una di queste comunicazioni, datata 2009, l’allora Duchessa di York si riferiva a Epstein come “il fratello che ho sempre desiderato”. In un’altra, lo definiva una “leggenda” e gli esprimeva la sua “gratitudine”.

I documenti suggeriscono inoltre che la Ferguson potrebbe aver portato le sue figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, a pranzo con Epstein poco dopo la sua scarcerazione. È importante sottolineare che essere nominati in questi file non implica automaticamente un illecito. Tuttavia, il contenuto delle email ha sollevato seri interrogativi. In passato, la Ferguson si era pubblicamente pentita di aver accettato 15.000 sterline da Epstein per saldare dei debiti, definendolo un “gigantesco errore di giudizio” e promettendo di non avere mai più nulla a che fare con lui. Eppure, un’email successiva lo descriveva come un “amico fedele e supremo”. Un suo portavoce ha poi dichiarato che quell’email fu inviata su consiglio legale per “placare” Epstein, che minacciava azioni legali per diffamazione.

Altre voci si uniscono al coro

Le richieste di una testimonianza non provengono solo dall’ambito politico. Anche la famiglia di Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Epstein e del Principe Andrea (che ha sempre negato ogni accusa), si è espressa con fermezza. Un rappresentante del fratello della Giuffre, Sky Roberts, ha dichiarato di “credere fermamente” che la Ferguson debba recarsi negli Stati Uniti per rispondere alle domande e che “se sa qualcosa, dovrebbe testimoniare immediatamente”.

Anche legali che rappresentano le vittime di Epstein hanno sottolineato l’importanza di una sua deposizione, non solo al Congresso ma anche alla polizia britannica.

Il silenzio e la scomparsa dalla scena pubblica

Dalla pubblicazione degli ultimi documenti a gennaio, Sarah Ferguson non è più apparsa in pubblico. L’ultima sua foto risale a settembre 2025. La sua attuale ubicazione è sconosciuta; i media hanno ipotizzato si trovi negli Emirati Arabi Uniti, in Portogallo, in Svizzera o in un centro benessere in Irlanda. I suoi rappresentanti hanno finora rifiutato di commentare le richieste di testimonianza.

Questa assenza prolungata e il silenzio assordante non fanno che alimentare le speculazioni e accrescere la pressione su di lei. La vicenda ha già avuto conseguenze tangibili: diverse associazioni di beneficenza hanno interrotto i rapporti con lei e ha perso il titolo di duchessa quando l’ex marito ha rinunciato al suo titolo di Duca di York.

Mentre il caso Epstein continua a svelare una rete complessa di potere e abusi, la testimonianza di Sarah Ferguson è vista da molti come un tassello potenzialmente cruciale per comprendere l’intera portata della vicenda e rendere giustizia alle numerose vittime.

Di atlante

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