Sarah Ferguson, ex duchessa di York, si trova al centro di un vortice mediatico e politico. Da mesi lontana dalla scena pubblica, su di lei si concentrano le pressioni crescenti provenienti da ambienti politici statunitensi affinché fornisca la sua testimonianza nel complesso e torbido caso legato a Jeffrey Epstein. La sua figura, un tempo legata alla famiglia reale britannica, è ora associata a uno degli scandali più oscuri degli ultimi decenni, che ha già travolto il suo ex marito, il principe Andrea.
La richiesta del Congresso Americano
In prima linea a chiedere la testimonianza di Sarah Ferguson ci sono i membri del Comitato di vigilanza della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, l’organo che sta indagando sulla gestione del caso Epstein. Tra di loro spicca la voce del deputato democratico Suhas Subramanyam, convinto che la Ferguson disponga di “informazioni rilevanti” sulla vicenda. Questa convinzione è rafforzata non solo dalle note frequentazioni dell’ex marito, il principe Andrea, con il finanziere pedofilo americano, ma anche dai presunti legami che la stessa Sarah avrebbe intrattenuto con Epstein. Recentemente, il principe Andrea è stato anche arrestato e poi rilasciato “sotto indagine” con l’accusa di abuso d’ufficio, per aver presumibilmente condiviso informazioni riservate con Epstein durante il suo ruolo di emissario commerciale del governo britannico.
“Sarah Ferguson dovrebbe testimoniare sotto giuramento davanti alla nostra commissione”, ha dichiarato Subramanyam, una posizione supportata anche dalla collega deputata Melanie Stansbury. Nonostante siano consapevoli dell’assenza di un meccanismo legale che possa costringere la Ferguson a testimoniare negli Stati Uniti, i congressisti si mostrano aperti a trovare una soluzione. “Siamo disposti a trovare condizioni adatte a lei”, ha spiegato Subramanyam alla BBC, a patto che la deposizione avvenga sotto giuramento.
Le pressioni non solo dalla politica
Le richieste di una testimonianza non provengono unicamente dal mondo politico. Anche la famiglia di Virginia Giuffre, una delle più note accusatrici di Epstein, ha fatto sentire la propria voce. Attraverso un rappresentante, hanno espresso la “ferma convinzione” che Sarah Ferguson debba recarsi negli Stati Uniti per rispondere alle numerose incognite che ancora avvolgono la vicenda.
I legami controversi con Epstein
La pressione su Sarah Ferguson si è intensificata in seguito alla pubblicazione di una serie di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Tra questi, sono emerse delle email che sembrano rivelare una profonda amicizia tra l’ex duchessa e il finanziere, anche dopo la sua condanna per reati sessuali nel 2008. In uno scambio di email del 2009, la Ferguson si riferiva a Epstein come “il fratello che ho sempre desiderato”. In un’altra comunicazione, lo definiva una “leggenda” e gli esprimeva la sua “gratitudine”. I documenti suggeriscono inoltre che abbia portato le figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, a pranzo con Epstein poco dopo la sua scarcerazione.
È importante sottolineare che essere menzionati in questi file non implica automaticamente un’accusa di illecito. Tuttavia, queste rivelazioni hanno contribuito a gettare un’ombra ancora più fitta sulla posizione della Ferguson. In passato, aveva pubblicamente preso le distanze da Epstein, definendo un “gigantesco errore di giudizio” il suo coinvolgimento con lui e affermando di detestare la pedofilia. Tuttavia, altre email sembrano contraddirre questa posizione, mostrando un tentativo di riavvicinamento e delle scuse per le sue dichiarazioni pubbliche.
Un silenzio assordante e il mistero sulla sua attuale residenza
Attualmente, non si hanno notizie certe su dove si trovi Sarah Ferguson. I suoi rappresentanti hanno respinto ogni richiesta di commento, alimentando ulteriormente le speculazioni. Diverse fonti mediatiche l’hanno collocata in luoghi disparati, dagli Emirati Arabi Uniti al Portogallo, dalla Svizzera a un centro benessere in Irlanda.
Questo silenzio e questa assenza dalla scena pubblica non fanno che aumentare l’interesse e la pressione su di lei. La sua testimonianza potrebbe essere un tassello cruciale per completare il complesso puzzle del caso Epstein, una vicenda che continua a svelare una rete di potere, abusi e complicità ai più alti livelli della società internazionale.
