Il mondo della politica italiana è in lutto per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, deceduto il 19 marzo 2026 all’età di 84 anni. La notizia della sua morte, avvenuta presso l’ospedale di Circolo di Varese, ha scosso il panorama nazionale, suscitando reazioni da ogni schieramento politico e segnando la fine di un’era. A raccogliere la sua pesante eredità politica e a onorarne la memoria è l’attuale leader della Lega, Matteo Salvini, che ha annunciato un’importante iniziativa pubblica.
L’Annuncio di Salvini: “In Piazza Duomo per la Libertà e per Umberto”
In un collegamento con Radio Libertà, emittente da sempre vicina al Carroccio, Matteo Salvini ha ricordato la figura del “Senatur”, definendo la sua un’eredità “morale, valoriale, spirituale e di battaglia”. Con la voce rotta dalla commozione, il vicepremier ha confermato un appuntamento già in programma, caricandolo di un nuovo e più profondo significato: “C’è una data a portata di mano, che è sabato 18 aprile. Tra un mese, in Piazza Duomo a Milano, sotto la Madonnina, per un’iniziativa organizzata dalla Lega, dei Patrioti europei, sul tema della libertà, dell’identità”.
L’evento, originariamente pensato per lanciare la campagna della Lega in vista delle elezioni europee, si trasforma così in un tributo al fondatore. Salvini ha voluto sottolinearlo rievocando uno degli slogan più celebri e identitari coniati proprio da Bossi: “Padroni a casa nostra, anche in Europa senza paura e padroni a casa nostra”. “Quindi sabato 18 aprile, sotto la Madonnina, nel cuore della nostra Lombardia, della nostra Italia, siamo lì, saremo lì, saremo lì anche per Umberto”, ha concluso Salvini, chiamando a raccolta il popolo leghista.
Una Vita per la Politica: Chi era Umberto Bossi
Nato a Cassano Magnago (Varese) il 19 settembre 1941, Umberto Bossi è stato una delle figure più iconiche e divisive della Seconda Repubblica. La sua carriera politica è indissolubilmente legata alla nascita e all’ascesa della Lega Nord, movimento da lui fondato nel 1989 con l’obiettivo di dare voce alle istanze autonomiste e federaliste delle regioni del Nord Italia.
Sotto la sua guida, il Carroccio è passato dall’essere una forza di protesta locale a un attore determinante negli equilibri politici nazionali, entrando per la prima volta al governo nel 1994 con il primo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Memorabili i suoi comizi, il suo linguaggio diretto e spesso sopra le righe, e le grandi adunate a Pontida, luogo simbolo del leghismo. La sua parabola politica ha subito una brusca interruzione nel 2004 a causa di un grave ictus, che lo ha segnato profondamente nel fisico ma non nello spirito battagliero. Allontanatosi dalla segreteria del partito nel 2012 in seguito a uno scandalo finanziario, ha continuato a ricoprire un ruolo da “padre nobile” del movimento, non senza momenti di frizione con la nuova leadership di Matteo Salvini.
Il Cordoglio del Mondo Politico
La notizia della scomparsa di Bossi ha generato un’ondata di cordoglio trasversale. Messaggi di condoglianze sono arrivati da leader di tutti i partiti, che ne hanno riconosciuto, pur nelle divergenze, la statura di “gigante della politica” e la capacità di aver interpretato e dato voce a un sentimento diffuso in una parte del Paese. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani lo ha ricordato come “grande amico di Silvio Berlusconi” e “protagonista di primo piano del cambiamento in Italia”. Lo stesso Salvini, recatosi a Gemonio per porgere le condoglianze alla famiglia, ha sottolineato come l’attuale Lega esista “grazie a una sua idea geniale, innovativa, rivoluzionaria”. I funerali si svolgeranno in forma privata, come scelto dalla famiglia, ma il vero saluto del suo popolo sarà, con ogni probabilità, quello del 18 aprile in Piazza Duomo.
