Santiago del Cile – A pochi giorni dal suo insediamento, il governo del neo-presidente cileno José Antonio Kast ha impresso una decisa e controversa svolta alle politiche ambientali del paese. Con una mossa che ha colto di sorpresa molti osservatori, l’amministrazione di destra ha ordinato il ritiro di 43 decreti per la tutela ambientale che erano stati firmati dal suo predecessore, il progressista Gabriel Boric, e si trovavano in attesa di entrare in vigore. La decisione, comunicata dal Ministero dell’Ambiente, ha immediatamente acceso un acceso dibattito nazionale e internazionale, ponendo interrogativi cruciali sul futuro equilibrio tra crescita economica e protezione del patrimonio naturale in Cile.
I Decreti Sospesi: Un’Analisi Dettagliata
Le misure sospese coprono un ampio spettro di iniziative ambientali, elaborate tra il 2023 e il 2026, e rappresentavano alcuni dei pilastri della strategia ecologica del governo Boric. Tra i provvedimenti più significativi figurano:
- Creazione di Aree Protette: Sono stati bloccati i decreti per l’istituzione di cinque nuovi parchi nazionali nelle regioni di Atacama e Valparaíso e l’ampliamento dei parchi marini Nazca-Desventuradas e Mar di Juan Fernández. Quest’ultima misura avrebbe portato il Cile a posizionarsi tra i primi cinque paesi al mondo per superficie oceanica protetta, con il 54% delle sue acque sotto tutela.
- Protezione della Biodiversità: È stata sospesa la creazione del nuovo Servizio per la Biodiversità e il Sistema Nazionale delle Aree Protette. Inoltre, sono stati fermati piani specifici per la conservazione di specie a rischio come la ranita di Darwin e la dichiarazione del pinguino di Humboldt come monumento naturale.
- Lotta al Cambiamento Climatico: Sono stati ritirati i regolamenti di attuazione della Legge sui Cambiamenti Climatici, il sistema di compensazione dei gas serra e il Piano Nazionale di Adattamento aggiornato.
- Normative su Inquinamento e Qualità Ambientale: La sospensione riguarda anche norme cruciali per la regolamentazione delle emissioni delle centrali termoelettriche, il miglioramento della qualità dell’aria e la gestione delle acque contaminate, incluso il piano di decontaminazione del Lago Villarrica, da anni in crisi ambientale.
Un punto particolarmente sensibile è la sospensione della creazione della Riserva dei Pinguini di Humboldt. Questa area è al centro di un lungo e acceso dibattito legato al controverso progetto minerario e portuale di Dominga, che minaccia uno degli hotspot di biodiversità più importanti del pianeta, ospitando circa l’80% della popolazione mondiale di questa specie di pinguino. Il progetto era stato precedentemente respinto nel 2017 e di nuovo nel 2023 proprio per i suoi potenziali impatti irreversibili sull’ecosistema.
Le Motivazioni del Governo Kast e le Reazioni
La ministra dell’Ambiente del nuovo governo, Francisca Toledo, ha giustificato la sospensione con la necessità di un’analisi approfondita per “garantire il rigore scientifico e giuridico” dei decreti. Il Ministero ha specificato che si tratta di una “pratica abituale all’inizio di una nuova gestione” e ha sottolineato che 21 dei 43 decreti sono stati presentati per la revisione negli ultimi giorni del mandato di Boric.
Lo stesso presidente Kast, la cui campagna elettorale si è incentrata su temi come sicurezza, immigrazione e incentivi agli investimenti, ha difeso la decisione, affermando la volontà di generare “la migliore politica pubblica possibile intorno alla piena occupazione, sempre nel rispetto dell’ambiente”. “Capisco che ci sia preoccupazione”, ha aggiunto Kast, “ma vi inviterei a vedere cosa richiede la cittadinanza: crescita, cura dell’ambiente, ma soprattutto lavoro”. Questa linea è stata ribadita anche dalla portavoce del governo, Mara Sedini, la quale ha affermato che i decreti verranno analizzati e, se conformi ai requisiti e benefici per il paese, saranno ripristinati.
Tuttavia, la mossa ha scatenato una forte opposizione da parte di organizzazioni ambientaliste e dell’ex amministrazione. L’ex ministro dell’Ambiente, Marcelo Mena-Carrasco, ha definito la decisione un “errore strategico”, paragonando l’approccio a quello della “motosega” del presidente argentino Javier Milei, alleato di Kast. Gruppi socio-ambientali hanno parlato di un “colpo brutale all’ambiente cileno”, esortando il presidente a “dare ascolto alla scienza, alle comunità e al grido di milioni di persone che vogliono un Cile sostenibile, non un paese devastato”.
Contesto Economico e Prospettive Future
La decisione del governo Kast si inserisce in un contesto più ampio che vede una tensione crescente tra sviluppo economico e protezione ambientale. L’amministrazione ha promesso di rivedere la normativa ambientale per incentivare gli investimenti, sostenendo che l’attuale quadro normativo genera incertezza e frena progetti per miliardi di dollari. La sospensione dei decreti è vista da alcuni settori produttivi come un passo necessario per sbloccare il potenziale economico del paese.
D’altra parte, la mossa rischia di danneggiare la reputazione ecologica del Cile, un paese che negli ultimi anni si era distinto in America Latina per il suo impegno nella conservazione e nelle energie rinnovabili. La comunità internazionale e gli investitori attenti ai criteri di sostenibilità (ESG) osserveranno con attenzione le prossime mosse del governo. La revisione dei decreti ambientali sarà un banco di prova fondamentale per capire se l’amministrazione Kast riuscirà a trovare un equilibrio tra le promesse di crescita economica e la necessità improrogabile di proteggere il ricco e fragile patrimonio naturale cileno. La questione rimane aperta: si tratta di una semplice revisione procedurale o dell’inizio di un radicale smantellamento delle politiche di tutela ambientale?
