BOGOTÁ – Una Colombia a due facce si è presentata alle urne l’8 marzo per rinnovare il suo Congresso. Da un lato, una cittadinanza attiva e partecipe, che ha risposto con un’affluenza superiore alle aspettative, sfidando la tradizionale apatia elettorale che spesso supera il 50% di astensionismo. Dall’altro, l’ombra persistente della corruzione, materializzatasi con l’arresto in flagranza di reato di due candidati, un segnale inquietante delle sfide che la democrazia colombiana deve ancora superare. Sullo sfondo, un quadro politico in profondo mutamento, con la coalizione di sinistra del presidente Gustavo Petro, il Pacto Histórico, che si consolida come prima forza al Senato, mentre il centro-destra mantiene la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, prefigurando un equilibrio di poteri complesso e potenzialmente conflittuale per i prossimi quattro anni.
Un’affluenza che sorprende e fa sperare
La giornata elettorale ha visto oltre 41 milioni di colombiani chiamati a votare per eleggere i 103 senatori e i 183 deputati che comporranno il ramo legislativo per il periodo 2026-2030. Nonostante un contesto pre-elettorale segnato da violenze e intimidazioni in diverse aree del paese, soprattutto nelle regioni periferiche contese da gruppi armati, la partecipazione è stata notevole. Questo dato, in un paese storicamente afflitto da un elevato astensionismo, può essere interpretato come un segnale di rinnovato interesse per la politica e di una crescente domanda di cambiamento da parte della popolazione. Le elezioni non riguardavano solo il rinnovo del Congresso, ma anche lo svolgimento di tre “consultas interpartidistas”, una sorta di primarie per scegliere i candidati unici di diverse coalizioni in vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio. Questo meccanismo ha probabilmente contribuito a mobilitare l’elettorato, fungendo da termometro per misurare la forza delle varie alleanze politiche.
L’ombra della corruzione: due candidati arrestati
A gettare un’ombra sulla giornata democratica è intervenuta la Procura Generale, che ha disposto l’arresto di due candidati al Congresso. Si tratta di Freddy Camilo Gomez Castro, aspirante senatore, ricercato per presunta corruzione, e Víctor Hugo Moreno Bandeira, candidato alla Camera dei deputati. Quest’ultimo è stato colto in flagrante mentre tentava di corrompere le autorità per evitare il sequestro di un’ingente somma di denaro. Questi episodi, sebbene isolati, riportano drammaticamente in primo piano il tema della corruzione endemica, una delle piaghe che affliggono la Colombia e minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
I risultati preliminari: il Pacto Histórico avanza al Senato
Con lo spoglio ancora in corso e in attesa dei dati ufficiali che saranno certificati dai giudici, i risultati preliminari delineano un Congresso frammentato. Al Senato, la coalizione di sinistra Pacto Histórico, che sostiene il presidente Gustavo Petro, si afferma come la forza politica più votata, con circa il 22,86% delle preferenze. Un risultato che consolida il progetto progressista e dimostra che le richieste di riforme sociali, redistribuzione della ricchezza e consolidamento della pace trovano un’eco crescente nell’elettorato. Tuttavia, questo non si traduce in una maggioranza assoluta, rendendo necessarie alleanze per governare.
Seguono le forze più tradizionali: il Centro Democrático, partito di destra fondato dall’ex presidente Álvaro Uribe, con il 15,67%, il Partido Liberal con l’11,70% e il Partido Conservador con il 9,57%. Un dato politicamente significativo è la mancata elezione al Senato dello stesso Uribe, un tempo figura dominante della politica colombiana, a simboleggiare un possibile declino della sua influenza.
Alla Camera dei Rappresentanti, invece, lo scenario si inverte. È il Centro Democrático a imporsi come prima forza, seguito dai Liberali e dai Conservatori, relegando il Pacto Histórico in una posizione di minoranza. Questa divisione tra le due camere preannuncia un percorso legislativo complesso per il governo Petro, che dovrà negoziare ogni provvedimento con un’opposizione forte alla Camera.
Il processo di scrutinio e le prossime tappe
Con la chiusura dei seggi, è iniziato il meticoloso processo di conteggio dei voti. Gli scrutatori compilano i moduli che vengono poi inviati al registro nazionale per un conteggio preliminare. La legge colombiana vieta la diffusione di exit poll, pertanto i dati consolidati e ufficiali saranno disponibili solo dopo la certificazione da parte dei giudici incaricati. Il nuovo Congresso si insedierà ufficialmente il 20 luglio, poche settimane prima dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica. L’attenzione è ora tutta rivolta alle elezioni presidenziali del 31 maggio, che determineranno la guida del paese e l’equilibrio definitivo del potere politico in Colombia.
