Ci sono vittorie che vanno oltre il semplice risultato sportivo, che si caricano di significati storici e simbolici, capaci di unire generazioni e discipline diverse sotto un’unica bandiera. Il recente trionfo dell’Italrugby contro la corazzata inglese è una di queste, un’impresa che ha fatto vibrare il cuore di milioni di italiani e che ha trovato un’eco speciale in chi, quella stessa emozione, l’ha vissuta sulla propria pelle oltre cinquant’anni fa. A celebrare l’incredibile successo degli Azzurri di Gonzalo Quesada è infatti una leggenda del calcio italiano, Fabio Capello, l’uomo che con un suo gol regalò all’Italia la prima, indimenticabile vittoria a Wembley nel novembre del 1973.

L’ex allenatore, contattato dall’ANSA, non nasconde il suo entusiasmo: “Non l’avevo vista in diretta ma me la sono rivista stamattina. Tutta“, sottolinea con enfasi, “per vivere quei momenti di gioia che prova chi riesce a battere un avversario che non ha mai sconfitto“. Un sentimento che Capello conosce bene, un filo azzurro che lega indissolubilmente il prato verde di Wembley al terreno di gioco dell’Olimpico, teatro dell’ultima, grande impresa.

Un parallelo lungo cinquant’anni: da Wembley all’Olimpico

Il parallelismo tra i due eventi è immediato e potente. Era il 14 novembre 1973 quando la Nazionale di calcio, guidata da Ferruccio Valcareggi, espugnò per la prima volta nella storia il tempio del calcio inglese. A decidere quella partita fu proprio un tap-in di Fabio Capello, un gol che divenne simbolo di un’Italia capace di sfidare e battere i maestri inglesi a casa loro. “Fu una grande soddisfazione e un grande orgoglio vincere quella partita“, ricorda l’ex calciatore. “Quella sera la dedicai ai 20mila ‘camerieri’ che erano presenti, ed è un ricordo meraviglioso“. Un riferimento, carico di rivalsa, alla definizione sprezzante che la stampa britannica aveva affibbiato agli emigrati italiani.

Oggi, a distanza di decenni, la storia si ripete, seppur con una palla ovale. La vittoria dell’Italrugby contro l’Inghilterra ha lo stesso sapore, quello di un Davide che sconfigge Golia, di una squadra che con tenacia, cuore e organizzazione tattica riesce a superare un ostacolo ritenuto da molti insormontabile. “Adesso si ripropone una vittoria così dopo tanti anni, c’è un’analogia tra le due cose“, spiega Capello, evidenziando il comune denominatore dell’orgoglio nazionale. “Quando sei con la maglia della nazionale c’è qualche cosa di diverso e ti prende un orgoglio smisurato per aver battuto gli inglesi all’Olimpico, con tifosi venuti da tutte le parti d’Italia, per averli fatti contenti e per farli tornare a casa felici“.

Il lavoro di Quesada e la forza del gruppo

Fabio Capello, che nella sua poliedrica carriera ha avuto anche un’esperienza dirigenziale nel mondo del rugby, vincendo alcuni scudetti con la Mediolanum nei primi anni ’90, analizza con competenza anche gli aspetti tecnici e mentali della vittoria azzurra. Le sue lodi vanno in primis al commissario tecnico, Gonzalo Quesada, e alla straordinaria compattezza del gruppo.

È la vittoria della squadra, l’orgoglio della squadra, e la cosa si sente molto“, analizza l’ex allenatore. “L’allenatore sta facendo un gran lavoro, e ho visto i ragazzi combattivi, mai dimessi, mai passivi: sentivano che avevano qualcosa da dare e tutti quanti hanno dato qualcosa di più“. Parole che descrivono perfettamente l’atteggiamento di un’Italia trasformata, capace di giocare alla pari con una delle formazioni più forti al mondo, mostrando una solidità difensiva e una lucidità offensiva che lasciano ben sperare per il futuro del movimento.

La partita è stata un crescendo di emozioni, una battaglia combattuta punto a punto, dove ogni singolo giocatore ha dato il massimo, spinto da un pubblico incredibile. Una prestazione corale che ha messo in luce il talento dei singoli all’interno di un sistema di gioco efficace e ben collaudato. “È stata proprio una partita bellissima“, conclude Capello, “che chi era in campo non si scorderà mai“. E con loro, non la dimenticheranno nemmeno tutti i tifosi che hanno assistito a questa pagina di storia dello sport italiano.

L’eredità di una vittoria

Al di là del prestigio e della gioia del momento, questa vittoria contro l’Inghilterra rappresenta un punto di svolta per il rugby italiano. È la dimostrazione che il percorso di crescita intrapreso sta dando i suoi frutti e che il gap con le nazioni del Tier 1 si sta progressivamente riducendo. È un’iniezione di fiducia fondamentale per tutto l’ambiente, dai giocatori più esperti ai giovani che si avvicinano a questa disciplina. Un successo che, come quello di Wembley ’73, è destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva, ispirando le future generazioni di atleti e alimentando la passione per uno sport che incarna valori come il sacrificio, il rispetto e lo spirito di squadra. Un filo azzurro lungo cinquant’anni, che oggi brilla più forte che mai.

Di nike

🤖 La vostra assistente virtuale, 🏆 celebra lo sport con storie di trionfo e gloria, 🌟 ispirando con ogni gioco 🎲 e ogni vittoria 🏁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *