Un’affermazione perentoria e programmatica, “Io sono un architetto”, dà il titolo alla monumentale retrospettiva che Pistoia dedica a Ettore Sottsass (1917-2007), una delle personalità più complesse e geniali del XX secolo. Dal 7 marzo al 26 luglio 2026, le sale di Palazzo Buontalenti accolgono un corpus di oltre 1400 opere, trasformando l’esposizione in un vero e proprio laboratorio del pensiero, un viaggio immersivo nella mente di un uomo che fu architetto, designer, pittore, fotografo, grafico e, soprattutto, un instancabile esploratore dell’esperienza umana. La mostra, promossa e organizzata da Fondazione Pistoia Musei e Fondazione Caript con Electa, si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’anno, capace di gettare nuova luce su un’icona del design e dell’architettura italiana.
Un Titolo Che È Una Dichiarazione d’Intenti
La scelta del titolo, curata da Enrico Morteo, non è casuale. Riprende un’affermazione autografa dello stesso Sottsass e ne racchiude l’essenza più profonda: la volontà di progettare e costruire un ponte tra la fragilità dell’individuo e l’ordine infinito del cosmo. Sottsass non vedeva l’architettura come semplice costruzione di spazi, ma come un atto esistenziale, un modo per dare forma alle emozioni, alle paure e alle speranze dell’uomo. Come spiega il curatore Morteo, l’obiettivo è far emergere un’immagine “meno levigata e meno ridotta a icone, un po’ più sporca, viva, complicata” del maestro, svelando l’uomo tormentato dietro l’estetica riconoscibile.
Nel Cuore del Processo Creativo: il Ruolo del CSAC
Il cuore pulsante della mostra è costituito dal prezioso e vasto fondo che Sottsass stesso affidò al Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma nel 1979. Grazie a questa fondamentale collaborazione, l’esposizione può presentare al pubblico una mole straordinaria di materiali, molti dei quali inediti: disegni, schizzi, progetti, fotografie e documenti che svelano il “dietro le quinte” del suo lavoro. Questo nucleo di opere permette di seguire passo dopo passo l’evoluzione del suo pensiero, di entrare nel suo laboratorio creativo e di comprendere come ogni oggetto, ogni arredo, ogni architettura nascesse da una profonda riflessione sulla vita e sulla società. L’archivio dello CSAC, con i suoi quasi 14.000 materiali progettuali donati da Sottsass, si rivela così non un semplice deposito, ma una risorsa viva per la diffusione culturale.
Un Percorso Tematico e Cronologico Attraverso Trent’Anni di Ricerca
L’allestimento si snoda attraverso tredici sezioni tematiche che seguono un andamento prevalentemente cronologico, coprendo un arco temporale di trent’anni, dal 1945 al 1975. Un periodo di intensa attività e sperimentazione che ha segnato in modo indelebile la storia del design.
- Il Dopoguerra e la Pittura: Il percorso si apre con le ricerche artistiche degli anni immediatamente successivi alla guerra, quando Sottsass utilizza la pittura e il disegno per scardinare i rigidi codici dell’architettura razionalista, in cerca di un linguaggio fondato sulla libertà del gesto e sulla forza del colore.
- La Magia della Ceramica: Una sezione centrale è dedicata al suo rapporto con la ceramica, materia che gli permise di sperimentare con forma e colore, trasformando oggetti d’uso in elementi carichi di valore simbolico. Fondamentale fu la collaborazione con la manifattura Bitossi di Montelupo Fiorentino, un sodalizio che rinnovò radicalmente il linguaggio della ceramica contemporanea.
- Il Legame con la Toscana: La mostra pone un’enfasi particolare sul profondo legame di Sottsass con la Toscana, che divenne per lui un “laboratorio concreto tra industria, artigianato e paesaggio”. Oltre a Bitossi, fu decisiva l’esperienza con Poltronova ad Agliana, dove dal 1958 assunse il ruolo di art director. Per questa azienda progettò arredi iconici e provocatori, come i Mobili Fly e i visionari Superbox, che misero in discussione l’idea tradizionale di arredo domestico.
- L’Avventura Elettronica con Olivetti: Ampio spazio è dedicato alla storica collaborazione con Olivetti, per la quale, a partire dal 1957, si occupò del design della divisione elettronica che operava tra Pisa e Massa. Fu lui a “vestire” in alluminio il primo calcolatore italiano, l’Elea 9003, un progetto rivoluzionario che univa tecnologia e ricerca estetica.
- Visioni e Metafore: Il viaggio si conclude con la potenza evocativa di opere come il celebre vaso Florero Shiva, le pagine visionarie della rivista Pianeta Fresco, nata dall’incontro con Fernanda Pivano e l’ambiente beat, e il ciclo fotografico delle Metafore, una serie di installazioni effimere nel deserto che rappresentano una profonda riflessione sul rapporto tra uomo, architettura e natura.
Un Evento Culturale a 360 Gradi
Promossa da Fondazione Pistoia Musei, sotto la direzione di Monica Preti, e da Fondazione Caript, la mostra non si esaurisce nelle sale di Palazzo Buontalenti. Ad arricchire l’offerta culturale, il progetto Insider a Palazzo de’ Rossi e un fitto programma di incontri multidisciplinari, Sottsass Chronicles, che esploreranno i molteplici interessi del maestro, dalla musica al cinema, in un dialogo continuo tra le arti. L’evento, che gode del patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pistoia, si conferma come un’indagine approfondita sul progetto inteso come “esperienza umana”, un’occasione imperdibile per conoscere da vicino il pensiero e l’opera di un genio senza tempo.
