Il sipario è calato, improvvisamente, su una delle figure più poliedriche e influenti della cultura cinematografica italiana. Giorgio Gosetti Di Sturmeck si è spento a Roma all’età di 70 anni, stroncato da un infarto nella notte del 6 marzo 2026. Nato a Venezia il 6 febbraio 1956, Gosetti ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama culturale, un’assenza che pesa come un fermo immagine su una carriera vissuta con la passione di un militante e l’eleganza di un intellettuale. Giornalista, critico, saggista, direttore e fondatore di festival, docente universitario: definire Gosetti con un’unica etichetta sarebbe riduttivo, poiché la sua vita è stata un mosaico di competenze e amori, tutti convergenti verso un unico, grande orizzonte: il cinema.

La sua avventura professionale inizia nella sua città natale, Venezia, un legame mai reciso che ha segnato profondamente il suo percorso. Dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma, conseguita con lode, il giovane Gosetti muove i primi passi nel mondo che diventerà la sua casa. Già nel 1979, insieme a Michelangelo Dalto e Carlo di Carlo, fonda ad Conegliano “Antenna Cinema”, un’associazione culturale pionieristica che esplorava i nascenti legami tra cinema e televisione. L’anno successivo, l’incontro con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia segna una svolta: sotto la direzione di Carlo Lizzani, viene incaricato di curare le retrospettive, un ruolo che manterrà con dedizione anche con i successori Gian Luigi Rondi e, soprattutto, Gillo Pontecorvo. Con Pontecorvo, di cui fu vicedirettore dal 1992 al 1996, Gosetti contribuì a edizioni memorabili, caratterizzate da un’apertura al pubblico e a un dialogo fecondo con il mondo giovanile.

L’architetto di festival: dal Noir alle Giornate degli Autori

Se Venezia è stata la culla, la vocazione di Gosetti si è espressa pienamente nella sua capacità di “architetto” di festival, come è stato definito. La sua creatura più amata e riconosciuta è senza dubbio il Courmayeur Noir in Festival, fondato nel 1991. Per oltre due decenni, dal 1993 al 2018, ha trasformato la località valdostana in un punto di riferimento internazionale per il cinema e la letteratura di genere, intuendo la forza narrativa e antropologica del noir come specchio delle inquietudini sociali. Prima ancora, aveva diretto il MystFest di Cattolica, consolidando la sua fama di esperto del genere.

Un’altra intuizione geniale porta la sua firma: la creazione nel 2004 delle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela della Mostra di Venezia, sul modello della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. In qualità di Delegato Generale, ha offerto una vetrina prestigiosa al cinema d’autore più coraggioso e indipendente, lontano dalle logiche commerciali, trasformando un tratto del Lido in un laboratorio permanente di idee e nuovi linguaggi. Questa iniziativa, promossa dalle associazioni dei registi italiani, ha arricchito il festival lagunare, dando voce a talenti emergenti e a cinematografie innovative.

Un impegno a tutto tondo per la cultura

La sua attività non conosceva confini. È stato una delle colonne portanti dell’ANSA, l’agenzia di stampa che considerava la sua “casa”, dove ha iniziato da giovane occupandosi di spettacolo e dove ha continuato a scrivere fino all’ultimo giorno, regalando ai lettori la sua prosa colta e la sua acuta capacità di analisi. Il suo impegno si è esteso anche alla promozione del cinema italiano all’estero, come direttore di Italia Cinema, e alla creazione di una rete solida tra le manifestazioni cinematografiche nazionali, fondando e presiedendo l’AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema).

A Roma, la sua città d’adozione, ha lasciato un’impronta indelebile. Ha partecipato alla nascita della Festa del Cinema e, per anni, è stato l’anima della Casa del Cinema a Villa Borghese, un luogo che sotto la sua direzione è diventato un vivace centro di aggregazione culturale. Parallelamente, non ha mai abbandonato la scrittura saggistica e l’insegnamento. Come docente al corso di Laurea Magistrale del DAMS di Bologna, ha trasmesso a intere generazioni di studenti la sua passione e il suo rigore, insegnando Organizzazione di eventi cinematografici e audiovisivi. Ha pubblicato numerosi saggi su maestri del cinema come Alfred Hitchcock, Luigi Comencini, Sydney Pollack e Marguerite Duras, testimoniando una cultura vasta e una curiosità intellettuale inesauribile.

Intellettuale onesto, curioso e generoso, Giorgio Gosetti era un uomo capace di unire con eleganza la lucidità dell’organizzatore alla passione del critico. Chi lo ha conosciuto ne ricorda i modi gentili, la saggezza e un’ironia intelligente che sostenevano una visione strategica e una profonda umanità. Lascia un’eredità fatta non solo di festival e scritti, ma di idee, di dialogo e della ferma convinzione che il cinema sia, prima di tutto, un luogo di pensiero. Le esequie si sono tenute sabato 7 marzo nella chiesa di Santa Teresa in Corso d’Italia a Roma, dove il mondo del cinema si è stretto per l’ultimo saluto a un grande uomo di cultura.

Di euterpe

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