Milano ha vissuto una seduta a due velocità, caratterizzata da un’apertura promettente presto vanificata da una corrente di vendite che ha trascinato l’indice principale Ftse Mib in rosso. La chiusura si attesta a 44.152,26 punti, con una perdita dell’1,02%, dopo aver toccato un calo anche del 2% nel corso della giornata. Gli scambi, pari a 4,8 miliardi di euro, risultano inferiori alla media delle ultime sedute, segnalando una certa cautela da parte degli investitori. Sul fronte del reddito fisso, si registra un aumento della tensione: il differenziale tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi (lo spread) si è allargato, raggiungendo i 76,1 punti base, un segnale che riflette una maggiore percezione del rischio sul debito italiano.
Fattori macroeconomici e tensioni globali influenzano i mercati
La giornata è stata pesantemente influenzata da un mix di fattori, sia interni che internazionali. Da un lato, le preoccupazioni per un rallentamento economico globale continuano a pesare sul sentiment degli operatori. Dall’altro, le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con un presunto attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, hanno innescato una rotazione settoriale degli investimenti, premiando i comparti legati alla difesa e all’energia e penalizzando i settori più ciclici. Questa dinamica è un classico dei mercati finanziari: in periodi di incertezza, il capitale tende a spostarsi verso asset considerati più sicuri o che possono beneficiare direttamente dalle crisi.
STM affonda sul Ftse Mib, pesa il futuro del settore memorie
La maglia nera della giornata spetta senza dubbio a Stmicroelectronics (STM), che ha chiuso con un pesante tonfo del -5,06%. Il colosso italo-francese dei semiconduttori paga i timori diffusi a livello europeo per un imminente rallentamento della domanda nel cruciale settore delle memorie. Gli analisti guardano con preoccupazione al cambio di tecnologia verso nuovi standard, un passaggio che potrebbe erodere i margini e la visibilità sui ricavi futuri. Diverse case d’affari hanno evidenziato come le previsioni per il prossimo futuro siano al di sotto delle attese, alimentando un’ondata di vendite che ha colpito l’intero comparto tecnologico continentale.
Banche sotto pressione, vendite su tutto il comparto
Giornata difficile anche per il settore bancario, che ha visto prevalere il segno meno su quasi tutti i titoli. L’indice di settore FTSE Italia Banche ha registrato una performance negativa, riflettendo le incertezze generali. Le vendite più consistenti hanno colpito Bper Banca (-3,80%), seguita dalla Popolare di Sondrio (-3,26%), Monte dei Paschi di Siena (-2,74%) e Mediobanca (-2,15%). In rosso anche le due big del listino: Intesa Sanpaolo ha ceduto il -2,09% e Banco Bpm l’1,88%. Più contenuta la perdita per Unicredit, che ha limitato il calo al -1,21%. La debolezza del settore riflette i timori per l’impatto di un possibile rallentamento economico sulla qualità del credito e sulla redditività futura.
I titoli in controtendenza: volano Difesa ed Energia
In un listino dominato dalle vendite, spiccano le performance positive di alcuni titoli, direttamente collegati alle tensioni geopolitiche internazionali.
- Leonardo (+3,39%): Il gruppo dell’aerospazio e della difesa è stato il migliore del Ftse Mib, beneficiando delle aspettative di un aumento della spesa militare globale a seguito della crisi in Medio Oriente.
- Fincantieri (+2,59%): Anche il colosso della cantieristica, attivo nel settore militare, ha attratto gli acquisti degli investitori per le medesime ragioni.
- Eni (+1,51%): Il “cane a sei zampe” ha tratto vantaggio dalla corsa del prezzo del greggio. Le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture dal Medio Oriente hanno spinto al rialzo le quotazioni del petrolio, con un impatto diretto e positivo sui conti delle società energetiche.
Tra gli altri pochi rialzi di giornata si segnalano anche Lottomatica (+1,14%), Moncler (+0,92%), A2a (+0,91%) e Prysmian (+0,51%).
Altri titoli in difficoltà: da Campari a Ferrari
Le vendite non hanno risparmiato altri nomi importanti di Piazza Affari. Campari ha registrato un calo del -2,48%, penalizzata da un report di JPMorgan che ha espresso cautela sul settore europeo delle bevande, citando un possibile rallentamento della domanda. Male anche il settore del lusso e dell’automotive, con Ferrari (-2,11%) e Stellantis (-1,91%) in netto calo. Tra gli altri ribassi significativi si annoverano Buzzi (-3,2%), Tim (-2,69%), Unipol (-1,95%) e Generali (-1,84%).
