L’Etna torna a manifestare la sua imponente attività con un evento esplosivo di tipo impulsivo che nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 4 marzo 2026, ha interessato uno dei suoi crateri sommitali, la Bocca Nuova. Il fenomeno, registrato con precisione dai sistemi di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Etneo di Catania alle ore 13:12 locali, si è esaurito nell’arco di pochi minuti, confermando la natura repentina di queste manifestazioni vulcaniche.

Una nube di cenere e segnali geofisici

L’esplosione ha generato una modesta ma visibile nube di cenere vulcanica, che si è innalzata per circa 1.5 chilometri al di sopra della cima del vulcano. I venti in quota hanno rapidamente disperso il materiale eruttivo in direzione nord-est, causando una leggera e circoscritta ricaduta di cenere nella parte più alta dell’edificio vulcanico. L’evento non ha avuto alcun impatto sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, che ha continuato a funzionare regolarmente.

Dal punto di vista geofisico, l’esplosione è stata accompagnata da segnali chiari e distintivi. La rete sismica dell’INGV ha registrato un transiente di ampiezza superiore alla norma, un segnale sismico breve ma intenso direttamente correlabile all’attività esplosiva. A questo si è associato anche un segnale infrasonico, tipico delle esplosioni vulcaniche, localizzato proprio nell’area della Bocca Nuova, che ha permesso di confermare e caratterizzare ulteriormente il fenomeno.

Nessuna correlazione con il sisma di Ragalna

La giornata odierna era iniziata con un altro evento geologico di rilievo per l’area etnea: una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 registrata alle ore 7:05 con epicentro a Ragalna, sul versante sud-occidentale del vulcano. Il sisma, avvertito distintamente in diverse province della Sicilia orientale, tra cui Catania, Siracusa e Messina, ha causato apprensione e alcuni danni, in particolare nel comune epicentrale.

Tuttavia, i vulcanologi e i sismologi dell’INGV hanno tenuto a precisare con fermezza che non esiste alcuna correlazione scientificamente provata tra l’evento sismico del mattino e l’esplosione impulsiva del pomeriggio. Si tratta di due fenomeni che appartengono a dinamiche geologiche differenti. Il terremoto è legato al movimento delle faglie presenti nel contesto geologico del vulcano, mentre l’esplosione rientra nella normale attività dei crateri sommitali.

La natura imprevedibile delle esplosioni impulsive

Gli esperti dell’INGV spiegano che questo tipo di fenomeni esplosivi, definiti “impulsivi”, sono caratterizzati proprio dalla loro improvvisa manifestazione, senza segnali geofisici precursori che ne possano anticipare l’occorrenza. Rientrano a pieno titolo nella variegata fenomenologia dei crateri sommitali dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. La Bocca Nuova non è nuova a questo tipo di attività; un evento con caratteristiche molto simili si era già verificato il 25 agosto del 2010.

Nelle prime ore della giornata, prima dell’esplosione, gli strumenti dell’Osservatorio Etneo avevano registrato un moderato incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, un parametro che indica l’energia legata al movimento del magma nei condotti interni del vulcano. Tuttavia, al momento dell’esplosione, il tremore si era già riportato su valori medi, con sorgenti localizzate a circa 3 chilometri di profondità, tra i crateri di Nord-Est e la Voragine. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo (GNSS e clinometrica) non hanno rilevato variazioni significative in concomitanza con l’evento.

Un gigante in continuo monitoraggio

L’Etna, con la sua storia eruttiva che si estende per oltre mezzo milione di anni, è uno dei vulcani più studiati e monitorati al mondo. L’attività odierna, seppur spettacolare, rientra nelle dinamiche conosciute del vulcano. L’INGV continua la sua fondamentale opera di sorveglianza 24 ore su 24, analizzando ogni dato per garantire la sicurezza del territorio e della popolazione circostante, fornendo comunicazioni tempestive e precise sull’evoluzione dei fenomeni.

Di veritas

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