Un viaggio visivo nel cuore pulsante dell’arte di Alberto Burri, un’immersione totale nel suo processo creativo e nella sua eredità senza tempo. In occasione del 111° anniversario della sua nascita, la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri rende omaggio al Maestro di Città di Castello con un evento speciale dal titolo emblematico: “Burri. In opera e in esposizione nei video della Rai“. L’appuntamento è fissato per giovedì 12 marzo nella cornice suggestiva degli Ex Seccatoi del Tabacco, luogo simbolo della sua poetica e oggi scrigno di molti suoi capolavori monumentali.

L’iniziativa, nata dalla prestigiosa collaborazione con Rai Umbria, Rai Teche e Rai Cultura, si propone come un’occasione irripetibile per ammirare materiali video in gran parte inediti, sapientemente estratti dagli archivi storici del servizio pubblico. Attraverso un montaggio “a collage”, il pubblico potrà assistere a un racconto per immagini che documenta non solo l’artista in azione, nel pieno del suo gesto creatore, ma ripercorre anche le tappe fondamentali del suo percorso espositivo, con un focus sulle mostre storiche allestite in alcune delle più importanti sedi museali a livello nazionale e internazionale.

La sinergia tra Fondazione Burri e Rai nel segno della cultura territoriale

Questo evento non è soltanto una celebrazione, ma il frutto di una visione condivisa che pone al centro la valorizzazione del patrimonio culturale locale come bene dell’intera nazione. La collaborazione si inserisce, infatti, nel più ampio progetto della Rai “Ripartiamo dai territori“, un programma volto a illuminare le eccellenze che costellano la penisola, rafforzando il legame profondo tra memoria, identità e futuro. Un’operazione dal duplice valore: da un lato, onorare uno dei massimi esponenti dell’arte del Novecento, dall’altro, riaffermare il ruolo cruciale dei territori nella costruzione di una narrazione culturale condivisa.

Giovanni Parapini, Direttore della Sede di Rai Umbria, ha sottolineato l’importanza di questa sinergia: “L’Umbria è terra di grandi figure che hanno segnato la storia, da Francesco d’Assisi a Alberto Burri e a molti altri protagonisti che rappresentano un patrimonio non solo regionale, ma nazionale e internazionale. Raccontare queste eccellenze significa rafforzare il legame tra territorio, memoria e futuro, nel pieno spirito del Servizio Pubblico della Rai“. Un entusiasmo condiviso dal Presidente della Fondazione Burri, lo storico e critico d’arte Bruno Corà, che ha definito l’iniziativa “un momento di grande rilevanza per la valorizzazione e la diffusione dell’opera di Alberto Burri“.

Un’immersione nell’universo di Burri: l’artista e la materia

Nato a Città di Castello il 12 marzo 1915, Alberto Burri è una figura cardine dell’arte del XX secolo, pioniere dell’Arte Informale e maestro indiscusso della “pittura materica”. La sua parabola artistica, iniziata in modo quasi casuale durante la prigionia in un campo texano nella Seconda Guerra Mondiale, ha rivoluzionato il linguaggio pittorico. Abbandonata la professione medica, Burri ha intrapreso un percorso di sperimentazione radicale, utilizzando materiali extra-pittorici e di scarto – sacchi di juta, legni, ferri, plastiche – trasfigurandoli in opere di sublime e drammatica bellezza.

  • I Sacchi, con le loro cuciture e lacerazioni che evocano ferite e cicatrici.
  • Le Combustioni, dove il fuoco diventa strumento creativo e distruttivo al tempo stesso.
  • I Cretti, superfici di caolino e vinavil che, essiccandosi, generano un paesaggio di fratture evocative, come nel celebre e monumentale “Grande Cretto” di Gibellina.
  • I Cellotex, composizioni realizzate su pannelli di un materiale industriale.

Il suo lavoro ha anticipato correnti come l’Arte Povera e il Nuovo Realismo, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’arte e influenzando generazioni di artisti. Le sue opere sono oggi esposte nei più prestigiosi musei del mondo, dal Guggenheim di New York al Centre Pompidou di Parigi, fino alla Tate Gallery di Londra.

Gli Ex Seccatoi del Tabacco: da archeologia industriale a tempio dell’arte

La scelta degli Ex Seccatoi del Tabacco come sede dell’evento è profondamente significativa. Questi imponenti capannoni, costruiti tra gli anni ’50 e ’60 per l’essiccazione del tabacco tropicale, furono dismessi negli anni ’70. Fu lo stesso Burri, nel 1978, a intuirne il potenziale, ottenendone l’uso come laboratorio per la creazione delle sue opere di grande formato. Acquisiti dalla Fondazione nel 1989, questi spazi, dipinti di nero per volere dell’artista, sono stati trasformati in una delle due sedi museali della Collezione Burri, inaugurata nel 1990. Oggi ospitano 128 opere, tra cui cicli pittorici e sculture monumentali, in un allestimento curato dallo stesso Maestro, che testimonia il legame indissolubile tra l’artista, la sua opera e il suo territorio d’origine.

Modalità di partecipazione all’evento

L’evento “Burri. In opera e in esposizione nei video della Rai” si terrà giovedì 12 marzo 2026. Sono previste due proiezioni: una prima alle ore 17:00, accessibile solo su invito, e una seconda alle ore 19:00, per la quale è richiesta la prenotazione obbligatoria. Un’occasione da non perdere per riscoprire, attraverso lo sguardo privilegiato delle telecamere Rai, la potenza, la poesia e la straordinaria modernità di Alberto Burri, artista che ha saputo trasformare la materia in puro linguaggio universale.

Di euterpe

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