Roma – In un contesto internazionale segnato da conflitti e crescenti tensioni geopolitiche, la Uil (Unione Italiana del Lavoro) ha celebrato il suo 76° anniversario con un evento di alto profilo a Roma, intitolato “76 anni di impegno globale: costruttori di pace, difensori di libertà”. L’incontro, tenutosi presso il Teatro Sala Umberto, non è stata una semplice commemorazione, ma una potente cassa di risonanza per le voci dei “sindacati che soffrono”, riaffermando il ruolo del sindacato come attore politico cruciale nella difesa dei diritti umani e nella promozione della pace.

Bombardieri: “La Pace è il Bene Primario, la Guerra Detta le Linee dello Sviluppo”

Ad aprire i lavori è stato il Segretario Generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha immediatamente inquadrato la drammaticità del momento storico attuale. “Questo appuntamento cade in un momento drammatico, dove la guerra detta le linee dello sviluppo”, ha dichiarato Bombardieri. Con parole ferme, ha sottolineato come la Uil abbia scelto di dedicare questa giornata a ricordare l’impegno storico dell’organizzazione a fianco dei sindacalisti che, in varie parti del mondo, rischiano la vita, l’esilio o il carcere per le loro attività.

Il leader della Uil ha lanciato un forte appello per il rispetto del diritto internazionale e il ruolo fondamentale delle Nazioni Unite, pur riconoscendone la necessità di una riforma. “Oggi vogliamo riaffermare un principio: per noi la pace è il bene primario e il diritto internazionale non può essere violato. È quello che ha regolato la pace dalla Seconda Guerra Mondiale in poi e pensiamo che lì sia necessario ritornare”, ha aggiunto, evidenziando come oggi prevalga “la legge del più forte” a discapito di un multilateralismo in crisi.

Le Testimonianze Internazionali: Voci da Ucraina, Bielorussia e Iran

Il cuore dell’evento sono state le toccanti testimonianze di chi vive sulla propria pelle le conseguenze della guerra e della repressione. Sul palco si sono alternate figure di spicco del sindacalismo e dell’attivismo internazionale.

  • Nataliya Levytska, vicepresidente della Confederazione dei sindacati liberi dell’Ucraina (Kvpu), ha descritto le conseguenze devastanti della guerra sul mondo del lavoro nel suo Paese. Molti lavoratori sono al fronte, mentre le garanzie e i diritti sono stati drasticamente ridotti. “La guerra non può giustificare la compressione dei diritti dei lavoratori”, ha affermato, lanciando un appello all’Europa: “Non dimenticateci. Solo la solidarietà vince sui dittatori”.
  • Maksim Pazniakou, presidente in esilio del Congresso dei sindacati democratici della Bielorussia (Bkdp), ha denunciato la brutale repressione del regime di Aljaksandr Lukašėnka. Pazniakou, costretto a lasciare il suo Paese dopo che i sindacati indipendenti sono stati resi illegali e sostituiti da strutture controllate dallo Stato, ha raccontato di arresti, persecuzioni e della carcerazione di decine di attivisti sindacali.
  • Shiva Boroumand, attivista iraniana legata al movimento “Donna, Vita, Libertà”, ha parlato con la voce rotta dall’emozione della lotta del suo popolo per la fine del regime. Ha descritto le proteste nate per rivendicare il diritto di scegliere e di esistere, la repressione violenta e l’immagine straziante delle madri che ballano sulle tombe dei figli uccisi, sfidando i tabù per opporsi all’efferatezza del potere.

All’evento ha partecipato anche Andrea Avveduto dell’associazione Pro Terra Sancta, che si occupa di progetti di sviluppo e aiuto umanitario in Medio Oriente, portando un’ulteriore prospettiva sulle aree di crisi.

Il Ruolo della Diplomazia e il Tramonto della Multilateralità

Un contributo fondamentale al dibattito è arrivato da Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite. L’ambasciatore ha identificato “l’involuzione della multilateralità” come il problema centrale dello scenario globale attuale. Secondo Marrapodi, l’ONU fatica ad agire perché riflette le contraddizioni dei suoi stessi membri e il multilateralismo è stato progressivamente rimpiazzato da un individualismo dove la forza è usata in modo arbitrario. La soluzione, ha concluso, risiede nel rafforzare il diritto internazionale e riformare i meccanismi delle Nazioni Unite, perché, citando Kant, “il diritto non deve adeguarsi alla politica”.

Un Impegno Storico per la Solidarietà

La scelta di dedicare il 76° anniversario a questi temi non è casuale, ma si inserisce in una lunga tradizione di impegno internazionale della Uil. La confederazione guidata da Bombardieri è intervenuta attivamente in diverse crisi globali: dal sostegno alla popolazione ucraina sin dai primi giorni dell’invasione russa, alla denuncia delle violazioni dei diritti umani in Bielorussia, fino alla promozione di una raccolta fondi per la popolazione palestinese di Gaza. Un impegno che, come sottolineato da Bombardieri, si fonda su principi di solidarietà e rispetto per la vita, valori oggi più che mai necessari per “raccontare che c’è un mondo che sta andando alla deriva con le guerre che scoppiano in continuazione, ma anche che c’è una solidarietà fra i popoli, fra i lavoratori e le lavoratrici che ancora vince”.

Di atlante

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