Napoli – Una giornata che doveva essere dedicata al dialogo e al confronto sul futuro di Bagnoli si è trasformata in un teatro di scontro. Momenti di alta tensione hanno caratterizzato la seduta speciale del Consiglio Comunale, convocata presso la sede della Municipalità 10 a Bagnoli per discutere dei lavori legati alla Coppa America. All’esterno dell’edificio, un presidio di circa cento manifestanti, composto da comitati cittadini, residenti e attivisti, è degenerato in tafferugli con le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. Il bilancio è di un poliziotto ferito alla testa e di un manifestante fermato.
La dinamica degli scontri
La tensione è esplosa quando ai manifestanti è stato negato l’accesso alla sala del Consiglio. Un gruppo ha tentato di forzare il cordone di sicurezza, sfondando una prima barriera di agenti e successivamente anche una seconda linea composta da transenne metalliche. Durante questi concitati momenti, un agente di polizia, appartenente al commissariato San Paolo, è stato colpito alla testa, riportando una ferita che ha richiesto l’applicazione di punti di sutura. Le forze dell’ordine hanno proceduto al fermo di uno dei manifestanti, accusato di aver divelto una delle transenne.
Le ragioni della protesta
Al centro della contestazione vi sono le decisioni dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, anche commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli-Coroglio, riguardo ai lavori programmati sul litorale per ospitare l’importante competizione velica. I manifestanti, riuniti sotto la sigla della rete “No Coppa America”, esprimono forti preoccupazioni per l’impatto ambientale e sulla salute dei residenti. I timori principali riguardano la movimentazione dei fondali marini, pesantemente inquinati da decenni di attività industriale dell’ex Italsider, e la gestione delle polveri sollevate dai cantieri.
I comitati cittadini sostengono che gli interventi previsti non garantiranno una reale e completa bonifica dell’area, un’annosa questione che affligge il quartiere da oltre trent’anni. Tra gli slogan esposti sui cartelli si leggevano frasi come “America’s pacco”, “Il popolo non ha il mare…guardino le regate”, “Una colmata di menzogne” e “Bagnoli non è mai stata in vendita, solo un furto poteva portarcela via”. La protesta ha visto anche l’adesione di numerosi commercianti, che hanno abbassato le saracinesche in segno di solidarietà.
La posizione del Sindaco Manfredi
Il sindaco Gaetano Manfredi, presente alla seduta del Consiglio, ha ribadito la sua apertura al dialogo, sottolineando però la necessità di basarsi su “dati tecnici e scientifici” e non sull’ “ideologia”. “Se prevale l’ideologia, per altri 30 anni resta tutto così e io non voglio essere complice di un fallimento”, ha dichiarato il primo cittadino. Manfredi ha assicurato che le operazioni sono costantemente monitorate e che i materiali contaminati provenienti dai dragaggi verranno trasferiti all’estero via mare, senza attraversare il quartiere. Ha inoltre confermato che le strutture temporanee allestite per l’evento velico saranno rimosse al termine della competizione. Il sindaco ha difeso il progetto, evidenziando i benefici che l’evento porterà a Bagnoli e all’intera città, inserendosi in un più ampio piano di rigenerazione che include opere pubbliche come la nuova stazione della metropolitana e la riqualificazione del litorale.
Un quartiere blindato per un dialogo mancato
La giornata, che nelle intenzioni doveva rappresentare un’occasione di confronto, si è svolta in un’atmosfera surreale, con il quartiere di Bagnoli completamente blindato. Decine di agenti, strade bloccate da transenne e camionette hanno presidiato la sede della Municipalità, un’immagine che stride con l’idea di partecipazione democratica. L’accesso alla sala consiliare era rigidamente contingentato, una modalità che i comitati hanno rifiutato, denunciando l’esclusione dei cittadini da un dibattito cruciale per il loro futuro. La protesta, dunque, non si è limitata a contestare il progetto specifico, ma ha messo in luce una profonda sfiducia verso le istituzioni e le modalità con cui vengono prese decisioni di tale portata sul territorio.
