ROMA – In un’atmosfera carica di memoria storica e di riflessione sul progresso sociale, la voce della campionessa olimpica Manuela Di Centa è risuonata con particolare intensità. Durante l’evento “1946-2026 Voto alle donne. La democrazia Italiana compie ottant’anni”, tenutosi presso l’Accademia della Scherma – Casa delle Armi al Foro Italico, l’ex fondista ha condiviso una pagina dolorosa e intima del suo passato, trasformandola in un potente messaggio di speranza per le nuove generazioni. “Faccio parte di quel gruppo di ragazze e ragazzi che, con tanta forza e volontà, hanno dovuto ingurgitare qualche rospo per riuscire ad arrivare agli obiettivi”, ha esordito Di Centa, catturando immediatamente l’attenzione della platea.

La sua testimonianza ha toccato un nervo scoperto, quello della difficile, e un tempo impossibile, scelta tra la maternità e una carriera sportiva ad alti livelli. “Io non potei decidere di avere un figlio e continuare a fare sport, adesso si può fare e questa è stata una vittoria del nostro Paese”. Queste parole, pronunciate con commozione, racchiudono il senso di un’intera generazione di atlete che ha dovuto sacrificare una parte fondamentale della propria vita sull’altare dell’agonismo. Un sacrificio oggi non più richiesto, grazie a battaglie culturali e a un cambiamento di mentalità che lo sport italiano ha finalmente abbracciato.

Un evento per celebrare 80 anni di democrazia e conquiste

L’incontro romano, promosso dalla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e dal Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha celebrato l’ottantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia. Un traguardo storico che ha segnato un passo decisivo per la democrazia e per la piena partecipazione femminile alla vita politica, sociale e culturale del Paese. L’evento ha visto la partecipazione di illustri rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, del mondo accademico, del giornalismo e di icone dello sport italiano, come Deborah Compagnoni e Francesca Lollobrigida, creando un ponte tra passato, presente e futuro.

La commozione e il riferimento a Meloni e Lollobrigida

Nel suo intervento, Manuela Di Centa non ha nascosto la propria emozione, legandola a due momenti specifici della serata. “Stasera mi sono commossa perché le parole della presidente Meloni mi hanno fatta tornare a quel momento in cui a me veniva detto ‘tu non puoi fare quello che vuoi fare'”, ha confessato. Un richiamo potente a un passato di imposizioni e limitazioni, superato oggi anche da figure femminili ai vertici delle istituzioni.

Un altro momento di forte impatto emotivo è stato il riferimento a una scena diventata simbolo delle nuove conquiste: “Quando la nostra Lollobrigida ha abbracciato suo figlio, ho pensato che forse l’aver lottato è servito”. L’immagine di Francesca Lollobrigida, pattinatrice e medagliata olimpica, che celebra le sue vittorie insieme al figlio, rappresenta plasticamente quella “vittoria del Paese” di cui parlava Di Centa. È la dimostrazione che il sacrificio della sua generazione non è stato vano e ha spianato la strada a un futuro in cui le atlete possono essere anche madri, senza dover rinunciare ai propri sogni.

Una vita dedicata al cambiamento

La campionessa, vincitrice di due medaglie d’oro olimpiche a Lillehammer 1994, ha sottolineato l’importanza della determinazione e del sostegno familiare nel suo percorso. “Ho sempre creduto in me stessa, ho avuto una grande famiglia, papà in particolare, che mi ha sempre detto di essere me stessa e questo essere me stessa mi ha portata a tenere duro”. Una forza interiore che, una volta conclusa la carriera agonistica, ha incanalato in un nuovo obiettivo: cambiare il sistema dall’interno.

“Dopo essere stata atleta, ho detto ‘cercherò di cambiare e di far avere alle ragazze, soprattutto le più giovani, quella visione, quella speranza di poter essere sempre quello che vogliono: mamme, figlie, atlete, non atlete, ma quello che desiderano fare loro, non quello che dicono gli altri'”, ha concluso Manuela Di Centa. Un impegno che continua a portare avanti, affinché la libertà di scelta diventi un diritto inalienabile per tutte, nello sport come nella vita, e affinché nessuna donna debba più “ingurgitare rospi” per realizzare le proprie aspirazioni.

Di veritas

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