Un velo di surreale poesia si posa sulla cruda realtà della violenza domestica. All’ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, va in scena dal 4 all’8 marzo “Liberata”, una produzione del Teatro dell’Argine scritta e diretta da Nicola Bonazzi. Ma non si tratta di un semplice spettacolo. La replica di domenica 8 marzo, infatti, si inserisce in un contesto di alto valore sociale e umano: il progetto “Uscire per motivi spettacolari“, un’iniziativa che apre le porte dei teatri ai detenuti, trasformando l’arte in un potente strumento di reintegrazione e speranza.
“Liberata”: un racconto circense di dolore e furore
In una provincia sospesa nel tempo, quattro anime dannate, interpretate da Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Andrea Gadda e Frida Zerbinati, sono costrette a rivivere all’infinito la loro tragica storia. “Liberata” è un racconto feroce e grottesco, uno “spettacolino circense che diverte e inquieta”, mettendo a nudo le dinamiche perverse della violenza che si consuma tra le mura domestiche. La critica ha acclamato lo spettacolo, definendolo “toccante, traumatico e genuino” e “una meraviglia di ritmo e pathos in uno spaccato surreal-fantastico” dai colori forti, coraggioso e pop. Un’opera che, attraverso un linguaggio visionario e potente, scuote le coscienze e costringe alla riflessione su una piaga sociale ancora troppo diffusa.
La regia di Nicola Bonazzi, co-direttore artistico del Teatro dell’Argine e figura di spicco nel panorama teatrale italiano, noto per la sua esplorazione degli aspetti pedagogico-sociali del teatro, guida gli attori in una performance intensa e memorabile. Micaela Casalboni, nel ruolo della protagonista che dà il nome all’opera, è stata definita “encomiabile” per la sua interpretazione.
“Uscire per motivi spettacolari”: quando la cultura abbatte le barriere
La replica dell’8 marzo di “Liberata” assume un significato ancora più profondo grazie all’adesione al progetto “Uscire per motivi spettacolari”. Nato da un’idea dell’attore e artista Alessandro Bergonzoni e promosso dalla Camera Penale di Bologna “Franco Bricola” in collaborazione con l’Osservatorio diritti umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà, il progetto si propone di creare un ponte tra il mondo carcerario e la società civile. L’iniziativa mette a disposizione biglietti gratuiti per i detenuti in permesso premio o ammessi a misure alternative, permettendo loro di assistere a spettacoli teatrali in compagnia di familiari o volontari.
Come ha sottolineato Bergonzoni, “l’uscita non deve essere solo un permesso o un premio, ma un diritto di poter usufruire di teatro, ballo, canto, comicità”. L’obiettivo è quello di “colmare le distanze” tra lo “spazio carcerario” e il “pianeta città”, offrendo un’opportunità di normalità, dignità e arricchimento culturale. Un segnale di fiducia e rigenerazione che coinvolge i principali teatri bolognesi, tra cui il Teatro Comunale, l’Arena del Sole, il Duse, il Celebrazioni e, naturalmente, l’ITC Teatro di San Lazzaro.
Il Teatro dell’Argine: un impegno costante tra arte e sociale
La scelta di “Liberata” per questa iniziativa non è casuale. Il Teatro dell’Argine, fondato nel 1994, ha da sempre unito la produzione artistica a un forte impegno nel tessuto sociale e culturale del territorio. La compagnia, che dal 1998 gestisce l’ITC Teatro, si distingue per i suoi progetti di teatro sociale, interculturale ed educativo, rendendo il teatro uno spazio di incontro, dialogo e crescita. La direzione artistica, condivisa da Nicola Bonazzi, Micaela Casalboni e Andrea Paolucci, persegue una visione del teatro come strumento di indagine della realtà e di trasformazione sociale.
In questo contesto, “Liberata” e l’adesione a “Uscire per motivi spettacolari” rappresentano la coerenza di un percorso artistico e umano che crede nel potere salvifico della cultura. Un potere capace di superare muri, abbattere pregiudizi e offrire, anche a chi ha sbagliato, una possibilità di riscatto attraverso la bellezza e la condivisione di un’esperienza artistica.
