Una secca e “categorica” smentita che apre un solco nelle relazioni tra Madrid e Washington. Con parole inequivocabili, il Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha respinto al mittente le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leawitt, secondo cui la Spagna avrebbe acconsentito a “cooperare con l’esercito degli Stati Uniti” concedendo l’uso delle basi militari congiunte di Morón e Rota. “Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca”, ha tuonato Albares, chiudendo la porta a qualsiasi interpretazione estensiva degli accordi esistenti.
La posizione di Madrid: rispetto degli accordi e sovranità nazionale
Il capo della diplomazia spagnola ha ribadito con fermezza che l’utilizzo delle basi militari in territorio spagnolo è strettamente vincolato all’accordo bilaterale in vigore tra i due Paesi. “C’è un accordo bilaterale e al di fuori del quadro di questo accordo non ci sarà l’uso delle basi”, ha precisato Albares, sottolineando come le infrastrutture di Rota (Cadice) e Morón de la Frontera (Siviglia) siano sotto la sovranità spagnola. Questa posizione, ha spiegato il ministro, implica che qualsiasi operazione militare che esuli da quanto pattuito o non sia avallata da un mandato delle Nazioni Unite non riceverà il via libera di Madrid. Una linea, questa, che il governo guidato da Pedro Sánchez ha mantenuto con coerenza, come dimostra la condanna dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran, definito “ingiustificato, pericoloso e fuori dal perimetro del diritto internazionale”.
Le dichiarazioni della Casa Bianca e il contesto delle tensioni
Le affermazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leawitt, erano giunte a seguito di un duro scontro verbale innescato dal presidente Donald Trump. Quest’ultimo aveva definito la Spagna un “alleato terribile” e minacciato di “bloccare tutti gli scambi commerciali” con Madrid a causa del suo rifiuto di concedere le basi per operazioni contro l’Iran e del mancato aumento della spesa per la difesa al 5% del PIL, come richiesto in ambito NATO. Leawitt aveva sostenuto che Madrid avesse “ascoltato il messaggio di Trump” e avesse infine accettato di cooperare. Una versione dei fatti che, alla luce della smentita di Albares, appare come un tentativo di pressione politica o un grave malinteso diplomatico.
Il governo spagnolo, per bocca del primo ministro Pedro Sánchez, ha replicato con durezza alle minacce, riaffermando la posizione “no alla guerra” e sottolineando che la Spagna non sarà “complice di qualcosa che è dannoso per il mondo” per paura di ritorsioni. La vicepremier Maria Jesus Montero ha rincarato la dose, affermando che “la Spagna non sarà vassalla” di nessun altro Paese.
Le basi di Rota e Morón: un nodo strategico
Le basi di Rota e Morón de la Frontera, in Andalusia, rappresentano da decenni un pilastro della cooperazione militare tra Spagna e Stati Uniti. L’accordo di utilizzo congiunto, che risale al 1953, pur garantendo la presenza di forze statunitensi, ribadisce la sovranità spagnola su tali installazioni. Rota, in particolare, ospita un’importante base navale strategica per le operazioni della Sesta Flotta statunitense nel Mediterraneo e il più grande deposito di armi e carburante d’Europa. La decisione di Madrid di negarne l’uso per operazioni non contemplate dagli accordi evidenzia la volontà di esercitare pienamente la propria sovranità nazionale e di agire in conformità con il diritto internazionale, anche a costo di creare attriti con un alleato storico come gli Stati Uniti.
La ferma presa di posizione del governo Sánchez ha ricevuto la solidarietà di importanti partner europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio europeo António Costa, che hanno assicurato il loro sostegno nel tutelare gli interessi degli stati membri dell’UE. Questo scontro diplomatico, dunque, non solo ridefinisce i contorni dell’alleanza tra Madrid e Washington, ma solleva anche interrogativi più ampi sulla coesione e l’autonomia strategica dell’Europa di fronte alle pressioni internazionali.
