Roma, cuore pulsante del cinema italiano, ha ospitato presso il Cinema Barberini la cerimonia di premiazione dei Nastri d’Argento 2026 dedicati al documentario, un evento che, giunto alla sua 80ª edizione, continua a celebrare l’eccellenza e la vitalità di un genere capace di indagare la realtà con profondità e sensibilità. Il verdetto del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) ha delineato un panorama ricco e variegato, premiando opere che spaziano dal racconto sociale a intimi ritratti biografici, confermando lo stato di grazia del documentario italiano.
Il Nastro dell’Anno e i principali riconoscimenti
Il premio più prestigioso, il Nastro dell’Anno, è stato conferito a Attitudini: Nessuna di Sophie Chiarello. L’opera offre uno sguardo ravvicinato e inedito sul celebre trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, ripercorrendone la carriera e l’inimitabile alchimia artistica e personale. Un viaggio che, come sottolineato dalla critica, diventa metafora di un’amicizia e di un talento che hanno segnato la comicità italiana.
Per la sezione Cinema del Reale, il Nastro d’Argento è andato a Sotto le nuvole del maestro Gianfranco Rosi. Frutto di un lungo lavoro di ricerca alle pendici del Vesuvio, il documentario dipinge un affresco di una Napoli inedita, un mosaico di storie e persone che vivono in un territorio di struggente bellezza e complesse contraddizioni.
Nella categoria Cinema, Spettacolo, Cultura, sono state premiate due opere di grande spessore. Per la sottosezione Cinema, il riconoscimento è andato a Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Il film esplora gli ultimi vent’anni del padre del Neorealismo, un periodo di crisi e rinascita creativa segnato dal suo viaggio in India e dalla fascinazione per il medium televisivo. Per la sottosezione Cultura, il premio è stato assegnato a Ellroy vs L.A. di Francesco Zippel, un’immersione nel rapporto tormentato tra il maestro del noir James Ellroy e la sua città, Los Angeles, fonte inesauribile di traumi e ispirazione letteraria.
Infine, per la selezione speciale dedicata alla Musica, ha trionfato ‘Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco’ di Cristiana Mainardi. Il documentario è un omaggio a uno dei più eclettici e influenti musicisti italiani, ripercorrendone la carriera attraverso preziose testimonianze di artisti come Manuel Agnelli, Ligabue e Mahmood.
I Premi Speciali: Storie di impegno civile e umano
Il SNGCI ha inoltre assegnato tre significativi Premi Speciali, volti a sottolineare il valore umano e sociale di altrettante opere.
- A Toni D’Angelo per Nino. 18 giorni, un ritratto intimo e toccante del padre, l’iconico artista Nino D’Angelo, che ne svela il percorso umano e professionale tra successi e delusioni.
- A Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes per San Damiano, un’opera nata da due anni di immersione nel mondo degli ultimi che gravitano attorno alla stazione Termini di Roma, seguendo in particolare la vita di un senzatetto polacco con il sogno della musica.
- A Filippo Soldi per Quarant’anni senza Giancarlo Siani, un omaggio necessario al giovane cronista de “Il Mattino” assassinato dalla camorra nel 1985, un tributo al coraggio di un giornalismo che non si piega.
Una Menzione Speciale è stata inoltre attribuita a The Madmen Coach di Carlo Liberatori, che racconta la straordinaria storia della prima nazionale senegalese di calcio per persone con problemi di salute mentale, dimostrando la forza dello sport come strumento di inclusione e riscatto.
Il Nastro della Legalità e il valore del ricordo
Già annunciato in precedenza, il Nastro della Legalità è stato assegnato a Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti. Un riconoscimento dal forte valore simbolico, che onora non solo la memoria del giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto, ma anche l’incessante battaglia della sua famiglia per la verità e la giustizia.
I Nastri d’Argento, una produzione del SNGCI realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, si confermano un appuntamento fondamentale per il cinema italiano, un premio che non si limita a celebrare il valore estetico delle opere, ma ne riconosce la capacità di essere uno specchio critico e profondo del nostro tempo.
