Una svolta significativa segna il percorso giudiziario per accertare la verità sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino, ha accolto l’istanza di ricusazione presentata dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti originariamente nominati per l’incidente probatorio. Tale decisione apre un nuovo capitolo nell’inchiesta che vede sette persone indagate per omicidio colposo.
Le ragioni della ricusazione e la nomina del nuovo perito
La richiesta di ricusazione, depositata dal legale della famiglia Caliendo, si fondava su due pilastri principali. In primo luogo, si contestava al professor Rinaldi, ordinario di Cardiochirurgia all’Università di Torino, di essersi già espresso pubblicamente sulla vicenda, minando così la necessaria imparzialità. In secondo luogo, è emersa la sua partecipazione come coautore in una pubblicazione scientifica insieme a uno dei medici indagati. A questi elementi si è aggiunta una nota riservata della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (Sicch), di cui Rinaldi è vicepresidente, nella quale si esprimeva solidarietà ai colleghi del Monaldi coinvolti, una mossa definita dall’avvocato Petruzzi “una scelta di campo” incompatibile con il ruolo di perito. Di fronte a tali contestazioni, il gip ha nominato in sostituzione il professor Ugolino Livi di Udine, permettendo così la prosecuzione delle attività peritali.
L’inchiesta e i punti da chiarire
L’indagine della Procura di Napoli mira a far luce su una catena di eventi che hanno portato al decesso del piccolo Domenico. Il bambino era stato sottoposto a un trapianto il 23 dicembre, ma il cuore, proveniente da Bolzano, è arrivato in sala operatoria danneggiato dal contatto con il ghiaccio secco. Sette sanitari, tra medici e dirigenti dell’ospedale Monaldi, sono iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. L’autopsia e l’incidente probatorio, che si terranno presso il Secondo Policlinico di Napoli, saranno fondamentali per chiarire diversi aspetti cruciali. La famiglia, attraverso il proprio legale, si aspetta risposte precise su questioni dirimenti: si sarebbe potuta percorrere una strada terapeutica alternativa per rendere il piccolo nuovamente trapiantabile? Vi è stata una lesione al ventricolo sinistro dell’organo? E, soprattutto, si vuole chiarezza sull’esatto orario del clampaggio aortico, ovvero se sia avvenuto prima ancora di verificare le condizioni del cuore arrivato da Bolzano.
Le diverse posizioni e le tensioni
La vicenda è caratterizzata da un complesso intreccio di posizioni e responsabilità. Da un lato, la famiglia del piccolo Domenico, rappresentata con determinazione dall’avvocato Petruzzi, chiede “silenzio e decoro invece che difese arraffazzonate e goffe”. La madre del bambino ha espresso “sconcerto” per quanto emerso da un verbale di una riunione aziendale in cui, a pochi giorni dal trapianto, il primario si diceva convinto della bontà dell’intervento. Dall’altro lato, i legali della cardiochirurga responsabile dell’espianto a Bolzano invitano a considerare le responsabilità del personale della sala operatoria altoatesina, che avrebbe fornito il ghiaccio secco al posto del ghiaccio comune. Tuttavia, secondo l’avvocato Petruzzi, la Procura di Napoli non intenderebbe procedere con indagini a Bolzano. Nel frattempo, emergono dettagli su presunte tensioni all’interno del reparto del Monaldi e criticità sistemiche sollevate anche da associazioni come Federconsumatori.
Il dramma umano e la ricerca della verità
Al di là degli aspetti prettamente giudiziari, la morte di Domenico rappresenta un dramma umano che ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Le chat acquisite agli atti dell’inchiesta rivelano momenti di grande tensione e consapevolezza della gravità della situazione in sala operatoria. Mentre l’iter giudiziario prosegue, con i periti che avranno 120 giorni per depositare le loro conclusioni, la famiglia e l’intera comunità attendono che venga fatta piena luce sulla concatenazione di eventi che ha portato a un esito così tragico. I funerali del piccolo Domenico si sono tenuti nel Duomo di Nola, segnando un momento di commosso e composto dolore collettivo.
