Milano – Si è conclusa con un applauso liberatorio e le lacrime di gioia dei genitori la lunga attesa per i circa 200 studenti italiani rimasti bloccati a Dubai. Il volo speciale, decollato da Abu Dhabi, è atterrato in serata all’aeroporto di Milano Malpensa, ponendo fine a giorni di grande preoccupazione seguiti all’improvvisa escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha visto l’Iran lanciare attacchi missilistici anche contro gli Emirati Arabi Uniti. “È stata dura, soprattutto per l’incertezza di non sapere quando saremmo tornati. Ora siamo a casa”, ha raccontato uno dei ragazzi, visibilmente provato ma sollevato, all’arrivo.
I giovani, molti dei quali minorenni, si trovavano nella metropoli emiratina per partecipare a progetti di scambio culturale e simulazioni diplomatiche, come le iniziative del World Student Connection. Si sono ritrovati, loro malgrado, testimoni di un’emergenza internazionale, costretti a rifugiarsi nei piani interrati degli hotel al suono delle sirene d’allarme. “Abbiamo visto lampi nel cielo e sentito esplosioni”, ha ricordato uno studente di un istituto di Torino, descrivendo la paura vissuta durante l’attacco che ha coinvolto anche l’iconica area di Palm Jumeirah.
La macchina dei soccorsi della Farnesina
Sin dalle prime ore della crisi, il Ministero degli Esteri italiano si è attivato per garantire la sicurezza e l’assistenza ai connazionali. Il ministro Antonio Tajani ha annunciato l’istituzione di una ‘Task Force Golfo’, una squadra di cinquanta persone dedicata a rafforzare il lavoro dell’Unità di Crisi e a supportare le ambasciate e i consolati nella regione. “La preoccupazione è per l’alto numero dei civili, soprattutto a Dubai, dove ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola”, aveva dichiarato il vicepremier, confermando la massima attenzione del governo.
L’Ambasciata ad Abu Dhabi e il Consolato a Dubai si sono immediatamente mobilitati per trovare sistemazioni sicure per i gruppi bloccati. Per gli studenti, in particolare, sono state messe a disposizione decine di camere in strutture alberghiere come l’Hotel Le Meridien, garantendo loro la costante supervisione di tutor e docenti. Un’operazione complessa, considerando che nella sola area degli Emirati Arabi Uniti risiedono stabilmente circa 20.000 italiani, a cui si aggiungono migliaia di turisti e viaggiatori d’affari sorpresi dalla repentina chiusura degli spazi aerei.
L’odissea del rientro e le vie di fuga
La paralisi del traffico aereo sull’hub di Dubai, uno dei più trafficati al mondo, ha rappresentato la sfida logistica più grande. L’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione (EASA) aveva raccomandato la sospensione dei voli, lasciando a terra migliaia di passeggeri. Per aggirare il blocco, la Farnesina ha orchestrato un complesso piano di rimpatrio, utilizzando vie alternative. Una delle soluzioni più efficaci è stata l’organizzazione di trasferimenti via terra verso l’Oman. Diversi convogli di autobus, coordinati dalle sedi diplomatiche, hanno trasportato centinaia di italiani da Dubai a Mascate, la capitale omanita, da cui sono stati poi imbarcati su voli speciali diretti in Italia.
Nelle ultime ore, circa 2.500 italiani sono potuti rientrare grazie a questi sforzi, utilizzando sia voli commerciali facilitati dal Ministero sia charter organizzati ad hoc. “Stiamo utilizzando tutti gli aeroporti aperti e tutti i voli possibili”, ha assicurato il ministro Tajani, confermando che l’operazione di rimpatrio proseguirà nei prossimi giorni per riportare a casa tutti coloro che desiderano lasciare la regione.
Testimonianze dalla crisi: paura e fiducia
Oltre agli studenti, numerosi altri italiani hanno vissuto ore di forte tensione. Tra le persone rimaste bloccate figurava anche il questore di Roma, Roberto Massucci, in viaggio per motivi personali. Imprenditori e residenti hanno descritto un’atmosfera surreale. “Abito nella torre accanto a quella colpita. Fortunatamente non mi trovavo lì al momento dell’impatto”, ha raccontato una corrispondente italiana da Abu Dhabi, testimoniando l’alta tensione ma anche “la fiducia che tutto si risolva al più presto”.
La crisi ha avuto ripercussioni ben oltre i confini degli Emirati, bloccando turisti diretti in altre destinazioni come le Maldive, che utilizzano Dubai come scalo. Mentre la situazione geopolitica rimane fluida, l’impegno della diplomazia italiana continua per assicurare che ogni connazionale possa tornare a casa in sicurezza.
