Il palco del Festival di Sanremo, da sempre specchio fedele delle dinamiche più accese della musica italiana, è tornato a essere teatro di un nuovo capitolo nella saga che vede protagonisti Gianluca Grignani e Laura Pausini. Una frase, apparentemente innocua ma carica di sottintesi, pronunciata dal cantautore milanese, ha riacceso i riflettori su una tensione mai del tutto sopita, riportando a galla mesi di polemiche, scambi social e questioni legali.
La frecciata dal palco dell’Ariston
Durante la serata dedicata alle cover di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio, Gianluca Grignani si è esibito in duetto con il rapper Luchè sulle note del suo celebre brano “Falco a metà”. Al termine della performance, ricevendo il tradizionale mazzo di fiori dal direttore artistico Carlo Conti, Grignani ha colto l’occasione per lanciare una stoccata velata ma inequivocabile: “C’è anche il numero della Laura Pausini? Così la posso chiamare”. Una battuta che ha immediatamente fatto il giro del web e delle redazioni giornalistiche, poiché Laura Pausini, che aveva presentato il duetto poco prima, non era presente sul palco in quel momento. Un’assenza notata che ha alimentato ulteriormente le speculazioni.
Le radici del dissidio: la cover contesa
Per comprendere appieno la portata della frase di Grignani, è necessario fare un passo indietro all’estate del 2025. La polemica tra i due artisti è nata a causa della decisione di Laura Pausini di includere una cover de “La mia storia tra le dita”, uno dei brani più iconici di Grignani, nel suo nuovo album di cover “Io canto 2”. Il cantautore milanese aveva contestato alla collega di aver reinterpretato la sua canzone senza la dovuta autorizzazione e, soprattutto, senza citarlo esplicitamente nell’annuncio iniziale sui social media.
Grignani aveva espresso il suo disappunto attraverso i social, sottolineando la paternità del brano e lamentando la presunta cancellazione di alcuni suoi commenti sotto il post della Pausini. La questione non si è limitata a un semplice malinteso mediatico. Il cantautore, insieme all’altro autore del brano Massimo Luca, ha lamentato modifiche al testo originale, soprattutto nelle versioni in lingua straniera (spagnolo, portoghese e francese), che a suo dire ne avrebbero “stravolto il senso”. Questo ha portato Grignani a dare mandato ai propri legali di tutelare l’integrità dell’opera, arrivando a una formale diffida.
La replica di Laura Pausini e la battaglia legale
Dal canto suo, Laura Pausini ha sempre sostenuto di aver agito nel pieno rispetto delle regole, affermando che Grignani fosse a conoscenza del progetto fin da febbraio e che tutte le autorizzazioni necessarie erano state ottenute. La cantante si è detta ferita dalla polemica, percependo una mancanza di rispetto nei suoi confronti. La controversia legale si è poi conclusa nel novembre 2025 con un accordo che ha permesso alla versione di Laura Pausini di rimanere sul mercato e di essere inclusa nell’album “Io canto 2”. Tuttavia, è interessante notare che nell’edizione italiana dell’album, la canzone è presente solo nella versione in lingua portoghese.
La risposta post-Sanremo
La provocazione di Grignani a Sanremo non è rimasta senza risposta. Interpellata in conferenza stampa il giorno successivo, Laura Pausini ha replicato con pacatezza ma fermezza: “Gianluca Grignani ha il mio numero di telefono, non l’ho mai cambiato. Aspetto quello che vuole, sono qua. Faccio la cantante, canto canzoni, cerco di fare del mio meglio”. Una dichiarazione che sembra voler chiudere la polemica, rimandando la questione a un dialogo privato, lontano dai riflettori che hanno alimentato la vicenda per mesi.
Un rapporto complesso tra stima e tensione
La vicenda tra Gianluca Grignani e Laura Pausini è l’emblema di come, nel mondo della musica, i rapporti tra artisti possano essere complessi e sfaccettati. Da un lato, la stima reciproca, più volte dichiarata da entrambi. Dall’altro, le incomprensioni, le questioni legate al diritto d’autore e la sensibilità artistica che possono facilmente sfociare in tensioni mediatiche. Il palco di Sanremo, ancora una volta, ha amplificato una dinamica personale, trasformandola in un argomento di dibattito pubblico e confermando come le ruggini tra i due artisti siano, evidentemente, tutt’altro che archiviate.
