La campagna referendaria per la riforma costituzionale sulla giustizia, che chiamerà gli italiani alle urne il 22 e 23 marzo, entra nel vivo. A tre settimane dal voto, i comitati e i partiti politici intensificano gli sforzi per convincere un elettorato ancora in parte indeciso, in un clima di crescente polarizzazione. La consultazione, essendo un referendum confermativo, non richiederà il raggiungimento del quorum: l’esito sarà determinato dalla maggioranza dei voti validi espressi, indipendentemente dall’affluenza.
Il Fronte del “No” si Compatta: Grande Attesa per la Manifestazione a Roma
Il fronte del “no” si prepara a una prova di forza con una grande manifestazione in piazza a Roma. A lanciare l’appuntamento è il comitato “Società civile per il no”, presieduto da Giovanni Bachelet, che fin dal 10 gennaio ha dato il via alla sua campagna. L’evento, previsto per il 18 o 19 marzo, vedrà la partecipazione di leader politici di primo piano come Elly Schlein (PD), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Angelo Bonelli (Europa Verde). È attesa anche la possibile presenza del segretario della CGIL, Maurizio Landini, a testimonianza di un’ampia mobilitazione che unisce forze politiche, sindacali e associative. L’invito è stato esteso anche ad altri importanti comitati per il “no”, come “Giusto dire no”, “Avvocati per il no” e “15 per il no”, con l’obiettivo di presentare un fronte unito e compatto.
Parallelamente, altre iniziative animano il campo dei contrari alla riforma. Il 7 marzo è stata indetta una giornata di mobilitazione straordinaria in tutto il Paese, mentre per il 14 marzo è prevista un’altra manifestazione nazionale a Roma, promossa da un’ampia coalizione di movimenti sociali che si riconoscono nel “Comitato nazionale per il NO sociale”. Queste mobilitazioni mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che, a detta dei promotori, la riforma comporterebbe per l’equilibrio dei poteri e l’autonomia della magistratura.
Le Strategie del “Sì” e le Mosse del Centrodestra
Sul versante del “sì”, i partiti di centrodestra e i comitati promotori, come “Sì Riforma” e “Sì separa” della Fondazione Einaudi, sono pronti a intensificare la campagna. La convinzione è che le ultime settimane saranno decisive per orientare il voto degli indecisi. L’attenzione è puntata soprattutto sulle mosse di Fratelli d’Italia, che finora ha affidato la sua campagna alla presenza sul territorio del Guardasigilli Carlo Nordio e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Si attende una possibile partecipazione della premier Giorgia Meloni a un evento di partito a Milano il 12 marzo.
Forza Italia e Lega si preparano a mobilitare i propri elettori con “gazebate” e una forte presenza mediatica. Il leader della Lega, Matteo Salvini, è atteso in prima persona a Milano. Al momento, tuttavia, sembra prevalere una strategia di campagna “ognuno per sé”, con l’ipotesi di un palco comune dei leader del centrodestra che appare sempre più remota. Intanto, si moltiplicano gli eventi e le maratone oratorie, come quella dei 50 magistrati a favore della riforma e il presidio davanti alla Corte di Cassazione, per illustrare le ragioni di una riforma definita “storica” e necessaria per una giustizia più moderna ed efficiente.
Sondaggi Discordanti e l’Incognita dell’Affluenza
Il quadro che emerge dagli ultimi sondaggi è tutt’altro che definito e riflette la profonda divisione del Paese. Le rilevazioni mostrano dati contrastanti, alimentando l’incertezza sull’esito finale. Secondo l’Istituto Piepoli, con un’affluenza stimata al 45%, il “sì” prevarrebbe con il 54% contro il 46% del “no”. Di parere opposto Youtrend, che in uno scenario di bassa affluenza (46%) vede il “no” in vantaggio al 53,1%, mentre in caso di affluenza più alta (55,4%) i due fronti sarebbero appaiati al 50%. Un dato comune a diverse rilevazioni è la crescita del “no” nelle ultime settimane, un trend che impensierisce la maggioranza di governo. L’affluenza alle urne si conferma quindi come una delle variabili cruciali che potrebbero determinare la vittoria di uno dei due schieramenti.
Tensioni e Polemiche: lo Scontro si Accende anche in TV e nei Tribunali
La campagna elettorale si infiamma anche sul piano mediatico e istituzionale. Grande attesa per le tribune politiche del 20 marzo in prima serata sulla Rai, che vedranno confrontarsi le prime linee dei principali partiti: FdI contro Pd, Lega contro M5S e Forza Italia contro Avs. Non mancano le polemiche, come quella sollevata dai comitati per il “sì” riguardo a manifesti per il “no” affissi nei corridoi del Tribunale di Reggio Calabria, un’iniziativa definita “vergognosa”. L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha replicato parlando di “strumentale stigmatizzazione” e sottolineando la presenza anche di manifesti per il “sì”. A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri, che hanno suscitato la reazione stizzita dei sostenitori della riforma e la sfida dello stesso magistrato, che attende la querela annunciata da Salvini e la perizia richiesta da Nordio. Un clima rovente che preannuncia tre settimane di intensa battaglia politica prima del verdetto delle urne.
