Roma – L’aula di Palazzo Madama ha dato il suo via libera definitivo al decreto Milleproroghe. Con la votazione della fiducia richiesta dal Governo, il provvedimento è stato convertito in legge con 98 voti favorevoli, 54 contrari e un astenuto. Si conclude così l’iter parlamentare di un decreto cruciale che interviene su una molteplicità di settori, introducendo proroghe e novità normative destinate a impattare la vita di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Un provvedimento omnibus: le principali misure
Il decreto Milleproroghe, come da sua natura, è un contenitore di interventi eterogenei. L’obiettivo primario è quello di “garantire la continuità dell’azione amministrativa” e “adottare misure organizzative essenziali per l’efficienza“, come sottolineato dal senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio. Vediamo nel dettaglio le principali aree di intervento.
Sanità: scudo penale, medici fino a 72 anni e ricetta elettronica
Il comparto della sanità è uno dei più interessati dalle nuove norme. Tra le misure più significative spicca la proroga fino al 31 dicembre 2026 dello “scudo penale” per gli esercenti le professioni sanitarie. Questa disposizione limita la responsabilità penale per omicidio colposo e lesioni personali colpose ai soli casi di colpa grave, specialmente in contesti di grave carenza di personale.
Per far fronte alla persistente carenza di organico, il decreto estende anche al 2026 la possibilità per i medici ospedalieri di rimanere in servizio volontariamente fino a 72 anni o di essere richiamati se già in pensione. Una misura che, tuttavia, non si applica agli incarichi apicali e ai docenti universitari.
Un’importante novità riguarda la digitalizzazione: la ricetta medica dematerializzata diventa strutturale, eliminando la necessità di future proroghe e consolidando una pratica ormai diffusa. Viene inoltre rifinanziato con 10 milioni di euro il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e stanziati 45 milioni per il 2026 e 9 per il 2027 per l’assistenza sanitaria ai profughi ucraini.
Agricoltura e Ambiente: sostegno al settore primario
Anche il settore agricolo beneficia di diverse proroghe mirate. Viene posticipata la scadenza per la revisione delle macchine agricole, una misura che interessa circa due milioni di trattori. Inoltre, si estende fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per le regioni di autorizzare il riutilizzo a scopi irrigui delle acque reflue depurate.
Altre disposizioni riguardano la gestione della peste suina africana, con l’estensione della durata dell’incarico del Commissario straordinario, e la proroga di un anno per le attività dei veterinari legate alla sorveglianza e alla sanità animale.
Economia, Fisco e Imprese
Sul fronte economico e fiscale, il Milleproroghe interviene su più fronti. Tra le misure di rilievo:
- Proroga del divieto di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari.
- Estensione delle misure di sostegno per le imprese esportatrici colpite dalle conseguenze del conflitto in Ucraina.
- Rinvio al 1° gennaio 2027 dell’operatività dei nuovi testi unici tributari previsti dalla delega fiscale.
- Conferma dello stop all’aumento delle multe stradali, bloccando fino al 2027 l’adeguamento automatico all’inflazione.
Viene inoltre prorogato il termine per le delibere sulla TARI, offrendo un salvagente ai comuni in ritardo.
Pubblica Amministrazione, Cultura e Altri Settori
Il decreto tocca anche la Pubblica Amministrazione, prorogando le convenzioni per i lavoratori socialmente utili e la validità di alcune procedure concorsuali. Nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, si estendono i termini per gli interventi legati al PNRR e al PNC e si prolunga il divieto di circolazione per alcuni veicoli Euro 2 adibiti al trasporto pubblico locale.
Per quanto riguarda la cultura, vengono prorogate le misure a tutela del patrimonio culturale colpito da eventi sismici e il regime semplificato per gli spettacoli dal vivo.
Il dibattito politico e le proposte escluse
L’approvazione del decreto non è avvenuta senza dibattito. Il ricorso alla fiducia da parte del Governo ha accelerato i tempi, data la scadenza per la conversione in legge fissata per il primo marzo. Questa procedura ha di fatto impedito l’esame dei 378 emendamenti presentati in Senato.
Dal provvedimento sono rimaste escluse alcune misure richieste da diverse forze politiche, come la proroga del credito d’imposta sulla carta per le imprese editrici e la cosiddetta “Opzione donna” per il sistema pensionistico. Non ha trovato spazio neanche una mini-riapertura della “rottamazione-quinquies”.
