Milano – Un ponte solido gettato tra le aule scolastiche e le eccellenze manifatturiere del Made in Italy, con lo sguardo rivolto al futuro globale e alle sfide dell’innovazione. È questa l’essenza del nuovo Protocollo d’Intesa 2026, siglato nella prestigiosa cornice della Fiera Milano, in occasione dell’apertura di manifestazioni di calibro internazionale come Micam e Mipel. L’accordo, firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, insieme ai vertici di Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, segna una svolta epocale nel dialogo tra il sistema educativo e la filiera produttiva, con l’obiettivo di plasmare i talenti di domani e garantire la competitività di un settore strategico per l’economia nazionale.

Una Visione Sistemica per Superare la Logica Settoriale

L’intesa del 2026 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al precedente accordo del 2021. Si abbandona una logica puramente settoriale per abbracciare una visione sistemica, in cui scuola, formazione tecnica superiore (ITS Academy) e mondo delle imprese non sono più entità separate, ma partner che collaborano in modo strutturato. L’obiettivo dichiarato è quello di “rafforzare il raccordo tra sistema educativo e filiera produttiva della moda, al fine di valorizzare i talenti, sostenere l’orientamento e favorire l’occupabilità dei giovani”, come spiegato durante la presentazione. Questo approccio integrato mira a costruire competenze, innovazione e opportunità di lavoro lungo l’intera catena del valore tecnico-professionale.

Il Ministro Valditara ha sottolineato la portata “rivoluzionaria” dell’accordo, affermando: “Veniamo da un lungo periodo in cui la cultura di base veniva preferita rispetto alla preparazione tecnica. Tanto che oggi le imprese non trovano personale qualificato per affrontare le nuove sfide imposte dal progresso tecnologico. Dobbiamo dire senza vergogna che la formazione si fa anche nel mondo dell’impresa. È una grande svolta culturale.” Questa dichiarazione evidenzia un cambio di paradigma fondamentale, volto a ridare dignità e valore all’intelligenza manuale e alle competenze tecniche, essenziali per un settore che vale 90 miliardi di euro e impiega circa un milione di persone.

Internazionalizzazione: Una Nuova Frontiera per i Talenti

Una delle novità più dirompenti del Protocollo 2026 è la sua inedita dimensione internazionale. Per la prima volta, si prevedono azioni concrete per favorire la formazione di giovani provenienti da Paesi extra-UE direttamente nei loro territori d’origine. Questi percorsi formativi sono pensati per creare un bacino di talenti qualificati che, in un secondo momento, potrebbero essere inseriti con successo nel mercato del lavoro italiano, rispondendo così alla crescente domanda di professionalità specializzate e affrontando il tema del ricambio generazionale.

Il Ruolo Centrale delle Imprese nella Co-Progettazione Formativa

Il nuovo accordo ridefinisce radicalmente il ruolo delle aziende. Se nel 2021 la loro partecipazione era prevalentemente legata al supporto formativo e all’organizzazione di stage, oggi diventano partner strutturali e co-protagonisti del sistema educativo. Attraverso le associazioni di categoria, le imprese saranno direttamente coinvolte in diverse fasi cruciali:

  • Co-progettazione dei curricula: I piani di studio saranno sviluppati in sinergia per garantire che le competenze insegnate siano allineate alle reali esigenze del mercato.
  • Definizione delle competenze professionali: Le aziende contribuiranno a identificare i profili professionali del futuro.
  • Aggiornamento dei docenti: Saranno previsti percorsi di formazione per i docenti, per mantenerli aggiornati sulle ultime tecnologie e pratiche del settore.
  • Certificazione delle competenze: Un coinvolgimento diretto nella valutazione e certificazione delle abilità acquisite dagli studenti.

Questo partenariato istituzionalizzato tra scuola e impresa è un passo decisivo per potenziare l’innovazione, le competenze trasversali e, in ultima analisi, l’occupabilità dei giovani diplomati e specializzati.

Innovazione, Sostenibilità e un Quadro Normativo Aggiornato

Il Protocollo 2026 non guarda solo all’organizzazione, ma anche ai contenuti della formazione. L’accordo introduce temi di frontiera come l’intelligenza artificiale, le tecnologie digitali, la sicurezza informatica e la protezione dei dati. Viene inoltre inserito un esplicito riferimento all’Agenda 2030 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile, a testimonianza dell’impegno del settore verso una transizione ecologica e responsabile.

L’intesa si inserisce in un quadro legislativo e organizzativo rinnovato, che include la definizione del Sistema degli ITS, la riforma dell’esame di Stato e la riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A coordinare le azioni previste sarà la nuova Direzione Generale per l’Istruzione tecnica, professionale e la formazione tecnica superiore, istituita per migliorare l’efficienza e la gestione delle politiche educative.

Le Voci dei Protagonisti

Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha definito la firma “un investimento strategico sul futuro dell’industria della moda nel nostro Paese”, un impegno concreto “per tutelare, innovandolo, il patrimonio manifatturiero che rende il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”.

Gli fa eco Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, che ha ribadito come la moda italiana sia “soprattutto manifattura, competenze, occupazione”. Ha poi aggiunto: “Senza nuove competenze e senza un adeguato ricambio generazionale, tutto questo rischia di disperdersi. Con questo Protocollo, riaffermiamo l’impegno del nostro settore verso la crescita del Paese, la valorizzazione del capitale umano e la costruzione di un futuro solido e sostenibile per le nuove generazioni”.

L’obiettivo finale, come sintetizzato efficacemente, è trasferire alle nuove generazioni non solo il “bello e ben fatto”, ma anche il “bello e ben formato”, assicurando che l’inestimabile patrimonio del Made in Italy continui a prosperare e a essere un modello di eccellenza ammirato in tutto il mondo.

Di euterpe

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