ASSISI – Un fiume silenzioso e commosso di fedeli attraversa da giorni il cuore spirituale dell’Umbria. Ad Assisi è in corso un evento destinato a rimanere impresso nella storia della cristianità: la prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco, a 800 anni dalla sua morte. Dal 22 febbraio e fino al 22 marzo 2026, i resti del “Poverello d’Assisi”, solitamente custoditi nella cripta, sono visibili a tutti in una teca di cristallo collocata davanti all’altare papale nella Basilica Inferiore. Un’occasione unica che ha già registrato quasi 400.000 prenotazioni, con una previsione di afflusso che potrebbe raggiungere le 700.000 persone.
Un’emozione universale che attraversa i secoli
Fin dalle prime ore del mattino del giorno inaugurale, un’ordinata processione di pellegrini ha iniziato il suo cammino verso la Basilica. “L’emozione è altissima, i fedeli sentono vicina la presenza di Francesco”, ha raccontato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio Comunicazioni del Sacro Convento, testimone diretto della profonda commozione che pervade ogni visitatore. Gesti semplici e carichi di significato si susseguono davanti alla teca: un segno della croce, una preghiera sussurrata, mani giunte o semplicemente uno sguardo silenzioso verso quel corpo minuto, di circa 139 cm, che ha cambiato la storia. “Non sono solo ossa, si percepisce una presenza viva”, è la testimonianza ricorrente tra i fedeli, molti dei quali giunti da lontanissimo, dagli Stati Uniti al Brasile, dalla Croazia all’Indonesia.
L’idea di questa storica ostensione, nata nel 2023 dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, e benedetta da Papa Francesco, vuole essere un’esperienza spirituale profonda. Non una semplice esposizione di reliquie, ma un invito a un incontro intimo con la figura e il messaggio del Santo, definito “alter Christus” per la sua capacità di essere immagine vivente del Vangelo. L’atmosfera che si respira è di un raccoglimento quasi surreale: niente cellulari, né selfie, solo il silenzio composto e la spiritualità di un momento irripetibile.
Una macchina organizzativa imponente
La gestione di un afflusso così straordinario ha richiesto un’organizzazione meticolosa. Per garantire sicurezza e ordine, è stato allestito un grande hub di accoglienza nella piazza inferiore, dove i pellegrini vengono smistati prima di accedere ai controlli con metal detector. Un imponente schieramento di oltre 400 volontari e 90 frati lavora incessantemente per assicurare che l’esperienza di ogni fedele si svolga in un clima di serenità. L’accesso, gratuito ma con prenotazione obbligatoria, avviene tramite percorsi definiti che guidano i visitatori in un cammino anche spirituale, con pannelli che raccontano il recupero avventuroso del corpo del Santo e la possibilità di confessarsi. Nella prima giornata, il flusso ha raggiunto una media di 1.500 persone all’ora, per un totale di circa 18.000 presenze.
Le celebrazioni e il coinvolgimento istituzionale
L’evento non ha solo una dimensione devozionale, ma anche un forte carattere istituzionale e culturale. La giornata inaugurale ha visto, nella Basilica Superiore, la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. Alla messa hanno partecipato numerose autorità civili e religiose, tra cui la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Proprio la Regione ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento consegnando al Sacro Convento la legge regionale n. 1 del 2026, strumento legislativo a sostegno delle celebrazioni per l’ottocentenario francescano, un atto definito “profondamente simbolico” che ha unito la politica in un raro momento di coesione.
L’ostensione si inserisce in un più ampio programma di iniziative del “Giubileo francescano”, sostenuto anche dal Comitato nazionale per le celebrazioni presieduto dal poeta Davide Rondoni, che trasformerà Assisi per un mese nel centro mondiale della preghiera e della riflessione sull’eredità di San Francesco, una figura che trascende i confini della fede cattolica per parlare a tutti come pioniere dell’ecologismo e simbolo universale di pace.
