Torino – Il dado è tratto in casa granata. Con una mossa decisa e rapida, il presidente Urbano Cairo ha scelto di affidare le sorti della squadra a Roberto D’Aversa. L’allenatore abruzzese, nato a Stoccarda, ha firmato un contratto che lo legherà al club piemontese fino al 30 giugno 2026, con un incarico ben preciso: condurre il Torino alla salvezza. La decisione è maturata all’indomani della pesante sconfitta per 3-0 subita contro il Genoa, un risultato che ha fatto precipitare i granata in una posizione di classifica sempre più preoccupante.
La fine dell’era Baroni e l’arrivo di D’Aversa
L’avventura di Marco Baroni sulla panchina del Torino si è conclusa dopo 26 giornate di campionato. Il tecnico è stato sollevato dall’incarico dopo aver raccolto 27 punti, un bottino che ha lasciato la squadra a soli sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Fatale è stata l’ultima prestazione contro il Genoa, che ha convinto la dirigenza della necessità di una svolta immediata. La scelta è ricaduta su Roberto D’Aversa, un allenatore esperto in lotte per non retrocedere e reduce dalle esperienze con Lecce ed Empoli. Il nuovo tecnico è arrivato in serata a Torino e martedì dirigerà il suo primo allenamento al Filadelfia, in vista dell’imminente e delicato esordio.
Obiettivo Salvezza: la sfida di D’Aversa
La missione affidata a D’Aversa è chiara e non ammette repliche: mantenere il Torino in Serie A. Il tecnico si troverà a gestire una squadra che occupa attualmente il quindicesimo posto in classifica. Il debutto è di quelli che fanno tremare i polsi: domenica alle 18, allo stadio Olimpico Grande Torino, arriverà la Lazio, una sfida complessa contro una delle big del campionato. Sarà un battesimo di fuoco per D’Aversa, che dovrà da subito cercare di infondere fiducia e nuove idee tattiche a un gruppo apparso in difficoltà nelle ultime uscite.
Chi è Roberto D’Aversa: un profilo tra campo e panchina
Nato in Germania il 12 agosto 1975, Roberto D’Aversa ha avuto una solida carriera da centrocampista, militando in diverse squadre tra Serie A e Serie B, tra cui Milan (con cui ha firmato il primo contratto da professionista), Siena, Sampdoria e Pescara. Appese le scarpette al chiodo, ha intrapreso la carriera da allenatore nel 2014 alla Virtus Lanciano. La sua consacrazione arriva sulla panchina del Parma, dove ottiene una storica doppia promozione dalla Serie C alla Serie A. Le sue esperienze successive lo hanno visto alla guida di Sampdoria, Lecce ed Empoli, sempre in massima serie, consolidando la sua fama di tecnico preparato e abile nel gestire situazioni complicate.
Il suo modulo di riferimento è spesso stato il 4-3-3, ma in carriera ha dimostrato flessibilità, adattando lo schieramento alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Ora, sulla panchina del Torino, D’Aversa è chiamato a una nuova, difficile impresa, la ventitreesima gestione tecnica diversa nei vent’anni della presidenza Cairo.
Le prime parole e le aspettative della piazza
Nella conferenza stampa di presentazione, il presidente Cairo ha espresso la sua stima per il nuovo tecnico: “L’ho sempre apprezzato”. D’Aversa, dal canto suo, si è detto “orgoglioso di essere qui”, consapevole delle difficoltà ma anche del potenziale della piazza granata. Ha inoltre lanciato un appello ai tifosi, il cui supporto sarà fondamentale in questo finale di stagione incandescente: “Abbiamo bisogno dei tifosi”. La tifoseria, delusa dall’andamento della stagione, si aspetta una reazione immediata e una squadra che lotti con il coltello tra i denti in ogni partita per conquistare la permanenza nella massima serie.
