Il sipario si alza sulla 33ª edizione di uno dei riconoscimenti più attesi e significativi del panorama letterario italiano: il Premio Letterario Giuseppe Berto. Dedicato a scoprire e valorizzare le nuove voci della narrativa, il premio si conferma un trampolino di lancio fondamentale per gli autori esordienti, in linea con lo spirito dello stesso Berto, che si batté sempre per sostenere i giovani talenti. L’edizione del 2026 assume un fascino particolare, poiché la cerimonia di premiazione si terrà in un luogo carico di memoria e ispirazione: il giardino di Casa Berto a Capo Vaticano, in provincia di Vibo Valentia, sabato 5 settembre.
Questo lembo di Calabria non fu solo un rifugio per lo scrittore, ma il luogo dove concepì e scrisse alcuni dei suoi capolavori, tra cui “Il male oscuro”. Il Premio, infatti, celebra il suo legame indissolubile con due terre, alternando la sede della premiazione tra Mogliano Veneto (Treviso), città natale di Berto, e Ricadi (Capo Vaticano), sua dimora d’elezione dove oggi riposa. Questa dualità geografica rispecchia le radici e l’anima di un autore che ha saputo narrare le inquietudini dell’uomo moderno con uno stile unico e anticonformista.
Una Giuria d’Eccellenza per Scovare i Talenti di Domani
A guidare la selezione delle opere sarà una giuria di altissimo profilo, confermata integralmente dalla precedente edizione. La presidenza è affidata a Emanuele Trevi, autorevole critico letterario e vincitore del Premio Strega nel 2021. Al suo fianco, figure di spicco della letteratura e della critica italiana: la scrittrice Silvia Avallone, il giornalista e critico Luigi Mascheroni, la scrittrice Elena Stancanelli, che fu lei stessa vincitrice del Premio Berto nel 1998, e Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Padova. Un comitato di esperti che garantisce competenza e sensibilità nella difficile opera di individuare opere prime capaci di distinguersi per “assoluta originalità di forma e di schiettezza di ispirazione”, come recita lo statuto del premio.
Il lavoro della giuria culminerà a luglio 2026 con la selezione della cinquina finalista, dalla quale emergerà poi l’opera vincitrice proclamata durante la serata finale a Capo Vaticano.
I Dettagli del Bando: Come Partecipare
Il concorso è riservato a romanzi d’esordio o raccolte di racconti interamente inediti, pubblicati e distribuiti per la prima volta in lingua italiana nel periodo compreso tra il 16 maggio 2025 e il 15 maggio 2026. È importante sottolineare che le opere possono essere candidate esclusivamente dalle case editrici, che dovranno inviarle sia in formato cartaceo sia digitale entro e non oltre il 31 maggio 2026. Il regolamento completo e il bando sono consultabili sul sito ufficiale del premio: www.giuseppeberto.it.
Il valore del riconoscimento non è solo simbolico. All’autore o all’autrice dell’opera vincitrice verrà assegnato un premio in denaro di 5.000 euro, mentre a ciascuno degli altri quattro finalisti sarà corrisposto un gettone di presenza di 500 euro, a testimonianza del valore di tutte le opere giunte in finale.
La Storia e l’Eredità del Premio Berto
Nato nel 1988 per volontà dell’editore Cesare De Michelis e di un gruppo di amici e estimatori dello scrittore, tra cui figure come Giancarlo Vigorelli, Dante Troisi e Gaetano Tumiati, il Premio Berto si è affermato come il più prestigioso riconoscimento nazionale per un’opera prima di narrativa. La sua missione è sempre stata quella di onorare la memoria di Giuseppe Berto, un autore che, nonostante il grande successo di pubblico, fu spesso trascurato dalla critica ufficiale a causa del suo spirito anticonformista. Berto conosceva bene le difficoltà del mondo editoriale e per questo desiderava spianare la strada a giovani scrittori di talento.
Nel corso delle sue oltre trenta edizioni, il premio ha scoperto e lanciato autori che sono poi diventati nomi importanti della letteratura italiana contemporanea, confermando il suo ruolo di attento e coraggioso talent scout. Dopo una breve interruzione per difficoltà economiche nel 2011, il premio è rinato grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Giuseppe Berto, fondata nel 2013 dalla moglie Manuela e dalla figlia Antonia Berto, insieme a Cesare De Michelis e Diego Bottacin.
L’edizione 2026, che torna in Calabria, si inserisce in un contesto più ampio di eventi culturali promossi dall’associazione, come la rassegna estiva “Estate a Casa Berto”, che anima il promontorio di Capo Vaticano con incontri di letteratura, cinema, teatro e musica, mantenendo viva l’eredità intellettuale e umana di uno dei grandi scrittori del nostro Novecento.
